ESPORRE IL CINEMA: CHANTAL AKERMAN

Chantal…
Fabio Balducci

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Chantal Akerman, Là-bas, 2006, stills

Ho avuto il piacere di conoscere Chantal affiancando Claire Atherton, ero assistente montatore. Volevo dire che nonostante tutto Chantal era una persona leggera, divertente e generosa.

Mi sono sempre divertito molto lavorando sia con Chantal che con Claire. Non so bene per quale motivo; normalmente il cinema è sempre così pieno di tensioni, invece con loro era una liberazione.

Volevo raccontarvi un aneddoto, un fatto accaduto durante la lavorazione del film Là-bas. Eravamo nelle fasi di mixaggio e Chantal mi chiese quanti piani aveva il film. Il film durava un’ora e dieci e io le risposi: “quarantanove piani di cui uno di sette minuti e quaranta.”

Lei mi guardò, un pò sorridente, mi guardò e mi disse: “Per favore non dirlo a nessuno.”

Ecco tutto.

Fabio Balducci

Contributo per la 15° Edizione del Premio Marco Melani assegnato alla memoria di Chantal Akerman, 11 dicembre 2021


Fabio Balducci è un artista di Ancona che lavora con le arti visive e il cinema. In passato editor e collaboratore di Chantal Akerman, Balducci lavora dal 1995 insieme a Marie Cool ad un corpo di lavori difficilmente definibile o inseribile nelle classiche categorie dell’arte. Fatte di azioni che non chiamano performances, di oggetti che non chiamano sculture e di opere su carta che non chiamano disegni, le opere di Cool e Balducci utilizzano oggetti quasi sempre provenienti da fallimenti di Società o riduzioni di organico (tavoli, scrivanie dirigenziali, matite svendute, fotocopiatrici…) che vengono impiegati in una serie di azioni, il più delle volte eseguite dalla stessa Marie. Gli oggetti, ormai esclusi dal ciclo produttivo, liquidati, emarginati, ricordi della produttività che fu, vengono riattivati da azioni semplici, lente, iconiche, che innescano una complessa riflessione politica, sociale ed economica di grande attualità.

Chantal…

I had the pleasure of meeting Chantal alongside Claire Atherton, I was assistant editor. I wanted to say that despite everything Chantal was a bright, funny and generous person.

I have always had a great time working with both Chantal and Claire. I don’t know for what reason; normally cinema is always so full of tensions, but with them it was a liberation.

I wanted to tell you an anecdote, a fact that happened during the production of the film Là-bas. We were in the mixing stages and Chantal asked me how many plans the film had. The film lasted an hour and ten and I replied: “forty-nine plans of which one lasts seven minutes and forty minutes.”

She looked at me, somewhat smiling, looked at me and said: “Please don’t tell anyone.”

That’s all.

Fabio Balducci

Contribute to the 15th Edition of the Premio Marco Melani awarded in memory of Chantal Akerman, Dec. 11, 2021


Fabio Balducci is an artist from Ancona who works with visual arts and cinema. Previously editor and collaborator of Chantal Akerman, Balducci has been working together with Marie Cool since 1995 on a body of work that is difficult to define or to fit into the classic categories of art. Made of actions that they do not call performances, of objects that they do not call sculptures and works on paper that theyn do not call drawings, the works of Cool and Balducci use objects coming from company failures or staff reductions (tables, executive desks, pencils cleared out, photocopiers …) which are used in a series of actions, most of the times carried out by Marie herself. The objects, now excluded from the production cycle, liquidated, marginalized, memories of a past productivity, are reactivated by simple, slow, iconic actions, which trigger a complex political, social and economic reflection of great relevance.

D'Est, 1993, stills da film
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D’Est, esterni intimi
Eugénie Zvonkine

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Ida Porfido