2021ArchivioCASA MASACCIO

LEWIS HAMMOND
While We Were Sleeping

a cura di Rita Selvaggio

Digital opening | Sabato 27 marzo 2021 ore 18:30
in live streaming sul sito web e sulla pagina Facebook di Casa Masaccio | Centro per l’Arte Contemporanea

Lewis Hammond

Lewis Hammond, Drowner, 2020, Olio su tela: 30 x 60 cm, Courtesy L’Artista & Arcadia Missa

27 marzo – 8 agosto 2021
Casa Masaccio | Corso Italia, 83 | San Giovanni Valdarno

Flebas il fenicio, morto da due settimane,
Dimenticò il grido dei gabbiani, la profonda onda lunga
del mare
E il profitto e la perdita.

       Una corrente sottomarina
Gli spolpò le ossa in bisbigli. Mentre saliva e cadeva
Passò le tappe della sua vecchiaia e gioventù
Entrando nel vortice.

       Gentile o giudeo,
O tu che giri la ruota e guardi sopravvento,
Considera Flebas, che fu alto e bello come sei tu.

T.S Eliot, “Morte per acqua” da La Terra Desolata (1922), trad. Massimo Bacigalupo

Casa Masaccio | Centro per l’Arte Contemporanea, ha il piacere di ospitare While We Were Sleeping, prima mostra personale in un’istituzione museale di Lewis Hammond (1987). Il concepimento di questo progetto si sviluppa a partire da un periodo di ricerca che l’artista, ospite dell’Artist-in-Residence-Program, ha trascorso in Toscana nello scorso autunno, studiando la storia dell’arte del territorio.

Un apprezzare la discendenza e la conversazione tra le opere d’arte, per quanto ampia possa essere la distanza temporale tra le vite degli artisti, si coniuga nella pratica artistica di Lewis Hammond a un coinvolgimento con la storia della pittura e alle modalità con cui questa possa essere utilizzata per riflettere sul tempo e lo spazio in cui esistiamo. Il percorso espositivo accoglie il visitatore con l’immagine di una figura che annega in acque inclementi e rimanda a motivi di riflessione che vengono espressi attraverso il simbolismo della figurazione.

I versi di Morte per acqua da “La Terra Desolata” di T.S: Eliot, con le loro variazioni tonali e meditative, con i loro diversi registri espressivi, fanno da ideale struttura portante a tutto l’impianto espositivo e ci inducono a ripensare la nostra stessa mortalità. Una sorta di presenza testuale continua questa che illumina lo sfondo delle immagini sciogliendosi in un movimento aforismatico, tra evocazione visionaria e iconicità scenica. Il concetto di trasformazione, dal fiorire all’appassire, dalla nascita alla morte, dal principio alla fine, e l’oscillazione tra queste polarità, struttura lo svolgersi della mostra. La rappresentazione si ambienta in paesaggi immaginari privi di presagi e nostalgia, interni asfissianti, notti buie e fiamme di vulcani, pece e fuoco e una terra che sta per essere sommersa da un diluvio rosso, come annotava Walter Benjamin definendo la sua poesia “veramente politica”.

“Molti dei miei dipinti rappresentano persone in uno stato di disorientamento mentre i loro corpi appaiono mutilati, moltiplicati o mutati. I corpi assorbono la violenza di un presente distopico e violento, di spazi omogenei e riduttivi nei quali gli individui si trovano in una perpetua ricerca di identità”– dichiara con fermezza l’artista alludendo ad una condizione di privazione di umanità che della semiotica non sa più nulla. Sulle pareti della “casa”, tra i materiali a crudo della sua architettura alternati a monocromi a terra verde, come era tipico per i chiostri al tempo di Masaccio, la pittura di Lewis Hammond accoglie i riverberi di un intangibile orizzonte additando una soggettività senza più soggetto, dislocata da un luogo proprio e originario e gettata in uno spaesamento ontologico.

La perfezione dell’origine fa spiccare meglio la caduta e Flebas, il fenicio, ha dimenticato il grido dei gabbiani.

Lewis Hammond (1987) vive e lavora tra Londra e Berlino. Nato a Wolverhampton, nel Regno Unito, ha conseguito il diploma post-laurea nel 2017 presso la Royal Academy Schools di Londra.
Hammond realizza dipinti ad olio che rappresentano stati psicologici, utilizzando aspetti del proprio vissuto per caratterizzare il suo lavoro. Intrecciando riferimenti storico-artistici con la cultura pop, Hammond costruisce mondi in cui i soggetti si ritrovano in una perpetua ricerca di auto-identificazione. Paesaggi immaginari e spazi architettonici ristretti evocano sensazioni di ansia e alienazione con la degradazione di corpi dalle connotazioni razziali e con paure e desideri.

Tra le sue precedenti mostre personali Still Life, Lulu, Città del Messico (MX), 2020, The Keep, Arcadia Missa, Londra (Regno Unito), 2019. Hammond ha esposto i suoi lavori in mostre collettive tra cui Possessed, MO.CO, Montpellier (FR), 2020, We Shall Survive in the Memory of Others, Galerie Barbara Weiss, Berlino (DE), 2019, A House is Not a Home / A Home is Not a House, Kunsthalle Fribourg, Fribourg (CH), 2019, Nella mia stanza, Antenna Space, Shanghai (CN), 2019, Byrd Hammond Klossowski Olowska, Balice Hertling, Parigi (FR), 2018, In the Flesh, Peles Empire, Berlino (DE), 2018, Condo, with Arcadia Missa and Lomex, New York, US (2018).

While We Were Sleeping è stata realizzata grazie al supporto di Arcadia Missa e in collaborazione con Black History Month Florence.

Black History Month Florence nasce nel 2016 come rete inter-istituzionale per promuovere la produzione culturale “Black” che celebra le culture afro-discendenti nel contesto italiano. L’iniziativa programma, coordina e co-promuove annualmente più di cinquanta eventi nel mese di febbraio attraverso una rete formata e supportata dal Comune di Firenze, fondazioni, istituzioni e associazioni culturali, musei e locali dedicati all’arte e alla musica e scuole.

All’inaugurazione digitale, che sarà disponibile in live streaming sul sito web e sulla pagina Facebook di Casa Masaccio | Centro per l’Arte Contemporanea, parteciperanno, oltre a Lewis Hammond, Valentina Vadi, Sindaco del Comune di San Giovanni Valdarno, Fabio Franchi, Assessore alla cultura di San Giovanni Valdarno, Fausto Forte, Direttore di Casa Masaccio | Centro per l’Arte Contemporanea, Rita Selvaggio, Chief curator di Casa Masaccio | Centro per l’Arte Contemporanea e curatrice della mostra, Justin Randolph Thompson, co-fondatore e co-direttore del Black History Month Florence, presidente dell’Associazione culturale BHMF, Janine Gaëlle Dieudji, co-direttore e vice presidente dell’Associazione culturale BHMF e attualmente Exhibitions director del Museum of African contemporary art Al Maaden (MACAAL) in Marrakech.

REOPENING
Casa Masaccio | Centro per l’Arte Contemporanea è lieta di riaprire le sue porte al pubblico a partire da giovedì 29 aprile con While We Were Sleeping, la prima mostra personale in un’istituzione museale di Lewis Hammond (1987), che sarà ospitata nei suoi spazi fino all’8 agosto 2021.
In ottemperanza alle disposizioni per il contenimento della diffusione dell’epidemia da Covid-19, la mostra sarà visitabile seguendo i protocolli di sicurezza disposti dal museo, nei seguenti giorni ed orari:

Lunedì: chiuso
Martedì – Venerdì: 15-19
Sabato e festivi: 10-13 / 15-19

Nei giorni di sabato e festivi l’accesso sarà consentito solo previa prenotazione obbligatoria online o telefonica (almeno un giorno prima della visita).

La prenotazione può essere effettuata, in orario di apertura del museo, telefonando al numero 055 9126167 o scrivendo una mail a casamasaccio@comunesgv.it specificando nome, cognome, comune di residenza e contatto telefonico.

CARTELLA STAMPA E IMMAGINI

Phlebas the Phoenician, a fortnight dead,
Forgot the cry of gulls, and the deep sea swell
And the profit and loss.
          A current under sea
Picked his bones in whispers. As he rose and fell
He passed the stages of his age and youth
Entering the whirlpool.
          Gentile or Jew
O you who turn the wheel and look to windward,
Consider Phlebas, who was once handsome and tall as you.
T.S. Eliot, ‘Death by Water’ from The Waste Land (1922)

Casa Masaccio | Centro per l’Arte Contemporanea is delighted to present While We Were Sleeping, the first solo exhibition staged in a museum by Lewis Hammond (1987). This project was conceived following a period of study that the artist, a guest of the Artist-in-Residence Program, spent in Tuscany last autumn exploring the history of the region’s art.

An appreciation of the connections and conversations between works of art, however great the distance in time that separates the lives of their creators, is combined in Lewis Hammond’s artistic practice—through an involvement with the history of painting and the ways in which this can be used to reflect on the time and space of our existence. The visitor is greeted on entering the exhibition by the image of a figure drowning in inclement waters, an allusion to motives for reflection that are expressed through the symbolism of figuration.

The lines of ‘Death by Water’ from T.S. Eliot’s The Waste Land, with their variations in tone and meditative character, with their different levels of expression, act as the supporting structure for the layout of the exhibition and prompt us to remember our own mortality. It is a sort of continual textual presence that illuminates the background of the images, dissolving into an aphorismatic movement, somewhere between visionary evocation and scenic iconicity. The concept of transformation, from flowering to wilting, from birth to death, from the beginning to the end, and the oscillation between these polarities, structures the unfolding of the exhibition. The representation is set in imaginary devoid landscapes, of foreboding and nostalgia, stifling interiors, dark nights and volcanic flames, pitch and fire and a land that is about to be submerged by a flood of red, as Walter Benjamin observed, defining his poetry as ‘truly political’.

“Many of my paintings show characters in disorientated states where their bodies appear mutilated, multiplied or mutating. The bodies absorb the violence of a hostile and dystopian present, of homogenised and reductive spaces in which individuals find themselves in a perpetual quest for self-identification,”– declares the artist, alluding to a condition of deprivation on the part of humanity, which no longer knows anything of semiotics. On the walls of the ‘house’, among the raw materials of its architecture alternating with monochromes in green earth, as was typical of cloisters in Masaccio’s day, Lewis Hammond’s painting absorbs the reverberations of an intangible horizon, pointing to a subjectivity that no longer has a subject, displaced from its own and original location and thrust into ontological disorientation.

The perfection of the origin makes the fall stand out more strongly and Phlebas, the Phoenician, has forgotten the cry of gulls.

Lewis Hammond (b. 1987) lives and works between London and Berlin. Born in Wolverhampton, UK, he completed his Post-graduate Diploma in 2017 at the Royal Academy Schools, London.

Hammond makes oil paintings that represent psychological states, using aspects of his own lived experience to inform the work. Intertwining art historical and pop-cultural references to build worlds, subjects find themselves in a perpetual quest for self-identification. Imagined landscapes and constrained architectural spaces evoke anxiety and alienation with the abjection of racialised bodies, fears and desires.

Previous solo exhibitions include Still Life, Lulu, Mexico City (MX), 2020, The Keep, Arcadia Missa, London (UK), 2019. Hammond has shown his work at group exhibitions including Possessed, MO.CO, Montpellier (FR), 2020, We Shall Survive in the Memory of Others, Galerie Barbara Weiss, Berlin (DE), 2019, A House is Not a Home / A Home is Not a House, Kunsthalle Fribourg, Fribourg (CH), 2019, In ​​my Room, Antenna Space, Shanghai (CN), 2019, Byrd Hammond Klossowski Olowska, Balice Hertling, Paris (FR), 2018, In the Flesh, Peles Empire, Berlin (DE), 2018, Condo, with Arcadia Missa and Lomex, New York, US (2018).

While We Were Sleeping has been realised thanks to the support of Arcadia Missa and in collaboration with Black History Month Florence.

Black History Month Florence was founded in 2016 is a cross institutional network for Black cultural production that celebrates Afro-descendent Cultures in the context of Italy. The initiative is engaged in programming, advising and co-promoting over 50 events annually within the month of February, through a network formed and supported by the Comune, foundations, institutions, cultural associations, museums, schools and venues dedicated to art and to music.

The digital opening, that will be live-streamed on Casa Masaccio | Centro per l’Arte Contemporanea website and Facebook page will see the participation, besides Lewis Hammond, of Valentina Vadi, Major of Comune di San Giovanni Valdarno, Fabio Franchi, Culture Assessor of San Giovanni Valdarno, Fausto Forte, Director of Casa Masaccio | Centro per l’Arte Contemporanea, Rita Selvaggio, Chief curator of Casa Masaccio | Centro per l’Arte Contemporanea and curator of the exhibition, Justin Randolph Thompson, co-founder and co-director of Black History Month Florence, president of the cultural association BHMF, Janine Gaëlle Dieudji, co-director and Vice President of the cultural association BHMF and Exhibitions director of the Museum of African contemporary art Al Maaden (MACAAL) in Marrakech.

REOPENING
Casa Masaccio | Centro per l’Arte Contemporanea is pleased to reopen its doors to the public this Tursday, April 29 with While We Were Sleeping, first solo show in a museum institution by Lewis Hammond (1987). The exhibition will be hosted in the museum’s spaces until August 8, 2021.

In compliance with the provisions for containing the Covid-19 pandemic, the exhibition will be open to visitors following the safety protocols set by the museum, and on the following days and times:

Monday: closed
Tuesday – Friday: 15-19
Saturday and holidays: 10-13 / 15-19

On Saturdays and holidays, access will be allowed only to people with a reservation to be made online or by telephone (at least one day before the visit).

Reservations can be made, during the museum’s opening hours, by calling 055 9126167 or by writing an email to casamasaccio@comunesgv.it including name, surname, municipality of residence and telephone contact.

PRESS KIT AND IMAGES
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