CASA MASACCIOIn mostra

Beatrice Marchi
Le Amiche

A cura di Rita Selvaggio

Inaugurazione sabato 21 settembre ore 19:00

Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea ha il privilegio di presentare Le Amiche, prima mostra personale in un’istituzione museale di Beatrice Marchi (Gallarate,1986).
Sin dagli inizi, la pratica poliedrica, multidisciplinare e partecipativa di Beatrice Marchi, spazia dal disegno alla pittura, dall’animazione alla performance, dal video al sonoro e ha come riferimento il clown. Figura che, secondo la definizione dell’attore, mimo e pedagogo francese Jacques Lecoq, rivela attraverso il fallimento quella natura umana che ci commuove e ci fa ridere. La parabola umana del clown con la sua maschera, i suoi gesti e la sua mimica, con le sue stoltezze e le sue prodezze dona la grazia di ridere a coloro che piangono assecondando una riconciliazione. Ridendo di lui ridiamo anche un po’ di noi stessi, ci consola perché ci somiglia.  –“Io sono un clown e faccio collezione di attimi”- amava ripetere Heinrich Bȍll.
In Casa Masaccio si riuniscono e riattivano molti dei personaggi, ibridi e doppi, buffi e dissoluti, vulnerabili e nobili, cui Beatrice Marchi ha dato vita nel tempo. Da Loredana, la donna clown con le chele, alla perfida quanto piena di bontà Katie Fox, da Dori Karbon a Susy Culinski, al cane Mafalda, per metà umano e per metà animale. Personaggi che meditano sul riso e sulla potenza metaforica dell’atto comico. Sono Le Amiche, presenze sottili che, inseguendo un nulla inafferrabile, sublimano la gravità e l’inerzia della condizione umana attraverso la leggerezza, la gratuità e l’apparente inconsistenza del gesto. Le Amiche (2019, olio e acrilico su tela), immagine che veicola la mostra, raccontando di un periodo della vita, quello della fine dell’infanzia e dei suoi turbamenti, rappresenta delle adolescenti che si confidano e confrontano sui cambiamenti del proprio corpo all’aria aperta mattinale. La scena si basa su un ricordo d’infanzia della stessa artista e rimanda al gioco di ruoli e di potere presente con modalità diverse nel mondo degli adulti.

Il titolo della mostra è denso di rimandi e memorie sia visive che letterarie, dal film di Michelangelo Antonioni, vincitore del Leone d’Argento alla Biennale di Venezia del 1955 e a sua volta ispirato a Tra donne sole di Cesare Pavese, alle atmosfere intrise di inquietudini di Felice Casorati.  O, ancora,  a Le Amiche (1949), il racconto lungo di Carlo Cassola che narra dei minimi segreti giovanili, delle chiacchiere domestiche che fanno scorrere i giorni, i mesi e gli anni in un baleno infondendo in ogni momento della banalità quotidiana il segno inesauribile della realtà.

Autoritratto dormiente in “Der Jungbrunnen” (2019) è un video in un cui la scena onirica ripresa dal dipinto di Lucas Cranach il Vecchio  “La Fonte della giovinezza”, mitica sorgente dell’immortalità, accoglie un burattino che ad occhi chiusi pedala incessantemente sostenuto dal suo doppio. Il personaggio è in realtà ispirato a quello che si crede essere l’autoritratto di Piero della Francesca nelle vesti di un soldato dormiente nella Resurrezione di Cristo a Sansepolcro.

Il percorso espositivo si articola tra suoni, sculture, installazioni e immagini in movimento, mentre una serie di dipinti pensati per questa occasione spalanca, in ogni stanza della casa, finestre affacciate sull’altrove.

Nella vertigine di un’arcadia travisata, corpi e paesaggio trovano il segno di una natura sul punto di sfaldarsi lasciando lo sguardo vagare da qualche parte nell’incompiuto.

Contributi di: Alessandro Agudio, KAYA (Kerstin Braetsch e Debo Eilers), Dori Karbon, Andrea e Davide Iorio, Rebecca Carbon, Sonia Hausler, I Fratelli di Arnolfo, coro amatoriale di San Giovanni Valdarno e The Karbon Sisters.

Il contributo di KAYA, oltre all’intervento in Casa Masaccio, consiste in una performance collaborativa durante gli Open Studios di Villa Romana sabato 7 settembre p.v.

Progetto realizzato nell’ambito di Toscanaincontemporanea2019

L’installazione /performance Loredana la cameriera con le chele (2019) è stata possibile grazie al generoso supporto di Kartell.

Grazie a Villa Romana (Firenze)

Beatrice Marchi (Gallarate, 1986) vive e lavora a Berlino. Dopo la laurea triennale in arti visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, si è trasferita nel 2015 in Germania dove ha conseguito un master in pittura presso Hochschule für bildende Künste di Amburgo con Jutta Koether. Tra le sue mostre personali più recenti si ricordano: Riverside, Berna; Collezione Iannaccone, Milano; Hester, New York; Exo Exo, Parigi; Fanta, Milano; Gasconade, Milano. Il suo lavoro è stato presentato in spazi istituzionali sia in Italia che all’estero tra cui: Museion, Bolzano; Palazzo Reale, Milano; Performance Space, New York; Mambo, Bologna; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Galerias Municipais de Lisboa (Boavista), Lisbona; Altri tempi, altri miti, 16th Art Quadriennal, Ehi, Voi!, Palazzo delle Esposizioni, Roma; PAC, Milano; Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno; GAM, Milano.


Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea has the privilege of presenting Le Amiche, the first solo exhibition by Beatrice Marchi (Gallarate, 1986) to be held in the setting of a museum.

 From the outset, Beatrice Marchi’s multifaceted, multidisciplinary and participatory practice has ranged from drawing to painting, from animation to performance and from video to sound, and has taken the clown as its point of reference. A figure that, according to the French actor, mime and teacher Jacques Lecoq, reveals human nature through failure in a way that moves us and makes us laugh. The human parable of the clown with his mask, his gestures and his mimicry, with his follies and his pranks, grants the favour of laughter to those who are suffering, fostering a reconciliation. Laughing at him we also laugh a little at ourselves, consoling us because he is like us. ‘I am a clown… and I collect moments,’ Heinrich Böll liked to say.

In Casa Masaccio many of the hybrid and double, comical and dissolute, vulnerable and noble personages to which Beatrice Marchi has given life over time have been brought together and reactivated. From Loredana, the female clown with claws, to the perfidious but well-intentioned Katie Fox, from Dori Karbon to Susy Culinski and the dog Mafalda, half human and half animal. Figures that meditate on laughter and on the metaphorical power of the comic act. They are Le Amiche, subtle presences that, in pursuit of an elusive nothing, sublimate the gravity and inertia of the human condition through the levity, gratuitousness and apparent groundlessness of their actions. Le Amiche (The Girlfriends, 2019, oil and acrylic on canvas), the image that encapsulates the exhibition, speaking of a period in life, that of the end of childhood and its anxieties, represents teenage girls confiding in each other and exchanging views on the changes in their bodies in the open air of the morning. The scene is based on a memory of the artist’s own childhood and alludes to the role play and power games that go on in different ways in the world of adults.

The title of the exhibition is replete with both visual and literary references and memories, from Michelangelo Antonioni’s film, winner of the Silver Lion at the Venice Film Festival in 1955 and inspired in turn by Cesare Pavese’s Tra donne sole (Among Women Only) and the disquieting atmospheres of Felice Casorati’s paintings. Or, again, Carlo Cassola’s novella Le amiche (1949), which talks about the little secrets of youth, the domestic chitchat that makes the days, the months and the years pass in a flash, infusing the inexhaustible mark of reality into each moment of everyday banality.

Autoritratto dormiente in “Der Jungbrunnen” (Sleeping Self-portrait in ‘Der Jungbrunnen’, 2019) is a video in which the dreamlike scene drawn from Lucas Cranach the Elder’s painting The Fountain of Youth, a mythical spring that offers immortality, contains a puppet with closed eyes pedalling incessantly, supported by his double. The figure is in reality based on what is believed to be Piero della Francesca’s self-portrait in the guise of a sleeping soldier in the Resurrection of Christ at Sansepolcro.

Visitors to the exhibition wind their way through sounds, sculptures, installations and moving pictures, while a series of paintings produced especially for this occasion throws open, in every room of the house, windows onto somewhere else.

In the vertigo of a distorted arcadia, bodies and landscape find the mark of a nature on the point of collapse, letting the gaze wander somewhere in the incomplete.

Contributions from: Alessandro Agudio, KAYA (Kerstin Braetsch and Debo Eilers), Dori Karbon, Andrea and Davide Iorio, Rebecca Carbon, Sonia Hausler, I Fratelli d’Arnolfo, an amateur choir of San Giovanni Valdarno, and The Karbon Sisters.

In addition to the intervention in Casa Masaccio, KAYA’s contribution consists of a collaborative performance during the Open Studios held at Villa Romana on Saturday 7 September next.

Project carried out as part of the initiative Toscanaincontemporanea2019.

 The installation/performance Loredana la cameriera con le chele (Loredana the Waitress with Claws, 2019) has been made possible thanks to the generous support of Kartell.

Thanks to Villa Romana (Firenze)

Beatrice Marchi (Gallarate, 1986) lives and works in Berlin. After graduating in Milan at Accademia di Belle Arti di Brera 2009, she completed a MA at Hochschule für Bildende Künste (HFBK) Hamburg in the class of Jutta Koether in 2017. Among her recent solo shows: Riverside, Bern; Collezione Iannaccone, Milan; Hester, New York; Exo Exo, Paris; Fanta, Milan; Gasconade, Milan. Her works have been shown and performed in group exhibitions at institutions including: Museion, Bozen; Palazzo Reale, Milan; Performance Space, New York; Mambo, Bologna; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Turin; Galerias Municipais de Lisboa Boavista, Lisbon; Altri tempi, altri miti, 16th Art Quadriennal, Ehi, Voi!, Palazzo delle Esposizioni, Rome; PAC, Milan; Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno; GAM, Milan.

 

Ingresso gratuito | Orari: feriali 15-19, festivi 10-12 / 15-19

Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea
Corso Italia 83, 52027 – San Giovanni Valdarno
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it

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