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EXPANDED REALITY #8 | L’elefante scoppiato (1989) | Ugo La Pietra

Cinzia Ruggeri
…per non restare immobili

a cura di Rita Selvaggio

Dalla metà degli anni Settanta ho realizzato molte mostre di collezioni di oggetti cercando di far incontrare ciò che rimaneva della cultura del fare (opere classiche, in stile) con la cultura del progetto (design, arte).

La riscoperta di una realtà sommersa come quella della produzione di oggetti “classici”, mi fece intuire la possibilità di far incontrare tutto ciò che era rimasto della lavorazione artigianale tradizionale con il mondo del design, che aveva sempre privilegiato il progetto rispetto alla manualità.

Per anni, soprattutto all’interno della manifestazione “Abitare il Tempo” di Verona, come artdirector misi in pratica questo abbinamento fino ad allora mai sperimentato: designer e artisti con aziende della lavorazione tradizionale dell’oggetto classico e in stile. Tra le tante mostre realizzate negli anni Ottanta a Verona, ricordo in particolare “Rituali domestici”. La mostra era composta da molti ambienti in cui diversi autori interpretavano, con interventi inediti, i luoghi dell’abitare; da Riccardo Dalisi, Lapo Binazzi, Barnaba Fornasetti a Ugo Marano, Adolfo Natalini, a Luca Sacchetti e Luigi Serafini e molti altri. Organizzare questo tipo di iniziativa era piuttosto complicato e laborioso in quanto le aziende interpellate non avevano familiarità con un “progetto contemporaneo” in quanto strutture che producevano opere classiche e in stile. La più laboriosa di tutte fu la realizzazione dell’ambiente progettato da Cinzia Ruggeri.

Cinzia è stata, ed è rimasta sempre un’artista, una stilista e designer estremamente estrosa. I suoi oggetti sono sempre stati carichi di imprevisti azzardi! All’invito per la mostra “Rituali domestici”, Cinzia mi propose un progetto che consisteva in una camera da letto intitolata “L’elefante scoppiato per lo spavento del topolino” (La leggerezza del peso!)

Mi ritrovai a cercare aziende in grado di realizzare i vari oggetti eccentrici che componevano l’ambiente, ovvero: la pancia dell’elefante (un letto che realizzò il Gruppo Industriale Busnelli), la zampa dell’elefante (un puff realizzato dalla Intra), la pelle dell’elefante (un copriletto realizzato da Timossi arredo casa), un pavimento in terra e sabbia (realizzato dal Laboratorio Pesaro), lampade al neon con diversi topolini in vetro (realizzate da Lumi), un vaso realizzato da Seguso a cui si aggiunsero le orecchie dell’elefante (ventole meccaniche a muro) e la sua proboscide (l’aspirapolvere!)

L’installazione di Cinzia mi aiuta a ricordare che niente è impossibile!


Ugo La Pietra, vive e lavora a Milano. Si è sempre dichiarato “ricercatore” nelle arti visive e nella comunicazione. Ha comunicato le sue ricerche attraverso molte mostre in Italia e all’estero. Ha curato diverse esposizioni alla Triennale di Milano, Biennale di Venezia, Museo d’Arte Contemporanea di Lione, Museo FRAC di Orléans, Museo delle Ceramiche di Faenza, Fondazione Ragghianti di Lucca. Ha vinto il Compasso d’Oro per la Ricerca nel 1979 e il Compasso d’Oro per la Carriera nel 2016. Le sue esperienze di ricerca nell’arte, nell’architettura e nel design lo hanno portato a sviluppare temi come “La casa telematica” (MoMA di New York, 1972 – Fiera di Milano, 1983), “Rapporto tra Spazio reale e Spazio virtuale” (Triennale di Milano 1979, 1992), “La casa neoeclettica” (Abitare il Tempo, 1990), “Cultura Balneare” (Centro Culturale Cattolica, 1985/95). Ha sempre sostenuto con opere, ricerche, scritti e didattica un progetto carico di significati, per un “design territoriale” contro il design internazionalista.

Progetto realizzato nell’ambito di Toscanaincontemporanea2020 


Since the mid-seventies I have staged many exhibitions of collections of objects, trying to bring what was left of the culture of making things (traditional, repro works) together with the culture of design and art.

The rediscovery of a hidden reality like that of the production of “classical” objects made me sense the possibility of arranging an encounter between all that remained of traditional craftsmanship and the world of design, which had always emphasized the role of the designer over that of the artisan.

For years, especially in my role as art director of the event Abitare il Tempo staged in Verona, I put this combination into practice, a coupling that had never been attempted before: designers and artists with companies manufacturing classic and reproduction furniture in the traditional manner. Among the many exhibitions held in Verona in the eighties, I remember in particular the one called Rituali domestici, ‘Domestic Rituals’. The exhibition was made up of many installations in which different designers interpreted the settings of our domestic lives in unprecedented ways; from Riccardo Dalisi, Lapo Binazzi and Barnaba Fornasetti to Ugo Marano, Adolfo Natalini, Luca Sacchetti, Luigi Serafini and many others. Organizing this kind of initiative was fairly complicated and laborious in that the companies I called on had no familiarity with “contemporary design” since they were manufacturers of classic and reproduction works. The most testing of all was the realization of the setting designed by Cinzia Ruggeri.

Cinzia was, and would always remain, an extremely imaginative artist and fashion and product designer. Her objects were always filled with unexpected hazards! To the invitation to participate in the exhibition Rituali domestici, Cinzia responded with a project that consisted of a bedroom entitled ‘The elephant exploded out of fear of the mouse’. (The lightness of weight!)

I found myself having to look for companies capable of making the various eccentric objects that made up the setting: the belly of the elephant (a bed that was made by the Gruppo Industriale Busnelli), the elephant’s foot (a pouf made by Intra), the elephant’s hide (a bedspread made by Timossi Arredo Casa), a floor of earth and sand (laid by the Laboratorio Pesaro), neon lamps with a series of glass mice (made by Lumi) and a vase made by Seguso to which we attached the elephant’s ears (wall-mounted mechanical fans) and its trunk (a vacuum cleaner!)

Cinzia’s installation helps me to remember that nothing is impossible!


Ugo La Pietra lives and works in Milan. He has always described himself as a “researcher” of visual arts and communication. He has presented his research through many exhibitions both in Italy and abroad. He has curated a number of exhibitions at the Triennale di Milano, the Venice Biennale, the Museum of Contemporary Art in Lyon, the FRAC Museum in Orléans, the Ceramics Museum in Faenza, and the Ragghianti Foundation in Lucca.

He was awarded the Compasso d’Oro for The Research in 1979 and Compasso d’Oro for his Carrer in 2016.

His research experience in art, architecture and design led him to develop such themes as “La casa telematica” (MoMA, New York, 1972 – Fiera di Milano, 1983), “Rapporto tra Spazio reale e Spazio virtuale” (Triennale di Milano, 1979, 1992), “Cultura Balneare” (Cattolica Cultural Centre, 1985, 1995).

Through his works, research, writing and teaching, he has alwa

Project carried out as part of the initiative Toscanaincontemporanea2020.

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Ringraziamenti / Acknowlegments:

Angus Fiori (Archivio Cinzia Ruggeri, Milano)
Aldo Lanzini
Federico Vavassori e Laura Salvo (Galleria Federico Vavassori, Milano)
Emanuela Campoli (Campoli Presti, Parigi/Londra)
Francesca Pia (Galerie Francesca Pia, Zurigo)
Benedetta Pesci e Michele Stacchini (Poltrona Frau S.p.a.)
Fredi Fischli, Niels Olsen, Valentina Enhimb, gta Exhibitions, ETH Zurigo
Georg Brintrup
Anna Battista
Mariuccia Casadio
Elena Fava
Tiziana Paini

Al fine di poter garantire lo svolgimento etico dell’evento nel rispetto della normativa vigente relativa l’emergenza Covid-19, si richiede la gentile prenotazione per accedere all’opening di sabato 12 settembre e/o per le visite successive.

Fasce orarie:
18.30 – 19.00 | 19.00 – 19.30 | 19.30 – 20.00

I visitatori saranno divisi in gruppi, si prega quindi di indicare l’orario prescelto per la visita attraverso la Vs mail di risposta e prenotazione.
Vi ringraziamo per la Vs collaborazione.

Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea
Corso Italia 83, 52027 – San Giovanni Valdarno
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it

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