2020ArchivioCASA MASACCIOIn corso

JEAN-MARIE STRAUB E
DANIÈLE HUILLET
Film e loro siti

a cura di Jean-Louis Raymond e Rita Selvaggio

Opening digitale 29 novembre 2020 ore 18.30

Cliccare Play per l’opening in streaming

29 novembre 2020 – 31 gennaio 2021
Casa Masaccio | Corso Italia, 83 | San Giovanni Valdarno

Grazie a: Association des films et leurs sites, Cinémathèque française, Cinémathèque de Grenoble, Miguel Abreu e Katherine Pickard (Miguel Abreu Gallery), Dominique Païni, Jean-Marie Straub, Barbara Ulrich, Servane Zanotti.

Jean-Marie Straub e Danièle Huillet sul set di Quei loro incontri_Buti_2005_ PhMarion Befve

Jean-Marie Straub e Danièle Huillet sul set di “Quei loro incontri”, Buti, 2005, Ph: Marion Befve.

« Un film è solo una scuola di percezione, basta. Bisogna essere coscienti e modesti e sapere di cosa si tratta. È uno strumento per aiutare la gente a vedere e a guardare, e a vedere meglio e a sentire meglio »
(Jean-Marie Straub e Danièle Huillet, Incontri, Cineteca di Bologna 2001)

Casa Masaccio | Centro per l’Arte Contemporanea ha il piacere di ospitare, per la prima volta in un’istituzione italiana “Jean-Marie Straub e Danièle Huillet. Film e loro siti”. Curata da Jean-Louis Raymond e Rita Selvaggio e indirizzata ad un pubblico più ampio e non “iniziato” a un linguaggio cinematografico così intansigente, la mostra si articola tra documenti e testimonianze, fotogrammi e frammenti, materiali di studio, mappature e affinità elettive che, con potente partitura, posizionano lo sguardo sull’inquietudine della condizione umana.

Il cinema di Jean-Marie Straub (1933) e Danièle Huillet (1936-2006), ha attraversato il Novecento, i suoi conflitti e le sue impossibili utopie, sollevando interrogativi che rimangono senza risposta, se non quella di un’immagine e di una ricerca formale che nasce e si sviluppa in modo rigoroso confrontandosi con le strutture e l’imprevisto del reale nella sua complessità semantica e percettiva. In questo loro cinema dell’essenziale che invera le immagini in un concreto abitare politico, la profonda materialità è fatta di suoni in presa diretta, di volti ma anche di terra, di acqua e di rocce, di aria e di vento, di natura come materia ma anche mistero.

Esporre i fotogrammi
Ciò che per una gran parte della produzione internazionale di film per il cinema rientrerebbe semplicemente nel registro della documentazione (immagine estratta per memoria, per informazione) diventa, nel caso di Danièle Huillet et Jean-Marie Straub, un nuovo accesso ad uno degli aspetti essenziali della loro opera: l’inquadratura. Il quadro degli Straub comporta il tempo. Si colloca nella durata delle immagini. La sua precisione, propizia a cogliere il movimento, apre uno spazio che permette allo spettatore l’inclusione in un’esperienza unica, rinnovata ogni volta, in un luogo la cui prima analogia è il quadro della pittura.
Queste inquadrature singolari, i fotogrammi le restituiscono totalmente e, nel rimandare direttamente ai film, rivelano simultaneamente la loro potente autonomia e la loro forza espressiva. E’ la loro qualità plastica fondamentale che ha guidato la concezione iniziale di questa mostra.
L’opera degli Straub è esemplare per il suo impegno in una forma artistica nutrita dalla storia delle arti. Il cinema, la pittura e, al centro, la letteratura, la musica e il teatro sono le fonti dell’insieme del loro lavoro. La loro determinazione e volontà politica sottende ciascuna delle scelte, in un’incessante esplorazione degli arcani delle società umane, alla ricerca di una comunità emancipata, poetica. Dai volti ai paesaggi, dai corpi alle architetture, spetta a noi percorrere una memoria attiva degli esseri e del mondo.
La mostra ne è un’intera testimonianza. Si rivolge ad un pubblico di appassionati o di non addetti ai lavori. Lungi dall’essere imprescindibile per la scoperta e l’apprezzamento dell’opera, va intesa come un approccio che promuove la riflessione e l’interrogarsi; un tempo donato al capire quanto ciascuna di queste immagini sia « metonimicamente » impregnata del film da cui è estratta.
Jean-Louis Raymond

La mostra « Jean-Marie-Straub et Danièle Huillet. Film e loro siti. », è stata concepita e realizzata da Pascal Kern, Jean-Louis Raymond e Servane Zanotti, su proposta di Dominique Païni, nel contesto del programma di Ricerca dell’l’École Supérieure des Beaux-Arts di Le Mans (ESAD TALM).
È stata inizialmente installata e inaugurata all’ École di Le Mans nel novembre del 1999 contemporaneamente all’uscita in sala di « Sicilia ! » e in presenza di Jean-Marie Straub e Danièle Huillet (1936-2006). Successivamente è stata proposta al Centre National de la Photographie di Parigi (2000), all’Ambasciata di Francia a Roma e al Locarno Film Festival, alla Mediateca di Metz (2002), al Centro d’Arte Contemporanea di Villa Arson, Nizza (2004) all’ l’École d’Art de Grenoble (2012) e nel 2016 alla Miguel Abreu Gallery di New-York.

Grazie a: Association des films et leurs sites, Cinémathèque française,
Cinémathèque de Grenoble, Miguel Abreu e Katherine Pickard ( Miguel Abreu Gallery), Dominique Païni, Jean-Marie Straub, Barbara Ulrich, Servane Zanotti.

Progetto realizzato nell’ambito di Toscanaincontemporanea2020.

«​ ​A film is just a school of perception, that’s all. It’s necessary to be aware and modest and know what you’re dealing with. It’s a means of helping people to see and to look, and to see better and feel better »

(Jean-Marie Straub and Danièle Huillet, Incontri, Cineteca di Bologna, 2001)

Casa Masaccio | Centro for l’Arte Contemporanea is delighted to be the first Italian institution to host Jean-Marie Straub and Danièle Huillet: Films and Their Sites. Curated by Jean-Louis Raymond and Rita Selvaggio and aimed at a broader and uninitiated section of the public, one not familiar with the language of such uncompromising cinema, the exhibition presents a mix of documents and testimonies, stills and fragments, study materials, mappings and elective affinities that, in a compelling orchestration, focuses its gaze on the disquiet of the human condition.
The cinema of Jean-Marie Straub (1933) and Danièle Huillet (1936-2006) has traversed the 20th century, its conflicts and its impossible utopias, raising questions that remain without answers, apart from that of an image and a line of formal research that stems from and has been developed in a rigorous way out of an examination of the structures and the unexpected aspects of reality in all its semantic and perceptual complexity. The profound materiality of this cinema of theirs, a cinema of the essential that sets the images in a concrete political habitat, is made up of sounds recorded live and of faces, but also of earth, water and rocks, of air and wind, of nature that is both material and mystery.

Exhibiting Stills
What for much of the international film industry would simply fall into the category of documentation (an image extracted as a record, for information) becomes, in the case of Danièle Huillet and Jean-Marie Straub, a new means of access to one of the essential aspects of their work: the frame.
The Straubs’ frame entails time. It is located in the duration of the images. Its precision, suited to capturing movement, opens up a space that allows the viewer’s inclusion in a unique experience, renewed each time, in a place whose principal analogy is with the painted picture.
These individual frames are conveyed totally by the stills and, in alluding directly to the films, reveal simultaneously their potent autonomy and their expressive force. It is their fundamentally plastic quality that has guided the initial conception of this exhibition.
The Straubs’ work is exemplary for its engagement in an art form nourished by the history of the arts. Cinema, painting and, at the centre, literature, music and the theatre are the sources of the whole of their work. Their determination and political will underlie each of their choices, in an incessant exploration of the mysteries of human societies, in search of an emancipated, poetic community. From faces to landscapes, from bodies to buildings, it is left to us to investigate an active memory of beings and the world.
The exhibition testifies to this in full. It is intended for a public of enthusiasts or the uninitiated. Far from being inescapable for the discovery and appreciation of their work, it should be seen as an approach that fosters reflection and questioning; a time devoted to understanding how much each of these images is ‘metonymically’ impregnated with the film from which it has been extracted.
Jean-Louis Raymond

The exhibition Jean-Marie-Straub et Danièle Huillet. Films and Their Sites, was conceived and organized by Pascal Kern, Jean-Louis Raymond and Servane Zanotti, at the suggestion of Dominique Païni, in the framework of the programme of research at the École Supérieure des Beaux-Arts in Le Mans (ESAD TALM).
It was initially staged at the ESBAM in November 1999, contemporaneously with the release of Sicilia! in cinemas, and opened in the presence of Jean-Marie Straub and Danièle Huillet (1936-2006).
Subsequently it has been put on at the Centre National de la Photographie in Paris (2000), the French Embassy in Rome and the Locarno Film Festival, the Médiathèque in Metz (2002), the contemporary art centre of Villa Arson, Nice (2004), the École d’Art de Grenoble (2012) and in 2016 the Miguel Abreu Gallery in New York.

Thanks to: Association Des films et leurs sites, Cinémathèque française, Cinémathèque de Grenoble, Miguel Abreu and Katherine Pickard (Miguel Abreu Gallery), Dominique Païni, Jean-Marie Straub, Barbara Ulrich and Servane Zanotti.

Project carried out as part of the initiative Toscanaincontemporanea2020.

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