MEHR LICHT! / UNDERWOOD

Fondamenta | UNDERWOOD

Alexander Cozens, Study of Sky No. 4 with Landscape, Graphite and watercolour on paper, 220 x 315 mm Photo © Tate. CC-BY-NC-ND 3.0 (Unported)

Alexander Cozens, Study of Sky No. 4 with Landscape, Graphite and watercolour on paper, 220 x 315 mm
Photo © Tate. CC-BY-NC-ND 3.0 (Unported)

Questo numero di UNDERWOOD è dedicato a Fondamenta – Venezia città dei lettori (1999 – 2003), un festival culturale interdisciplinare ideato e diretto da Daniele Del Giudice e promosso dal Comune di Venezia. Le edizioni di Fondamenta s’intitolarono: Futuro Necessario (1999), Globo Conteso (2000), Corpi (2001), Significati Condivisi (2002), Senza Più (2003).
Gli atti delle prime quattro edizioni del Festival sono reperibili in alcune biblioteche, mentre quelli del quinto sono irrintracciabili.
Le edizioni di Fondamenta privilegiavano due forme del discorso orale: la lectio magistralis e il reading; ma non sono mancate conversazioni e performance. La sede di Fondamenta era Campo Sant’Angelo, nel sestiere di San Marco.
Nell’impossibilità di riassumere esaustivamente i contenuti delle edizioni di Fondamenta, ma con l’augurio che gli atti dei convegni siano presto ristampati, magari in forma unitaria, e resi accessibili a un vasto pubblico, abbiamo scelto di concentrarci sul metodo con cui queste edizioni furono formulate. Riteniamo che questo compendio, fatto di indici e titoli, possa trasmettere il senso di un progetto culturale che sintetizzò perfettamente lo scrupolo metodologico della cultura novecentesca, aprendola al nuovo millennio. Una perfezione curatoriale applicata alla divulgazione del sapere umanistico e scientifico per cui oggi proviamo profonda nostalgia.
Di fianco al nome di ogni autore abbiamo scritto tra parentesi il titolo del suo intervento.
Il segno “ / ” indica che i due nomi erano in conversazione.
Teniamo a riportare alcuni dati riferiti alla prima edizione, quella del 1999.
I nomi presenti nel comitato scientifico erano: Christophe Bataille, Enzo Bianchi, Daniele Del Giudice, Assia Djebar, Ernesto Franco, Amos Luzzatto, Claudio Magris, Predrag Matvejevic, Mario Rasetti, José Saramago, Paolo Zellini. L’assessore alla Cultura del Comune di Venezia era Mara Rumiz, il sindaco era Massimo Cacciari.
– Futuro Necessario nel 1999 fu sintetizzato da Del Giudice con queste parole: “una riflessione sul futuro o meglio sui futuri, senza troppe illusioni di progresso, eppure senza interminabili nostalgie”.

Futuro Necessario si divideva in cinque percorsi o “stringhe”:
Luoghi nel futuro con Predrag Matvejevic (Asilo, esilio, migrazioni), Abdelfattah Kilito (L’esperienza del deserto), Assia Djebar (L’esilio nella propria terra), Luc Tessier / Zaha Hadid (La città futura);
Etica per un futuro con Enzo Bianchi (La libertà dell’ethos), Christos Yannaras (La libertà dell’ethos), Massimo Cacciari / Gherardo Colombo (I custodi dei diritti), José Saramago (Contro l’intolleranza: la parola e l’azione dello scrittore);
Futuro come attesa e anticipazione. Dalla profezia teologica alla previsione scientifica con Amos Luzzatto (Previsione del profeta, previsione dello scienziato), Marc-Alain Ouaknin (“I Cavalli di Fuoco”. Lettura e messianesimo), Mario Rasetti (Materia che pensa, materia che vive), Paolo Zellini (Macchine e uomini del tempo che verrà);
Corpo reale, corpo virtuale con Marc Augé (La guerra dei sogni);
Futuro anteriore con Maurice Olender (Costruzioni di memoria e di oblio: la Torre di Babele), Claudio Magris / Cesare De Michelis (Retori e persuasi), Maurizio Bettini / Marcel Detienne (La vita del mito).

reading furono affidati a Tony Harrison e Andrea Zanzotto; le performance a Marco Paolini e Patti Smith.

***

– Nel 2000 Daniele Del Giudice introduce Globo Conteso con queste parole: “All’opposto delle vulgate sul processo felice e armonioso di mondializzazione, globalità e conflittualità vanno in coppia, e il carattere nuovo di questi conflitti chiede attenzione”.

Le cinque stringhe di Globo Conteso furono:
Monete uniche, un unico pensiero con Serge Latouche (I paradossi del “glocalismo” economico e culturale), Christian Marazzi (L’addio al politeismo monetario), Pino Arlacchi (Il lato oscuro della globalizzazione), Samir Amin (Mondializzazione ed egemonia degli Stati Uniti);
Nel tramonto del luogo con Marco Revelli (Luoghi, non-luoghi, iper-luoghi. Fenomenologia dell’esser “fuori luogo”), Abdallah Laroui (Vivere qui e altrove), Rosario Priore (Criminalità oltre I confini), Zygmunt Bauman (La mutazione del “dove”; l’importanza senza significato), Amos Luzzato (La diaspora ebraica come prima esperienza europea dell’universale locale), Carlo Ossola (“Neuter-uterque” per un luogo condiviso), Maurice Olender (Luoghi comuni: parole, monete e democrazia);
La competizione su Dio con Enzo Bianchi e André Chouraqui (La convinzione di sé, malattia dei monoteismi), Shafique Keshavjee (Duellanti per un’etica planetaria), Soheib Bencheikh (Un Dio solo come principio liberatorio), Brian Greene (Universo elegante);
Forme della pace con Patricia Hynes e Rony Brauman (Azione umanitaria e protezione ambientale: una nuova giustizia globale), Claude Bruderlein (Popoli nelle guerre civili: fine dell’Innocenza?), Johan Galtung (Economia, eserciti, cultura: a ciascuno la propria violenza), Vincenzo Camporini (Dopo l’Europa dei mercati e della moneta, la dimensione della sicurezza);
Il mondo cablato con Diego Piacentini (Il libro terminale), Fatema Mernissi (L’enigmatica ascesa delle donne nel Cyber Islam), Giulio Albanese (Dare voce a chi tace: la “news agency” dei popoli invisibili).

reading di poesia furono di Durs Grünbein e Zoé Valdes.

***

– Nel 2001 Del Giudice apre Corpi: “Corpi al plurale, corpi concreti e molteplici nelle possibilità di vita o di sopravvivenza, nei bisogni, nelle potenzialità nascoste o non conosciute, nei comportamenti nuovi, nella forte modificazione e rivoluzione del concetto stesso, delle terapie, del trattamento, delle pratiche e della percezione e rappresentazione, nell’estensione dei propri limiti naturali, nell’azione sul destino e il caso, nel loro valore simbolico”.

Anche Corpi si divide in cinque stringhe:
Corpo scritto con Valentina Di Francesco (Il testo della vita, lettura e interpretazione del genoma umano), Henri Atlan (I confini del vivente: organico e inorganico o umano e non umano?), Jean-Luc Nancy (Cartesio e l’esperienza indistinta dell’anima-corpo), Thomas Beth (Esperimenti di teletrasporto: fotocopie di corpo e mente?), Ian McEwan (Sotto la pelle);
Corpo elaborato con Remo Bodei (Sentimenti, identità, relazioni del corpo perfettibile), Daniel J. Amit (Memoria operativa, il collegamento nascosto tra cervello e pensiero), Pierpaolo Malinverni (Io, Robot), Neil Gershenfeld (Cose che pensano), Antonio Rigo (Pratiche d’orazione e trasfigurazione nel monachesimo orientale);
Corpi sociali. Immunità e rigetto con Roberto Esposito (La comunità immune: l’estraneo come infezione o vaccino?), Luciano Garofano (L’analisi del DNA ai fini investigativi);
Corpi speciali con Maurice Bellet (Mangiare e bere Dio), Gabriele Salvestroni (Il pilota tra le frontiere tecnologiche e i propri limiti corporei), Claude Geffré e Enzo Bianchi (Il corpo icona della passione di Dio e dell’uomo), Maurice Olender (Oscenità o perfezione: il corpo presso gli antichi), Joyce Carol Oates (Blonde, come Marilyn: la vita in forma di finzione), Sergio Luzzatto (La fisicità dell’emblema politico: Mussolini, Pasolini, Moro), Paolo Conte e Vincenzo Mollica (Voce e musica, racconto e disegno. Risultato: un vaudeville);
Fame. Il corpo assoluto con Anita Desai (Digiunare, divorare), Giuseppe Crea (Psicologia della morte per carestia nelle vittime e nei soccorritori).

reading furono di Alberto Arbasino, Patrizia Valduga, Patrizia Cavalli.

***

– Nel 2002, per presentare Significati Condivisi, Daniele Del Giudice scrisse: “Li cerchiamo nella relazione con gli altri, li usiamo per dare un senso alla personale esperienza nella vita; significati, condizioni, bisogni condivisi che aggregano comunità. Significati anche minimi, che non chiedono più di essere fondanti, piuttosto di essere messi in atto. Il condividere, nell’agire sociale, nelle culture, nelle religioni, nelle diversità riconosciute come tali, nella pace e nella guerra, è il primo passo per comprendere e valicare ciò che divide”.

Quattro furono le stringhe di Significati Condivisi:
Nel conflitto con Gianfranco Bettin (Why not? Nuovi bisogni dell’agire politico), Susan George (I rubinetti del denaro mondiale), Aldo Bonomi (Il volontario: dall’ “utile idiota” al nuovo soggetto sociale), Gilles Kepel (Terrorismo e declino dell’imperialismo), Paul Ginsborg (Democrazia formale, democrazia sostanziale), Fabio Mini (Guerre del XXI secolo: guerre oltre i limiti ma non guerre senza limiti);
Modi del vivere, modi di morire con Alon Altaras (Gioventù di Israele e della Palestina), Stefano Boeri, Sonallah Ibrahim (Il Cairo. Soglie Sociali, soglie di sabbia), Rachid El Daif (L’America non è degli americani), John Casti (Mondi possibili. La scienza e la sorpresa dei Mondi Artificiali);
Anime con Roberta De Monticelli (Le figure del vivo), Giulio Busi (Europa, principessa semita), Samir Khalil Samir (I Cristiani arabi nella storia e nella contemporaneità), Maurice Borrmans (Culture al servizio dell’uomo intorno al Mediterraneo), Mario Vadacchino (La moralità degli scienziati), Claudio Magris (La fiera della tolleranza);
Ex lege, sine lege con Marianne Saracco (Giustizia e valori condivisi nei tribunali internazionali), Alexander Demandt (Processare il nemico), Felice Casson (Esiste davvero un diritto penale internazionale?).

Con reading di Orhan Pamuk, Valerio Magrelli, Laurie Anderson e Lou Reed.

***

Fondamenta è forse sintetizzabile nell’ideale di una cultura mediterranea allargata al mondo, una cultura in cui la parola Mediterraneo spesso non coincideva con quella di Occidente. La prima edizione di Fondamenta si tenne nell’anno in cui la valuta italiana passò da Lira a Euro (1999) e negli anni della sua programmazione il Festival assistette a numerosi eventi di portata storica, ricordiamo l’attentato alle Torri Gemelle (2001), il summit G8 di Genova (2001), la nascita di Wikipedia (2001), la Strage di Nassiriya (2003)… Se si sono letti gli indici di Fondamenta qui riproposti, viene immediato notare che il Festival ha sempre preceduto, mai seguito. Globo Conteso ha preceduto di un anno l’attentato alle Torri, anche se alcuni articoli potrebbero bene seguirlo di dieci anni. Fondamenta, con Daniele Del Giudice, il comitato scientifico e il Comune di Venezia seppero unire le voci di pensatori allora poco più che ventenni e di altri, di cui oggi non ci resta che la mancanza, per raccordare i due millenni secondo un principio umanistico e profondamente educativo. 

Fondamenta – Venezia città di lettori. Suggestioni, frammenti


Pagine di approfondimento sull’edizione 2003:
https://nonsoloproust.wordpress.com/2011/08/31/agota-kristof/
http://medea.provincia.venezia.it/gab/donnesenzapiu/schneider.htm

Alexander Cozens, Rocky Bay Scene, Oil paint on paper, c. 1759-1765, 160 x 187 mm
Photo © Tate. CC-BY-NC-ND 3.0 (Unported)
Precedente

Riccardo Giacconi | UNDERWOOD

Alexander Cozens, A Schematic Cloud Study, Graphite and ink on paper, 121 × 183 mm
Photo © Tate. CC-BY-NC-ND 3.0 (Unported)
Successivo

Massimo Bartolini | UNDERWOOD