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casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
Corso Italia, 83 / 52027 San Giovanni Valdarno / tel. +39 055 9126283 / fax +39 055 9123376
casamasaccio@comunesgv.it |
| Orari: feriali 15- 19, festivi 10-12/15-19 |
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Casa Masaccio presenta Dissentire, una mostra che sottolinea il ruolo dell’artista come strumento di trasmissione della Storia e come critico della storiografia attraverso l’arte.
Michelangelo Consani e' stato invitato a “dissentire” sul lavoro da lui presentato in questo spazio nella mostra precedente; mentre Fernando Sánchez Castillo, Cristina Lucas, Cabello/Carceller e Yaima Carrazana si fanno cronisti di nuovi sguardi sul passato.
DISSENTIRE
A cura di Alba Braza Boïls
Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno
4 maggio– 9 giugno 2013
Inaugurazione sabato 4 maggio 2013 ore 18.00
Fernando Sánchez Castillo, Cristina Lucas, Cabello/Carceller, Yaima Carrazana, Michelangelo Consani.
La mostra è promossa da Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea nell’ambito del progetto di iniziativa regionale Toscanaincontemporanea2012.
Casa Masaccio Arte Contemporanea presenta la mostra Dissentire, curata da Alba Braza Boïls. L’esposizione comprende i lavori di cinque artisti: Fernando Sánchez Castillo, Cristina Lucas, Cabello/Carceller, Yaima Carrazana e Michelangelo Consani.
Dissentire mette in evidenza il ruolo dell’artista come elemento di trasmissione della storia e come un agente critico della nostra storiografia, e riflette sul potenziale della Storia dell’Arte come risorsa per scrivere la Storia.
Tradizionalmente la Storia dell’Arte e la Storia sono presentate in modo parallelo, facendo diventare la prima uno strumento oggettivo, documentario. Possiamo considerare più semplice interpretare l’arte contemporanea come un racconto pieno di decodificazioni soggettive risultanti dall’ideologia di ogni artista; l’arte del passato è invece ormai consacrata, si colloca di solito all’interno di una cornice fissa con una lettura già stabilita dalle proprie fonti di documentazione.
Dissentire accoglie il lavoro di artisti che usano proprio l’arte come mezzo per riflettere sul suo ruolo di strumento di trasmissione e creatore di soggettività. Senza trattarsi di esempi unici, né pretendendo che siano rivelatori, la mostra ha tre punti di partenza sovrapposti che confliggono fra loro: Dissentire dalla storia attraverso l’opera d’arte, Dissentire dalla storia narrata da opere monumentali e/o anonime, Dissentire su di noi come partecipanti del gioco.
Dissentire dalla storia attraverso l’opera d’arte
Fra le immagini che oramai formano la nostra memoria, che identifichiamo come un fatto storico univoco, troviamo “La libertà che guida il popolo” (1830) di Eugène Delacroix, sulla quale potremmo aggiungere, come disse Roland Barthes, che per spiegare qualcosa, il pittore ha a disposizione soltanto un istante, che immobilizzerà sulla tela, per questo lo deve scegliere con molta cura (“Diderot, Brecht, Eisenstein”, Image—Music—Text, Hill and Wang, 1997).
Cristina Lucas, avvantaggiata dal poter lavorare con l'immagine in movimento, parte da questa accurata scena, scelta da Delacroix, per fare una lettura critica di quel trionfo delle libertà ottenute grazie alla Rivoluzione Francese, che ipotizzava grandi progressi per gli uomini, ma non altrettanti per le donne. Questo video, La liberté raisonnée, parte ironicamente dalla scena del dipinto, ma va avanti per alcuni secondi mostrando uno sguardo critico nei confronti di un sistema di potere.
In Habla (Parla), sempre di Cristina Lucas, il punto di partenza è la leggenda che racconta di Michelangelo che, contemplando il “Mosè” al termine delle ultime rifiniture, picchiando il ginocchio della scultura chiede: “Perché non parli?”. Leggenda o realtà, possiamo solo essere certi che non ebbe mai risposta, così come Lucas quando si rivolge a questa immagine del patriarca del monoteismo, al quale chiede risposte e chiarimenti lasciandosi trasportare dall'ira, causata dall'incomprensione, fino a distruggere (forse “uccidere”) la scultura a martellate.
Simboli di potere occulti nella bellezza sono presenti anche in Pegasus Dance, di Fernando Sánchez Castillo. Nel video due furgoni usati dalla polizia antisommossa fanno un’esibizione coreografica al ritmo di “Artist Life” di Strauss.
Il bisogno di creare nuovi capitoli in libri già compiuti si fa ancora più urgente in un presente ricco di trasformazioni epocali e di svolte politico-economiche a livello globale, che non solo richiedono risposte, ma anche spiegazioni che giacciono dimenticate in archivi nefandi. Álex, la protagonista di A/O (Caso Céspedes), di Cabello/Carceller, apre uno degli archivi più segreti, quelli dei processi della Inquisizione Spagnola. Ci racconta la vita di Elena de Céspedes, che nata donna, mulatta e schiava nella Spagna del secolo XVI, andrà alla Guerra dei Moreschi travestita da uomo; vivrà e studierà medicina con questa identità e diventerà la prima donna chirurgo della storia. In seguito si sposerà nuovamente, ora con una donna, riuscendo perfino ad ingannare il Tribunale dell’Inquisizione che aveva dubbi sulla sua virilità.
La vita di questo personaggio storico dimenticato viene narrata attraverso l’identità di Álex, che assumendo l'immagine del protagonista del film di Antonioni Blow Up (1966), ci pone la seguente domanda: “Il presente è il prodotto del passato, ma cosa sappiamo noi della storia?”.
Dissentire stabilisce il ruolo dell’artista come cronista della Storia e lo assume come una figura che ha la possibilità di aprire nuove letture.
Yaima Carrazana indaga negli errori di traduzione degli erràta còrrige che compaiono a volte nei mezzi di divulgazione. Potrebbe sembrarci strano l'errore di interpretazione che finì per dare delle piccole corna al “Mosè” di Michelangelo, ma invece non si tratta di un fatto isolato.
Che Guevara y el Arte Conceptual è composto dal libro intitolato “Conceptual Art”, edito da Taschen nel 2005, aperto alla pagina 8; su questo l’artista ha effettuato un intervento che è consistito nell’evidenziare in colore giallo un errore palese trovato nel testo, che recita così: “Che Guevara morì in Colombia in uno scontro con l’esercito. Forse “scontro” è una interpretazione soggettiva dello scrittore, o forse si tratta di una traduzione inesatta, ma sicuramente accadde in Bolivia.
Una modifica della logica dell'ordine e della composizione potrebbe essere la spiegazione di Untitled. (Moscú 1988 - New York 2003)sempre di Yaima Carrazana. Qui si mostrano due libri trovati dall’artista: Kasimir Malevich 1878-1935, Mosca 1988e Kasimir Malevich: Suprematism, New York, 2003. Entrambi illustrano il lavoro Rettangolo Nero, Triangolo Blu (1915) di Malevich, ma mentre nel primo l’opera è correttamente collocata, nel secondo l’immagine è ruotata di novanta gradi, in modo tale che l’opera è ora più vicina ad un paesaggio con una montagna blu che all’opera originale.
Dissentire dalla storia narrata da opere monumentali e/o anonime
Uno dei lavori che riprende discorsi che rompono patti di silenzio fra presunti gentiluomini e che dà parola a personaggi secondari è Baraka, di Fernando Sánchez Castillo. Nel video l’artista intervista la persona incaricata di realizzare la maschera mortuaria del dittatore Franco. L’artigiano, fino ad ora anonimo, ci spiega dettagliatamente il processo di realizzazione delle ultime tre immagini fatte al dittatore dopo la sua morte: lo stampo del viso, del pugno e del palmo della sua mano. Si tratta di una testimonianza che comincia con la confessione dell’artigiano di avere preso una ciglia del defunto, ciglia che diventerà un'ossessione per l’artista; il video continua con la visita dell’artista a una serie di indovini per far leggere, attraverso una fotografia, le linee della mano del dittatore.
La revisione della storiografia può causare discordia e risvegliare emozioni che pensavamo dimenticate. Per effettuarla basta spostare le statue, oppure abbiamo bisogno di distruggerle? Potremmo includere le statue equestri o maschere mortuarie recenti dentro della Storia del’Arte privandole del messaggio per il quale furono create?
False Flag, di Michelangelo Consani, usa il potere trasmesso dalle opere monumentali e dalle sculture commemorative a beneficio di chi dissente. Le due sculture sono di artisti anonimi che lavorarono al servizio di Mao Tse-tung. La prima rappresenta un aguzzino che brandisce la frusta e la seconda uno schiavo incatenato. Le due sculture appartenevano a un gruppo di circa cinquanta elementi pubblicati in un libro edito in Cina e trovato dall’artista. Nonostante il loro aspetto monumentale, si tratta di due sculture di piccolo formato, tascabili, facili da nascondere nell’urgenza. Inoltre, il termine “false flag” (falsa bandiera) allude alla strategia condotta generalmente da governi, servizi segreti o agenzie d'intelligence, che creano falsi nemici per controllare l’opinione pubblica.
Dissentire su di noi come partecipanti del gioco.
Yaima Carrazana rivede le opere di una serie di artisti contemporanei hanno usato il gioco del mikado per farne un'opera sociale, politica.
The Last Mikado cita il lavoro di questi artisti, lo studia e lo ripete proponendo ironicamente un'opera che vuole polemicamente porre fine a questa serie.
Michelangelo Consani, accoglie l'azzardato invito della curatrice a dissentire dal lavoro da lui presentato in questo spazio nella mostra precedente. Sono rare le occasioni in cui un artista modifica un lavoro finito e già presentato in pubblico, anche quando i suoi convincimenti, le sue idee sono mutati rispetto alle premesse. Possiamo accettare che una diversa visione del mondo dell'artista, un suo diverso punto di vista lo costringa a operare un cambiamento su una sua opera già finita? L'opera David (Verrocchio) e la patata: The Caspian Depression. And a One Straw Revolution sarà l'oggetto di questo esperimento generando molteplici implicite domande sulla professione dell’artista e la sua funzione sociale.
Dissentire dà spazio a nuove letture o interpretazioni che potrebbero essere anche esse il punto di partenza per “dissentire” dalla propria teoria.
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Cristina Lucas
La liberté raisonnée, 2009
Video HD 4’ 46’’
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Cristina Lucas
Habla, 2008
Video HD 7’
Courtesy, Metz, France
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Cabello/Carceller
A/O (Caso Céspedes), 2010
Video HD 14’ 40’’
Courtesy delle artiste, Galleria Elba Benítez (Madrid) e Joan Prats (Barcellona)
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RASSEGNA STAMPA ITALIA ›
RASSEGNA STAMPA ESTERO ›
Ingresso gratuito.
Orari:
feriali 15.00 - 19.00 \ festivi 10.00 - 12.00 | 15.00 - 19.00
a cura di
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
www.casamasaccio.it
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STRATIFICAZIONI IL VALDARNO DALLE TERRE DI NUOVA FONDAZIONE ALLA CONTEMPORANEITÀ
San Giovanni Valdarno –Palazzo d’Arnolfo
mercoledi 17 aprile 2013
GIORNATA DI STUDI
LA CITTA’ CONTEMPORANEA Passato, Presente e Futuro
Mercoledi 17 aprile 2013 dalle ore 15 alle ore 18, il Comune di San Giovanni Valdarno promuove in Palazzo d’Arnolfo, nell’ambito del progetto “ Stratificazioni: il Valdarno dalle terre di nuova fondazione alla contemporaneità “, una giornata di studi, dal titolo "La città contemporanea - Passato, presente e futuro” . L’iniziativa è legata all’apertura, nella prossima estate, del nuovo Museo delle Terre Nuove, dove sarà narrato il fenomeno delle Terre Murate del Valdarno, nel contesto della storia generale delle Terre Nuove in Europa, nel medioevo e nel rinascimento. Il nuovo Museo si avvale della curatela scientifica del Prof. Paolo Prillo, storico dall'Università di Bologna, e del Prof. David Friedman, storico dell’urbanistica e dell’ architettura del MIT.
La giornata di studi del 17 aprile, a cura dei Proff. Alick M McLean e Richard Inghersol della Syracuse University di Firenze, intende proporre una riflessione sulla necessità di accompagnare le attività del nuovo Museo con una serie di mostre e conferenze sul rapporto tra le Terre Nuove e le Città nuove contemporanee.
La giornata di studi, si presenta più come un "workshop" finalizzato allo sviluppo di una proposta scientifica, necessaria al reperimento di risorse pubbliche e private, italiane e straniere, e a definire una futura programmazione di attività (conferenze, seminari, mostre etc.,) sul tema, da realizzare nell’ambito delle prossime attività del Museo delle Terre Nuove.
L'idea è quella di avere una presenza viva e costante nel Museo delle Terre Nuove della cultura urbanistica contemporanea, che sia da stimolo per un confronto serrato fra la storia e il presente. Una visione meno nostalgica, più incentrata sull’innovazione e la sostenibilità, un dialogo continuo tra la città nuova storica e la città odierna.
La giornata di studi sarà strutturata con tre relazioni, affidate ai due curatori e al Prof. Giuseppe Gherpelli, a seguire una tavola rotonda, che prevede la partecipazione di autorità locali, dirigenti regionali, architetti e esperti in museologia. La tavola rotonda avrà il compito di indagare i legami profondi fra lo studio della città nuova storica e la città contemporanea e di individuare gli strumenti e le modalità di ricerca e di studio sull’ urbanistica contemporanea promosse dal Museo, utili a predisporre attività ed azioni future da programmare nel nuovo Museo delle Terre Nuove.
Sistema Museale del Valdarno
tel. 055 9126283
www.museidelvaldarno.it
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FUORI POSTO
Artisti: Olga Pavlenko, Firenze UKR, Lek Gjeloshi, Firenze ALB, Michelangelo Consani, Castellanselmo IT, Luca Bertolo, Giustiniana di Seravezza IT, Emanuele Becheri, Vaiano IT, Arin Rungjang, Bangkok THAI, Kornkrit Jianpinidnan, Bangkok THAI, Eiki Mori, Tokyo JAP, Tsang Kin-wah, HongKong CH, Jirayu Rengjaras, Kalasin THAI,
a cura di Pier Luigi Tazzi
Non inscrivibili in alcun trend e utilizzando differenti media, dalla pittura al video, dalla fotografia all'installazione multimediale, superando ogni distinzione discriminatoria fra centro e periferia, giocando sulle opposizioni canoniche fra outsider e insider e mettendole in questione, questi artisti propongono una loro disappartenenza dal Grande Mondo e ai suoi sistemi e affermano una relazione diretta con i principi fondamentali della vita che emergono nelle espressioni culturali di differenti storie, collettive e personali. Il loro essere fuori posto, l'essersi posti fuori e in maniera critica, sebbene non oppositiva, dai posti che il sistema dell'arte e della cultura dominante loro assegnerebbe per riconoscerli, ne avvalora le rispettive presenze quali componenti sostanziali e inalienabili in quel complesso ambiente che è il luogo della vita di tutti i viventi, qui e ora. Le loro rispettive opere rendono sensibile quell'energia sotterranea che sta al di sotto delle superfici del mondo e ne sostanzia l'esistenza. Memorie ed esperienze si fondono per dar luogo ad un qualcosa che è offerta e promessa, riconoscimento e anticipazione. Provengono dal vicino della provincia toscana e dal lontano dei margini del mondo, condividendo in questo modo il loro essere fuori posto.
L’ iniziativa è promossa dal Museo Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea nell’ambito del progetto di iniziativa regionale Toscanaincontemporanea2012.
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Arin Rungjang
PHAULKON
Video installation |
FILE ALLEGATI:
CATALOGO MOSTRA ›
Ingresso gratuito.
Orari:
feriali 15.00 - 19.00 \ festivi 10.00 - 12.00 | 15.00 - 19.00
a cura di
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
www.casamasaccio.it
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RESIDENCY IN CONTEMPORARY REINAISSANCE
Residenza di artisti in Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea | Mostra/Display (novembre 2012 - gennaio 2013)
Esposizione dei lavori prodotti dagli artisti
1 dicembre 2012 - 20 gennaio 2013
Artisti: Vibha Galhotra (Dheli), Monali Meher (Amsterdam/Munbai), Remen Chopra (Dheli) Sonia Jose (Bangalore)
a cura di Veeranganakumari Solanki (Munbai)
Giovane curatrice proveniente da Munbai, India, vincitrice ad Artissima del Curator Prize 2011, Illy Sustain Art .
La residenza di artisti è realizzata nell’ambito del progetto di iniziativa regionale Toscanaincontemporanea 2012
Casa Masaccio arte contemporanea in collaborazione con MKSA, giovane istituzione no profit di , e con il patrocinio dell’Associazione Italia – India e dell’Associazione indoeuropea per la moda e il design, e con il patrocinio dell’Ambasciata Indiana in Italia, promuove nell’ambito del progetto Toscanaincontemporanea2012 una residenza d’artisti indiani in Casa Masaccio a San Giovanni Valdarno a partire dal mese di Novembre 2012. Dal 1 dicembre 2012 al 20 gennaio 2013 saranno esposti in Casa Masaccio, i lavori prodotti durante la residenza d’artista.
Nella casa del grande artista, divenuta spazio di creazione contemporanea, si sviluppa il progetto Casa Masaccio “residenza d’artisti”, che mira alla creazione di una piattaforma permanente di residenze d’eccellenze per la mobilità degli artisti sia nazionali che esteri. Un progetto che fa dell'arte lo strumento per capire il presente, le sue trasformazioni e i nuovi linguaggi, un progetto che intende creare un ponte tra memoria e contemporaneità. Il progetto si inserisce nell’ambito di una collaborazione tra Casa Masaccio (SGV) e MKSA (Munbai), finalizzata allo sviluppo delle relazioni e al confronto internazionale tra spazi d’arte contemporanea e tra giovani curatori, critici e artisti dei due paesi. Casa Masaccio con questa residenza d’artisti propone un progetto di respiro internazionale capace di guardare a realtà emergenti in un periodo di globale difficoltà.
Dedicare un progetto specifico di residenza ad artisti indiani resta un fatto inedito per l'Italia, e resta un dato molto importante per le realtà indiane coinvolte nel progetto, che solitamente instaurano legami profondi là dove vedono un investimento dedicato. La residenza si propone anche come volano di promozione e di valorizzazione del Valdarno e del territorio regionale nel suo insieme. Attraverso i rapporti culturali ed istituzionali che si svilupperanno con l’attivazione di una vera e propria agenda sull’India in Valdarno e sul territorio regionale, sarà possibile attivare un’efficace e proficua strategia di marketing territoriale. Gli artisti invitati, attraverso le loro pratiche artistiche e la scelta di diversi media, saranno chiamati ad interrogarsi e a confrontarsi con la comunità locale, con la storia artistica, economica e sociale della città e con le sue trasformazioni contemporanee. Il confronto sui temi proposti investirà lo spazio e i luoghi interessati dal progetto e gli artisti saranno chiamati a produrre dei lavori che saranno realizzati in situ, per essere poi esposti temporaneamente, alla fine della residenza, in Casa Masaccio, dal 1 dicembre 2012 al 20 gennaio 2013.
Residency in Contemporary Reinaissance
San Giovanni Valdarno, la città toscana nella valle dell'Arno, nel distretto di Arezzo, traccia una personale e significativa associazione tra arte, cultura e architettura. Luogo di nascita di Masaccio famoso pittore del Rinascimento (b. 1401), San Giovanni Valdarno ha un rapporto significativo e prolungato con le pratiche e i mutevoli movimenti artistici che si integrano all'interno della storia, dell'arte e della cultura di questa città. Anche se San Giovanni Valdarno è stata fondata nel 1299 dalla Repubblica di Firenze, si è integrata con le culture e influenze provenienti dalle regioni limitrofe, assorbendo in tal modo elementi multiculturali fin dall'inizio. Il layout architettonico del centro storico della città è stato creato da Arnolfo di Cambio in base al layout delle città romane con una piazza che forma il centro con due strade principali su entrambi i lati da cui la città si estende attraverso strade secondarie. Anche se San Giovanni Valdarno è una città industriale, ha conservato e conserva il suo patrimonio culturale ed artistico. La città attraversata da artisti e movimenti nel corso dei secoli è stata influenzata dagli eventi storici, politici e avvenimenti contemporanei. Artisti che hanno proposto punti di vista personali e idee attraverso pratiche trasformate in linguaggio universale, così come la storia della città di San Giovanni Valdarno. Gli artisti invitati a partecipare a questa residenza, saranno chiamati ad esplorare e scavare attraverso idee e ricerche, la storia architettonica e artistica della città, integrandola nel loro operare e nelle loro pratiche artistiche personali. Una residenza che si preoccuperà di sviluppare, attraverso gli artisti e il curatore, un dialogo con San Giovanni Valdarno, la sua cultura e la sua popolazione, e al tempo stesso creerà, attraverso pratiche artistiche contemporanee, nuove idee e forme.
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PROGRAMMA MOSTRA E INAUGURAZIONE ›
TAVOLA ROTONDA E PROFILI DEI PARTECIPANTI ›
COMUNICATO STAMPA ›
INVITO PRESENTAZIONE CATALOGO ›
INVITO MOSTRA ›
Ingresso gratuito.
Orari:
feriali 15.00 - 19.00 \ festivi 10.00 - 12.00 | 15.00 - 19.00
a cura di
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
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RESIDENCY IN CONTEMPORARY REINAISSANCE
Martedì 27 novembre / dalle ore 11 / nell'aula del Cenacolo dell'Accademia di Belle Arti di Firenze
In occasione del progetto di residenza di artisti "Residency in Contemporary Reinaissance", attualmente in corso in Casa Masaccio, che vede la presenza di quattro artiste indiane e della giovane curatrice Veeranganakumari Solanki (n. 1985) proveniente da Mumbai, vincitrice nel 2011 ad Artissima del Curator Prize 2011 - illy sustainArt, si terrà una conferenza/conversazione sul tema delle pratiche artistiche e curatoriali. Parteciperanno all'incontro la curatrice e gli artisti in residenza.
Casa Masaccio arte contemporanea in collaborazione con MK Search Art (MKSA), giovane galleria italo-indiana con sede a San Giovanni Valdarno e Delhi, e con il patrocinio dell’Associazione Italia – India, dell’Associazione indoeuropea per la moda e il design nonché dell’Ambasciata indiana in Italia, promuove nell’ambito del progetto Toscanaincontemporanea2012 una residenza d’artisti indiani in Casa Masaccio a San Giovanni Valdarno a partire dal mese di Novembre 2012. Dal 1 dicembre 2012 al 20 gennaio 2013 saranno esposti in Casa Masaccio, i lavori prodotti durante la residenza d’artista.
Il progetto Casa Masaccio “residenza d’artisti” mira alla creazione di una piattaforma permanente di residenze d’eccellenza per la mobilità degli artisti sia nazionali che esteri. Il progetto fa dell'arte lo strumento per capire il presente, le sue trasformazioni, per creare un ponte tra memoria e contemporaneità. Partecipano a questa edizione della residenza la curatrice Veeranganakumari Solanki e le artiste Remen Chopra, Vibha Galotra, Sonia Jose, Monali Meher.
Remen Chopra (n. 1980) vive e lavora a New Delhi. Ha frequentato la School Of Visual Arts di New York ed ha esposto le sue opere a livello internazionale in mostre personali e collettive.
Vibha Galhotra (n. 1978) vive e lavora a New Delhi. Galhotra ha esposto le sue opere a livello internazionale in biennali e anche con personali nazionali e internazionali. Ha vinto la borsa di studio per giovani artisti, HRD, Assessorato alla Cultura, Department of Culture, India e il premio Inlaks per le belle arti. Attualmente, ha in corso “Metropia”, una mostra personale presso il Southeastern Center for Contemporary Art (SECCA), North Carolina, USA.
Sonia Jose (n. 1980) vive e lavora a Bangalore. Jose è laureata in belle arti presso la Srishti School of Art Design and Technology, Bangalore. Ha esposto le sue opere a livello internazionale e nazionale in biennali e mostre e ha tenuto diverse mostre personali in India. Ha ricevuto il Robert Bosch Art Grant nel 2009 per il suo progetto artistico 'A place called home'.
Monali Meher (n. 1969) vive e lavora ad Amsterdam. Meher ha studiato alla Sir J.J. School of Arts, Mumbai, 1990. Nel 2000-01 ha ricevuto la residenza presso la Rijksakademie Van Beeldende Kunsten, finanziato dal Ministero olandese degli Affari esteri & Nuffic, sovvenzionata da Huygens concessione, in Amsterdam. Le sue opere e sono stati pubblicati ampiamente e ha partecipato a mostre personali di livello internazionale e a mostre collettive in musei e biennali
Per il progetto Ossessioni/Utopie, il Museo Casa Masaccio centro per l'arte contemporanea, nell’ambito di Toscanaincontempotranea2012, promuove, in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Firenze, una riflessione sulle relazioni tra spazio espositivo e pratiche artistiche e curatoriali; un’ indagine sul lavoro di cura dell’arte attraverso alcune conferenze/conversazioni, che vedranno la partecipazione e il confronto tra alcuni protagonisti della scena contemporanea regionale, nazionale ed internazionale. Gli incontri, presenteranno pratiche artistiche e curatoriali diverse, cercando di esplorare e analizzare a fondo gli sviluppi attuali del lavoro curatoriale. L’obiettivo principale di queste attività, oltre a contribuire alla formazione di quello che è e di quello che sarà il futuro pubblico dell’arte contemporanea, sarà quello di dare voce ad un gruppo di curatori, intellettuali, teorici e critici e ad alcune realtà d' arte contemporanea presenti sul territorio regionale, per un confronto diretto con le istituzioni.
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L’EVENTO IMMOBILE. Apparizioni
A cura di Cristiana Collu, Saretto Cincinelli, Alessandro Sarri
Rassegna realizzata nell’ambito del progetto di iniziativa regionale
Toscanaincontemporanea 2011
Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea
San Giovanni Valdarno (Ar)
3-28 novembre 2012
Inaugurazione sabato 3 novembre 2012, ore 18.00
Per l’inaugurazione, nella Pieve di San Giovanni Battista, proiezione del video di João Onofre, Casting, 2000
Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea promuove la VI° edizione della rassegna L’evento immobile, a cura di Cristiana Collu, Saretto Cincinelli e Alessandro Sarri, che quest’anno ha per titolo Apparizioni.
L’esposizione Apparizioni conclude la rassegna, iniziata con la parternship del museo Man di Nuoro nel 2007, e si propone d’indagare, tramite le opere video di João Onofre (P), Robbert Weide (NL), Sean Rogg (UK), Helen Dowling (UK), Marrit Snel (NL), Hans Schabus (A), Ruben Bellinkx (B), Katrin Connan (D), Sophie Krayer (CH), la configurazione costitutivamente paradossale e indecidibile di apparizione.
L’evento odierno, segue le due giornate di studio tenutesi lo scorso maggio a Firenze presso Ex 3 Centro per l’arte contemporanea - con interventi di Rocco Ronchi, Riccardo Panattoni, Elio Grazioli e la presentazione dell’opera video Echo di Hans Schabus – e a San Giovanni Valdarno - con gli interventi di Paolo Bertetto, Marco Senaldi e l’opera video Untitled, Vulture in the studio di Joao Onofre e contestualmente, a Casa Masaccio, la mostra En plein air di Paolo Meoni-.
Cosa appare attraverso l’apparizione? L’atto puro e transitivo che si salda a tutto ciò che l’apparizione fa o magari qualcosa che scompare attraverso ciò che essa s’incarica proprio di far apparire intransitivamente?
Nello spirito della rassegna L’evento immobile che, sin dalla prima edizione, indaga la dimensione incoativa dell’evento, proponendosi di analizzare ciò che di permanente e di fisso resiste ed insiste in ogni immagine in movimento, le opere in mostra, per la maggior parte inedite in Italia, si misurano con il tema dell’Apparizione non in maniera frontale e diretta ma tramite uno sguardo obliquo che nel luogo del confronto pare dissolversi, ritrarsi in ciò che di se appare più irriducibile.
L’apparizione può apparire per nascondere o dissimulare qualcosa? Oppure accade che l’apparizione si fermi, si congeli senza divenire nient’altro che la propria irriducibile impossibilità a non apparire in sé, scavando sempre di più la distanza che l’ha separata, la separa e la separerà dall’immagine d’ogni possibile rimando?
Un doppio legame, una doppia ingiunzione, una doppia interdizione dunque; adesso ciò che appare sembra apparire nonostante e attraverso di sé, in quel ritardo irriproducibile che non cessa di sigillarsi nella flagranza inaudita di un anticipo sempre già riprodotto, per la prima volta.
In mostra le opere:
Ruben Bellinkx, Table Meeting, 2010 e The Trophy 2011
Helen Dowling, Lissencephaly 2009
Katrin Connan - Sophie Krayer Lullaby, 2007
Sean Rogg, Wolf Ram, 2008
Hans Schabus, Echo, 2009
João Onofre, Casting, 2000
Marrit Snel, Egg of Chaos, 2008
Robbert Weide, Streetrebel, 2009 e Vogels, 2011
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Inaugurazione sabato 3 novembre 2012, ore 18.00
Ingresso gratuito.
Orari:
feriali 15.00 - 19.00 \ festivi 10.00 - 12.00 | 15.00 - 19.00
a cura di
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
www.casamasaccio.it
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L’arte della fuga
Marco Biagini, Leonora Bisagno, BJ Burrows, Sonja de Graaf, Federico Lombardo, Gianluca Maver, Riccardo Mazzoni, Sabrina Milazzo, Sandra Nastri, Michael Rotondi
a cura di casa masaccio arte contemporanea
La mostra, promossa nel contesto della collezione comunale d’arte contemporanea, presenta alcune opere provenienti dai depositi di Casa Masaccio, tra cui alcune probabili nuove acquisizioni della collezione comunale d’arte contemporanea.
Una mostra che risponde alla missione e alle finalità del Museo Casa Masaccio, “centro” pubblico per l’arte contemporanea, e dei suoi rapporti con il territorio, finalizzata alla documentazione, alla conservazione, alla valorizzazione e alla promozione dell’ arte e della cultura contemporanea.
In Casa Masaccio un’ esposizione di un nucleo di opere, provenienti in parte dalla cessazione dell’ attività di una galleria privata del territorio, alcune donate alla collezione comunale altre semplicemente in deposito. Una mostra che presenta e attualizza, lo stato della ricerca dei singoli artisti invitati. Un intervento del Museo Casa Masaccio sul territorio a sostegno e a tutela degli artisti e delle opere presenti nelle disponibilità della galleria; un’ inevitabile e probabile ”fuga” da una realtà privata ad una collezione pubblica, in una situazione di crisi culturale, sociale, economica e politica prolungata.
La fuga può essere un'arte. Forse deve esserlo, visto che bene o male tutti, prima o poi, ci troviamo in questa situazione: in fuga da una vita che non va come vorremmo, da un lavoro oppressivo, da una città troppo grande, o troppo piccola, da un amore che continua a perseguitarci in sogno. Una Fuga come atto di libertà, come qualcosa di salutare, perché, come insegnava Demostene, "l'uomo che fugge può combattere di nuovo."
Una mostra che intende essere un luogo aperto sull’arte dei nostri giorni, in cui sia possibile realizzare il desiderio di scambiare esperienze, idee, riflessioni, così come di provocarle.
Una mostra che parli di intensità e non di categorie, guardando solamente alle opere. Un’esposizione che evidenzia l’attività degli artisti invitati, che lavorano a idee specifiche sull’arte e sulla vita di oggi, presentando in alcune occasioni atteggiamenti affini per intensità e qualità ossessiva. Una mostra che indaga quei temi che inquietano e preoccupano la società attuale, e che le opere degli artisti esprimono in maniera reale, poetica e spesso visionaria. Opere che permettono allo spettatore di poter ricreare la propria esperienza estetica; il tempo lento dell’esperienza vissuta. Gli artisti di oggi, in un momento di apparente uniformità globalizzante, non condividono uno stile ma il tentativo di costruirsi personali universi estetici di difendere il proprio spazio e la propria percezione del mondo, di sostenere le proprie necessità formali e di fabbricarsi una nuova realtà dando luogo a un’arte che abbia senso nel nuovo contesto determinatosi.
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Recenti acquisizioni
Marco Bolognesi, Giacomo Casprini, Francesca es, F.lli Format, Irene Lupi, Paolo Meoni, Gian Marco Montesano, Janet Mullarney, Giovanni Ozzola, Robert Pettena, Antonio Rovaldi, Carolina Saquel, Marinella Senatore, Maitree Siriboon.
a cura di casa masaccio arte contemporanea
La storia di questa collezione si profila come un’attenzione che ruota fin dall’inizio intorno ad una speciale, precoce sensibilità ai fatti dell’arte, manifestata dalla città e che già nel corso degli anni Sessanta accreditava San Giovanni Valdarno come centro di iniziativa artistica pienamente calato nel contemporaneo, di cui rifletteva con dovizia fermenti , contraddizioni, utopie. In tale quadro si inscrive, del resto, la breve ma intensa storia del “Premio Masaccio” bruscamente interrotta alla sua sesta edizione – e forse non casualmente- del 1968: un concorso estemporaneo che diventa un crocevia di personalità ed esperienze che di lì a poco avrebbero indelebilmente marcato tutta l’arte a venire. Basta ricordare solo alcuni nomi - Paolini, Anselmo, Boetti, Kounellis, Zorio, Nespolo, Moretti, Nigro, Farulli, Nannucci, Guarneri, Scatizzi per rendersi conto come i “Premi Masaccio” abbiano saputo documentare i sommovimenti di una tra le stagioni più fervide dell’arte italiana del dopoguerra.
In anni più vicini a noi, l’attenzione verso le arti visive e la contemporaneità ha maturato nuove determinazioni che hanno condotto gradualmente Casa Masaccio ad attestarsi come spazio espositivo di alto profilo, capace di inserirsi a pieno titolo nel sistema internazionale dell’arte contemporanea. Queste sommariamente le tappe di quel percorso istituzionale e culturale che hanno presieduto alla formazione della collezione comunale d’arte
contemporanea.
Le opere presenti in collezione, infatti, appartengono in parte, alle acquisizioni degli assegnatari dei “ Premi Masaccio” dal 1963 al 1968 e in parte da donazioni, a testimonianza dell’attività svolta in Casa Masaccio dagli anni ‘80 ad oggi.
In Casa Giovanni Mannozzi, da poco tempo sede della collezione comunale, saranno esposte alcune opere storiche della collezione, Alighiero Boetti, Giovanni Anselmo, Alberto Moretti e un nutrito gruppo di opere, recentemente acquisite o donate dai vari artisti, tra cui opere di: Marco Bolognesi, Giacomo Casprini, Francesca es, F.lli Format, Irene Lupi, Paolo Meoni, Gian Marco Montesano, Janet Mullarney, Giovanni Ozzola, Robert Pettena, Antonio Rovaldi, Carolina Saquel, Marinella Senatore, Maitree Siriboon.
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Inaugurazione sabato 15 settembre ore 19.00
Ingressi gratuiti.
Orari:
Casa Giovanni Mannozzi
feriali 15-19, festivi 10-12/15-19, lunedi chiuso
a cura di
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
www.casamasaccio.it
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Quattro giornate di eventi: mostre, installazioni, video proiezioni, performance e concerti dal vivo
Occupy, da Wall Street a Stazione Ceramica. Occupy_Stazione Ceramica è l'arte che riprende gli
spazi/vuoti urbani per gestirli, ricrearli e offrirli alla cittadinanza attraverso una nuova prospettiva. Quattro
giorni di contaminazione virale - in programma dal 21 al 30 giugno nei locali della ex ceramica di via
Mannozzi a San Giovanni Valdarno (Ar) – immersi tra la denuncia dell'abuso di potere del capitalismo
finanziario e l'azione della cultura contemporanea. Una kermesse itinerante realizzata dal cantiere creativo di
Stazione Ceramica in collaborazione con il Comune di San Giovanni Valdarno e Casa Masaccio
Contemporanea. Dopo “Urlo” e “Do It!”, questa volta il progetto del collettivo continua con
Occupy_Stazione Ceramica: performance, installazioni video, sonorizzazioni, concerti ed esposizioni
multimediali “occuperanno” luoghi chiusi, abbandonati, periferici e comunque appartenenti al patrimonio
della città.
Occupy_ Stazione Ceramica si propone di dar vita temporaneamente a spazi abbandonati o ai margini della città. Nel progetto itinerante che si articolerà in quattro giornate, saranno coinvolti gli spazi di Stazione Ceramica, la piazzetta con fontana dietro i saloni della Basilica, via Mannozzi, la galleria esterna e il sottopasso ferroviariodi San Giovanni Valdarno. Luoghi che per l'occasione si trasformeranno in spazi scenici occupati da eventi artistici e dalle persone che parteciperanno alla iniziative, formando una rete relazionale tra progetti promossi da diverse realtà culturali.
L'idea è quella di un format / laboratorio dove gli spazi interessati (da installazioni, performance,
proiezioni) saranno percepiti come autosufficienti e legati ad un'unica rete concettuale. Espressioni artistiche
che nel loro insieme non si preoccupano di mostrare un prodotto, ma si preoccupano di mostrare le relazioni e i processi di fatti artistici.
Nel giorno del solstizio d'estate (21 giugno – partenza alle ore 19,30 dalla Stazioenceramica), la rassegna si apre con una passeggiata Walking on soundshine 2012 .....all'imbrunire - a cura FKL Italia e Casa Masaccio Arte contemporanea – alla ricerca del paesaggio sonoro che si nasconde tra le mura, le strade della città e la campagna.
Occupy_ Stazione Ceramica continuerà nella notte tra il 23 e il 24 giugno con installazioni, mostre,
musica live, in programma all'interno della settima edizione della Notte Bianca di San Giovanni. A partire
dalle ore 18,00 nello spazio e l’aria adiacente all’ex-ceramica, ci sarà “The Fake Factory_ tutto ciò che
vedi è falso”, un progetto che mette in mostra dieci anni di ricerca nel videodesign contemporaneo; tra gli
altri, nello spazio centrale, i lungometraggi sperimentali “La jetée” (1962) di Chris Marker e Rien ne và Plus (2005) di Katja Pratschke & Gustav Hamos. Nella galleria open air (dalle 18,00) - “StARTpoint_ Proiezioni” Accademia in mostra / Accademia in scena, un’installazione del giovane artista cinese Chao yi, realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Dalle 21 al Tube, sottopasso ferroviario, l'happening teatrale “Dimmi di no” di Pachamama’s -Teatro a cura di Fernanda Gonzales, Tiziana e Sandra Piomboni, Michele Papi. Dj set, hip hop, breakdance e graffiti sono in programma (dalle 18,00) all' “Underground Pot!”, nella piazzetta con fontana di via Mannozzi.
Nella notte del 23 giugno
la musica live sarà in connessione anche con l’altra “stazione”, quella della notte dei diritti curata dalla Materiali Sonori che attraverso il progetto “Canti erranti” proporrà sul palco di Stazione Ceramica (dalle 21,00) gruppi come Le Fumenta di Aldebaran, Quartiere tamburi e il chitarrista Mino Cavallo
A partire dalle 23,00 nel palco centrale di Stazione Ceramica, la performance e il Dj set di “Mike Balestri nell'occhio della biscia” e il progetto “W2”, realizzato in collaborazione con la Fondazione Arezzo Wave Italia, con il Dj set Mitch e il Vj set di Jacospen, vincitore di Elettrowave Challange 2012.
Giovedi 28 giugno un’altra tappa della rassegna, con l’anteprima del festival Orientoccidente 2012 con il
concerto di Mino Cavallo e di Daniel Chazarreta.
Infine la rassegna si chiude sabato 30 giugno con un Finissage delle mostre, delle installazioni, e delle
proiezioni video allestite negli spazi di Stazione Ceramica, con l’elettro-rock dei SO! e a seguire il Dj set di
Johnny b good.
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FILE ALLEGATI: CALENDARIO EVENTI › MANIFESTO ›
presso
cantiere creativo stazione ceramica
52027 San Giovanni Valdarno
Via Mannozzi
a cura di
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
www.casamasaccio.it
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Giunto alla sua terza edizione, StARTpoint, il grande evento realizzato e promosso dall’Accademia di Belle Arti di Firenze, nell'ambito del progetto regionale Toscana Incontemporanea 2011, raccoglie le opere dei giovani artisti della prestigiosa Istituzione fiorentina che si confrontano con alcuni luoghi istituzionali dell'arte contemporanea.
La manifestazione, che apre l'Accademia alla spazi per la contemporaneità, secondo una formula già adottata gli scorsi anni, si espande sia dentro, sia fuori dagli spazi dell’Accademia. “Il senso di apertura reciproca fra l’Accademia e il territorio – dichiara Giuliana Videtta, Direttrice dell’Accademia – insieme alla valorizzazione della Scuola di Scenografia, costituisce il tratto caratterizzante di questa edizione che si manifesta attraverso opere progettate per il luogo che le accoglie”.
“La pluralità dei luoghi – osservano i curatori - corrisponde a focalizzazioni multiple sull'attività dell'Accademia e mette in rilievo la capacità plastica di operare su diversi fronti, video, fotografia, scultura, allestimenti, confrontandosi con i contesti e con i differenti orientamenti curatoriali”.
Casa Masaccio dal 23 giugno e fino a domenica 22 luglio, ospita PROIEZIONI l’ultimo evento espositivo di StARTpoint 2011 – 2012, iniziatosi con SOUK a dicembre dell’anno scorso presso l’EX3 di Firenze.
Comprende dieci artisti, nove a Casa Masaccio fino al 22 luglio, gli italiani Irene Lupi, Teresa Santoni, Pierluigi Galletti, Edgar Noè Vannelli e Simona Perruzza, i cinesi Zhang Chengsen e Xiang Qinggang, la giapponese Yuki Ichihashi e l’ucraina Olga Pavlenko, e uno, il cinese Chao Yi, a Stazione_Ceramica per la sola Notte Bianca di San Giovanni 2012.
Tutti provenienti dall’Accademia Fiorentina, appartengono a generazioni diverse e a contesti culturali di origine differenti di cui riflettono la cultura estetica. Video, collage,strumenti elettronici di comunicazione, scultura come ready made modificato, pittura, fotografia, acquerello con aggiunta di altri materiali, installazione, macchine per disegnare, i loro media espressivi e compostivi.
Le loro rispettive opere occupano discretamente lo spazio dell’arte, con minime interferenze reciproche. Come in ogni proiezione richiedono un apparato tecnico, uno spazio vuoto, uno schermo, reale o metaforico, su cui apparirà la loro fabula picta.
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FILE ALLEGATI: INVITO ›
ORARI MOSTRA:
Casa Masaccio 15:00-19:00 \ Festivi 10:00-12:00 15:00-19:00 \ lunedì chiuso
PROIEZIONI
Zhan Chengsen, Pierluigi Galletti, Yuki Ichihashi, Chao Yi, Irene Lupi, Xian Qinggang,
Olga Pavlenco, Simona Perruzza, Teresa Santoni, Edgar Noè Vannelli
Inaugurazione sabato 23 giugno ore 18.00
INGRESSO: gratuito
Informazioni
www.accademia.firenze.it
www.casamasaccio.it
a cura di
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
www.casamasaccio.it
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Casa Giovanni da San Giovanni
23 -24 giugno 2012
San Giovanni Valdarno
Corso Italia 105
dalle ore 18.00 alle ore 02.00
Casa Masaccio Collection
Giardino_Casa Masaccio
[Vicolo Rossi_Via Giovanni da San Giovanni]
Marco Monfardini | reCODE | live sonorisation
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Casa Masaccio con la consolidata partnership del Museo Man, e la collaborazione di Ex 3, promuove, mentre è ancora in corso la mostra L’evento immobile. Sfogliare il tempo (visitabile al museo Man di Nuoro sino al 6 maggio) una nuova edizione della rassegna L’evento immobile, a cura di Cristiana Collu, Saretto Cincinelli e Alessandro Sarri. La manifestazione, giunta alla VI edizione, sarà articolata in vari eventi che si susseguiranno in Toscana a partire dal mese di maggio, per concludersi a San Giovanni Valdarno con la consueta mostra di settembre a Casa Masaccio. Incentrata su un percorso plurale e intermittente, all’insegna della delocazione, L’evento immobile si propone di analizzare, attraverso conferenze e presentazioni di opere video, ciò che di permanente e di fisso resiste ed insiste in ogni immagine in movimento e, parallelamente, di indagare l’infinita disponibilità del tempo ad essere colto ed accolto nel proprio irriducibile intervallo.
La manifestazione cerca così di delineare una sorta di tempo in stato vegetativo, una temporalità in stato d’arresto, in stallo, tale da non poter essere ridotta a semplice movimento o a semplice stasi.
Venerdì 4 maggio e Venerdì 11 maggio 2012 sono previsti presso Ex 3 Centro per l’arte contemporanea, Firenze, e Casa Masaccio Arte contemporanea, San Giovanni Valdarno, incontri e interventi di approfondimento teorico sul tema della rassegna con i professori Paolo Bertetto, Elio Grazioli, Riccardo Panattoni, Rocco Ronchi e Marco Senaldi.
Venerdì 4 maggio 2012, EX 3 Centro per l’arte contemporanea, Firenze.
- Proiezione dell’opera video di Hans Schabus, Echo, 2009, dalle ore 16:00. (visibile anche nei giorni di sabato 5 e domenica 6 maggio, negli orari di apertura del Centro, ore 11.00 – 19.00)
- Riccardo Panattoni, Cristalli di tempo, Elio Grazioli, Video infrasottili, Rocco Ronchi, Il trauma del reale, interventi a partire dalle ore 17:00.
Venerdì 11 Maggio 2012, Pieve di San Giovanni e Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno:
- Proiezione dell’opera video di João Onofre Untitled (Vulture in the Studio), 2002, Pieve di San Giovanni, dalle ore 16:00 (visibile anche nei giorni di sabato 12 e domenica 13 maggio ore 16:00 - 18.00)
- Paolo Bertetto e Marco Senaldi, conferenze, Casa Masaccio, a partire dalle ore 17:00
- Inaugurazione della mostra Paolo Meoni. Opere video, Casa Masaccio: opening ore 19:00.
La manifestazione è realizzata nell’ambito del progetto di iniziativa regionale Toscanaincontemporanea2011.
Brevi note sui relatori:
Paolo Bertetto è professore di cinema all’Università La Sapienza di Roma. È stato direttore scientifico del Museo Nazionale del Cinema e ha insegnato nelle Università di Torino, di Paris 8, di Nice e alla Scuola Nazionale di Cinema. Oltre a vari cataloghi, ha pubblicato Alain Resnais (1976), Fritz Lang, Metropolis (1991, 2007); L’Enigma del desiderio. Buñuel, Un Chien andalou e L’Age d’or (2001, Premio Umberto Barbaro Filmcritica); Lo specchio e il simulacro (2007, Premio De Lollis saggistica); La macchina del cinema (2010). Per Marsilio è autore di Cinema fabbrica avanguardia (1975) e Il cinema d’avanguardia in Europa 1910-1930 (1983), e ha curato i volumi David Lynch (2008, 2a ed.) e Storia del cinema italiano. Uno sguardo d’insieme (2011). E’ autore anche di due romanzi: “Cuore scuro” (Piemme, 2008), “Autunno a Berlino” (Piemme, 2011).
Elio Grazioli insegna Storia dell’arte contemporanea e Teoria e storia della fotografia all’Università degli Studi di Bergamo e Storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Bergamo. Dirige con Marco Belpoliti il semestrale monografico “Riga”. Ha curato per la Bruno Mondadori i volumi di Rosalind Krauss, Teoria e storia della fotografia (1996); Passaggi. Storia della scultura da Rodin alla Land Art (1998); L’informe. Istruzioni per l’uso (2003); L’inconscio ottico (2008); Inventario perpetuo. Presso lo stesso editore ha pubblicato Corpo e figura umana nella fotografia (1998); Arte e pubblicità (2001); La polvere nell’arte (2004) e Ugo Mulas (2010). Presso Bollati e Boringhieri: Piero Manzoni (2007).
Rocco Ronchi è professore ordinario di Filosofia Teoretica all’Università degli studi dell’Aquila e docente di Arti visive presso il Corso di Laurea in Economia dell’Arte dell’Università “L.Bocconi” di Milano. È membro del comitato scientifico di “Sartriana” (Christian Marinotti Editore), membro della Société des amis de Bergson. Tra le principali pubblicazioni: Bataille Levinas Blanchot. Un sapere passionale, Spirali, Milano, 1985; Bergson filosofo dell’interpretazione, Marietti, Genova, 1990; La scrittura della verità. Per una genealogia della teoria, Jaca Book, Milano, 1996; La verdad en el espero Akal, Madrid, 1996; Luogo comune. Verso un’etica della scrittura, Egea, Milano, 1996; Il pensiero bastardo. Figurazione dell’invisibile e comunicazione indiretta, Marinotti, Milano, 2001; Teoria critica della comunicazione, B. Mondadori, Milano, 2003; Liberopensiero. Lessico filosofico della contemporaneità, Fandango, Roma, 2006; Filosofia della comunicazione, Bollati Boringhieri, Torino, 2008; Bergson. Una sintesi, Marinotti, Milano, 2012; Come fare, Per una resistenza filosofica, Feltrinelli, 2012.
Riccardo Panattoni è Docente di Filosofia Morale Università di Verona e codirettore con Emanuele Morandi della rivista "Con-tratto" di Padova, e direttore del “Centro Studi sulle Categorie Politiche dell’Europa” di Reggio Emilia. È autore di Il Dono della Filosofia - Martin Heidegger e l’abitare dell’uomo (1997); Appartenenza ed eschaton (Liguori, Napoli 2002); L’origine del conflitto. Martin Heidegger – Ernst Junger – Carl Schmitt (Il poligrafo, Padova 2003); Scritture. Violenza, potere, libertà (Marietti, Genova Milano 2005); L’ospitalità, l’infrangersi (Marietti, Genova 2006); Le ceneri delle immagini. Spazi della memoria. Luoghi della perdita (Marietti, Genova 2006) e coautore di L’Esperienza di Dio – Filosofi e Teologi a confronto (1996); Ripensare lo spazio politico: quale aristocrazia? (1998); Dietrich Bonhoeffer e la comunità del cuore (1999); La Comunità: la sua legge, la sua giustizia (2000). Con Gianluca Solla è co-autore de Il corpo delle immagini. Per una filosofia del visibile e del sensibile (Marietti, Genova 2008). Ha curato per B.Mondadori Lo sguardo Psichiatrico, 2009 e Parole e immagini dal manicomio, 2011.
Marco Senaldi insegna Cinema e Arti Visive all’Università di Milano Bicocca. Oltre ad aver curato mostre, Cover Theory - L’arte contemporanea come reinterpretazione, (catalogo Scheiwiller, 2003); Il Marmo e la Celluloide - Arte contemporanea e visioni cinematografiche (catalogo Silvana Editoriale, 2006), ha tradotto e curato testi di Gilles Deleuze, Slavoj Zvizvek e Arthur Danto. Ha pubblicato fra l’altro Enjoy! Il godimento estetico, Meltemi, 2003 (2° ed. 2006); Van Gogh a Hollywood. La leggenda cinematografica dell’artista, Meltemi, 2004 (2° ed. 2007); Synopsis. Introduzione all’educazione estetica, (con F. Carmagnola) Guerini, 2005; Doppio sguardo. Cinema e arte contemporanea, Bompiani 2008. Suoi interventi sono apparsi su “Flash Art”, “Exibart Onpaper”, “il Manifesto”, “Corriere della Sera”, “D la Repubblica delle donne”, “Interni”.
Hans Schabus, nato a Watschig, Austria, 1970. Vive e lavora a Vienna.
Fra le recenti personali:
2011: The Space of Conflict, Culturgest, Lisbon; Remains of the Day, Collective, Edinburgh; Mamma mia, Base, Florence; Nichts geht mehr, IAC, Villeurbanne. 2010: Wohin und Zurück, Galerie Jocelyn Wolff, Paris; Die Rocky Horror Hansi Show, Clubblumen, Wien
Fra le recenti collettive
2011: Temporaneo 2011, Nomas Foundation, Rome, Palazzo Riso, Palermo; Making is Thinking, Witte de With, Rotterdam; Suspense, Suspended sculptures, EX3, Firenze; Stile der Stadt, Altonaer Museum, Hamburg; Alpine Desire, Austrian Cultural Forum, New York.
João Onofre, nato a Lisbona, Portogallo, 1976. Vive e lavora a Lisbona.
Fra le recenti personali:
2011: Galeria Toni Tapies, Barcelona, Spain; Box Sized Die, Palais de Tokyo, Paris, France; Galleria Franco Noero, Turin, Italy; Fundació Juan Miró, Barcelona, Spain. 2010: Lighten Up, Centro de Artes Visuais, Coimbra, Portugal. 2008: João Onofre, Art Unlimited, Art 39 Basel, Switzerland.
Fra le recenti collettive:
2011: Plus Ultra, Works from The Sandretto Re Rebaudengo Collection, Macro Testaccio, Rome, Italy; Videosphere: A New Generation, Albright-Knox Gallery, Buffalo New York; Observers, CCB –Centro Cultural Belém, Lisbon; No place like – 4 houses 4 films, Colégio das Artes, Coimbra; Espaço BES Lisboa and Palácio das Artes, Porto; The Half-Shut Door: Artist’s Soundtracks, SE8, London, U.K.; The Last First Decade, Ellipse Foundation, Estoril; Stereo, Centro de Memória, Vila do Conde; Super 8, Christopher Grimes Gallery, Santa Monica.
Hans Schabus, Echo, 2009, Courtesy Galleria zero, Milano
Uno schermo nero cede il passo ad una lunga immagine fissa di un paesaggio naturale: una foresta ai margini di uno stagno. La pace assoluta con solo poche note del canto degli uccelli. A metà del film un suono differente, come una corsa tra rami spezzati. Hans Schabus cade per la prima volta e si rialza tra lo sciabordare dell’acqua e del rumore dei rami. Il ritmo del video poi cambia. L'immagine viene rallentata dopo la seconda caduta in acqua del personaggio. Si alza ancora con difficoltà e comincia a correre ancora, lasciando rapidamente il campo di visione dopo un primo piano delle gambe tra le foglie morte. Il minuto finale di questo breve video è dedicato alla natura selvaggia filmata in primo piano, poi lo schermo ridiventa nero, punteggiato dal canto degli uccelli. L'artista offre un concentrato metaforico della condizione umana: incorniciato da un immutabile natura verticale, il protagonista vive così la sua inesausta ricerca orizzontale, inciampando come Sisifo senza cessare mai di eseguire il suo compito.
João Onofre, Untitled (Vulture in the Studio), 2002, Courtesy Franco Noero, Torino
L'assurdo spesso si mostra come una finestra rivelatrice di realtà. Il lavoro di Joao Onofre, Untitled (vulture in the studio) sconta proprio questo inesausto confronto, mostrando un insieme abbastanza tranquillo - lo studio dell'artista - e impregnandolo, a poco a poco, di un'irrazionalità che porta lo spettatore ad un ulteriore livello d'interpretazione. In un primo momento non vediamo nulla, solo uno studio vuoto, innocuo nelle proprie implicazioni. Lentamente s'infiltrano nello spazio suoni di passi che si trascinano come graffiando il pavimento. L'attesa di un 'essere umano' viene inaspettatamente frustrata dall'apparizione di un enorme avvoltoio. L'animale sembra prendere tempo ad esaminare i dettagli dello spazio, saltando goffamente da una parte all'altra dello studio. L'immagine sconvolgente di quest'animale ci ricorda in fondo che anche noi non siamo altro che intermediari tra l'ordinato e il caotico e che, nonostante i nostri sforzi, ci troviamo costantemente esposti a ciò che ci sfugge e di cui non si ha controllo alcuno.
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a cura di
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
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www.casamasaccio.it
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Casa Masaccio con la partnership del Museo Man e la collaborazione di Ex 3, promuove nell’ambito del progetto d’iniziativa regionale “Toscanacontemporanea2011” una nuova edizione de L’evento immobile, rassegna a cura di Cristiana Collu, Saretto Cincinelli e Alessandro Sarri.
La manifestazione, giunta alla sua VI° edizione sarà articolata in vari eventi che, a partire dal mese di maggio si susseguiranno in Toscana, per concludersi con la consueta mostra a Casa Masaccio a San Giovanni Valdarno nel settembre 2012.
Incentrata su un percorso plurale e intermittente, all’insegna della delocazione, L’evento immobile si propone di analizzare, attraverso conferenze e presentazione di opere video, ciò che di permanente e di fisso resiste ed insiste in ogni immagine in movimento e, parallelamente, di indagare l’infinita disponibilità del tempo ad essere colto ed accolto nel proprio irriducibile intervallo.
La manifestazione cerca così di delineare una sorta di tempo in stato vegetativo, una temporalità in stato d’arresto, in stallo, tale da non poter essere ridotta a semplice movimento o a semplice stasi.
Dopo la giornata di Venerdì 4 maggio tenutasi presso Ex 3 Centro per l’arte contemporanea, Firenze, con gli interventi di Elio Grazioli, Riccardo Panattoni, Rocco Ronchi e la proiezione dell’opera di Hans Schabus Echo, 2009, l’approfondimento teorico sul tema della rassegna prosegue a Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno con le conferenze di Paolo Bertetto e Marco Senaldi e la presentazione dell’opera video di João Onofre, Untitled (Vulture in the Studio), 2002.
Venerdì 11 Maggio 2012, Pieve di San Giovanni e Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno:
- Pieve di San Giovanni Battista, dalle ore 16.00 proiezione dell’opera video di João Onofre Untitled (Vulture in the Studio), 2002, visibile anche nei giorni di sabato 12 e domenica 13 maggio 2012 : ore 16:00 -18.00)
- Palazzo d’Arnolfo a partire dalle ore 17,00 interventi di: Paolo Bertetto e Marco Senaldi
- Casa Masaccio ore 19:00 inaugurazione della mostra Paolo Meoni. En plein air Opere video
La rassegna è realizzata nell’ambito del progetto d’iniziativa regionale Toscanaincontemporanea2011.
Brevi note sui relatori:
Paolo Bertetto è professore di cinema all’Università La Sapienza di Roma. È stato direttore scientifico del Museo Nazionale del Cinema e ha insegnato nelle Università di Torino, di Paris 8, di Nice e alla Scuola Nazionale di Cinema. Oltre a vari cataloghi, ha pubblicato Alain Resnais (1976), Fritz Lang, Metropolis (1991, 2007); L’Enigma del desiderio. Buñuel, Un Chien andalou e L’Age d’or (2001, Premio Umberto Barbaro Filmcritica); Lo specchio e il simulacro (2007, Premio De Lollis saggistica); La macchina del cinema (2010). Per Marsilio è autore di Cinema fabbrica avanguardia (1975) e Il cinema d’avanguardia in Europa 1910-1930 (1983), e ha curato i volumi David Lynch (2008, 2a ed.) e Storia del cinema italiano. Uno sguardo d’insieme (2011). E’ autore anche di due romanzi: “Cuore scuro” (Piemme, 2008), “Autunno a Berlino” (Piemme, 2011).
Marco Senaldi insegna Cinema e Arti Visive all’Università di Milano Bicocca. Oltre ad aver curato mostre, Cover Theory - L’arte contemporanea come reinterpretazione, (catalogo Scheiwiller, 2003); Il Marmo e la Celluloide - Arte contemporanea e visioni cinematografiche (catalogo Silvana Editoriale, 2006), ha tradotto e curato testi di Gilles Deleuze, Slavoj Zvizvek e Arthur Danto. Ha pubblicato fra l’altro Enjoy! Il godimento estetico, Meltemi, 2003 (2° ed. 2006); Van Gogh a Hollywood. La leggenda cinematografica dell’artista, Meltemi, 2004 (2° ed. 2007); Synopsis. Introduzione all’educazione estetica, (con F. Carmagnola) Guerini, 2005; Doppio sguardo. Cinema e arte contemporanea, Bompiani 2008. Suoi interventi sono apparsi su “Flash Art”, “Exibart Onpaper”, “il Manifesto”, “Corriere della Sera”, “D la Repubblica delle donne”, “Interni”.
Biografia degli artisti:
João Onofre, nato a Lisbona, Portogallo, 1976. Vive e lavora a Lisbona.
Fra le recenti personali:
2011: Galeria Toni Tapies, Barcelona, Spain; Box Sized Die, Palais de Tokyo, Paris, France; Galleria Franco Noero, Turin, Italy; Fundació Juan Miró, Barcelona, Spain. 2010: Lighten Up, Centro de Artes Visuais, Coimbra, Portugal. 2008: João Onofre, Art Unlimited, Art 39 Basel, Switzerland.
Fra le recenti collettive:
2011: Plus Ultra, Works from The Sandretto Re Rebaudengo Collection, Macro Testaccio, Rome, Italy; Videosphere: A New Generation, Albright-Knox Gallery, Buffalo New York; Observers, CCB –Centro Cultural Belém, Lisbon; No place like – 4 houses 4 films, Colégio das Artes, Coimbra; Espaço BES Lisboa and Palácio das Artes, Porto; The Half-Shut Door: Artist’s Soundtracks, SE8, London, U.K.; The Last First Decade, Ellipse Foundation, Estoril; Stereo, Centro de Memória, Vila do Conde; Super 8, Christopher Grimes Gallery, Santa Monica.
Sinossi:
João Onofre, Untitled (Vulture in the Studio), 2002, Courtesy Franco Noero, Torino
DVD, video, 9 min. loop, suono stereo
L'assurdo spesso si mostra come una finestra rivelatrice di realtà. Il lavoro di Joao Onofre, Untitled (vulture in the studio) sconta proprio questo inesausto confronto, mostrando un insieme abbastanza tranquillo - lo studio dell'artista - e impregnandolo, a poco a poco, di un'irrazionalità che porta lo spettatore ad un ulteriore livello d'interpretazione. In un primo momento non vediamo nulla, solo uno studio vuoto, innocuo nelle proprie implicazioni. Lentamente s'infiltrano nello spazio suoni di passi che si trascinano come graffiando il pavimento. L'attesa di un 'essere umano' viene inaspettatamente frustrata dall'apparizione di un enorme avvoltoio. L'animale sembra prendere tempo ad esaminare i dettagli dello spazio, saltando goffamente da una parte all'altra dello studio. L'immagine sconvolgente di quest'animale ci ricorda in fondo che anche noi non siamo altro che intermediari tra l'ordinato e il caotico e che, nonostante i nostri sforzi, ci troviamo costantemente esposti a ciò che ci sfugge e di cui non si ha controllo alcuno.
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a cura di
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
www.casamasaccio.it
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Venerdi 11 maggio alle ore 19.00 si inaugura in Casa Masaccio a San Giovanni Valdarno la mostra dell’artista Paolo Meoni En plein air opere video a cura di Saretto Cincinelli e Alessandro Sarri, realizzata in collaborazione con Dryphoto arte contemporanea e
Die Mauer arte contemponarea. La mostra è promossa nell’ambito della rassegna L’evento immobile 2012 e del progetto d’iniziativa regionale “Toscanacontemporanea2011”.
I recenti En plen air (2012) e Rewind (2011) hanno permesso di identificare nel fantasma della fotografia lo spettro che forse da sempre abita e fertilizza la ricerca di Paolo Meoni. Ripercorrendo a ritroso l’opera video dell’artista è ormai difficile non individuare nella relazione tra immagine statica e in movimento una sorta di basso continuo da cui scaturisce la maggior parte dei suoi lavori.
Saretto Cincinelli
Il dispositivo narrativo che Paolo Meoni adotta nel suo recente lavoro dal titolo En plein air si basa sulla negazione e sulla sostituzione, chiamando in causa contemporaneamente più forme di comunicazione: la parola, l’immagine fotografica e l’espressione del volto, tutte compresenti e racchiuse nel video, ma percepibili come tra loro staccate, “esposte” all’attenzione del fruitore come snodate l’una rispetto all’altra, in una sorta di anatomia del linguaggio. La scena, sempre uguale a se stessa, volutamente semplice grazie all’uso della camera fissa e alla scelta del bianco e nero, si propone come molto “normale”, eppure lo scollamento tra i diversi tipi di comunicazione introduce una sorta di sospensione, di senso di mancanza...
... En plein air è dunque un lavoro che, partendo da un impianto preziosamente elementare, conduce lontano verso interrogazioni sulla natura stessa della fotografia, sulle sue possibilità o meno di tradursi in linguaggio compiuto, oppure sulla sua sostanziale e anche misteriosa condizione di traccia. Il fatto poi che Paolo Meoni scelga il video per “raccontare” questa insondabilità della fotografia (non a caso le immagini fotografiche descritte dall’uomo non sono mai visibili agli occhi dell’osservatore) aggiunge ulteriore complessità e ... senso di mancanza e di attesa.
Roberta Valtorta
Tutta la pratica che potremmo definire involutiva di Paolo Meoni - pratica in cui l’altro dell’immagine si presenta sotto le spoglie di un fuori che è nello stesso tempo un dentro - sembra appunto incagliarsi irreparabilmente nella rada borgesiana di “rovina circolare”. In effetti il concetto coniato dallo scrittore argentino, rovina circolare appunto, esemplifica perfettamente il modus operandi che attraversa tutto il lavoro dell’artista. Si tratta di rovine affatto particolari, rovine che stanno fra la vita e la morte in una continua collisione anacronistica; troppo poco vive per non essere rovine e troppo poco morte per esserlo compiutamente. Visioni installate in una sorta di imene plastico in cui la scena galleggia fra l’avvento di ciò che è già comparso e l’esito di ciò che non accadrà mai, scene che non rimuginano altro che “ l’intervallo muto della loro duplice essenza che disordina e ordina, sconvolge e acquieta, tormenta e regola, porta alla luce e nasconde” (Jean-Luc Nancy). Visioni meno abbandonate da qualcuno che abbandonate dall’abbandono stesso come fine inscritto nel mezzo. Un abbandono o meglio una sopravvivenza di cui si sono perse le tracce e di cui non si risaliranno mai le cause.
Alessandro Sarri
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INAGURAZIONE venerdì 11 maggio ore 19.00
a cura di
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
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A cura di Angela Madesani
Si apre al pubblico sabato 14 aprile 2012, in CASA MASACCIO a San Giovanni Valdarno, la mostra dell’artista francesca es dal titolo on being, curata da Angela Madesani. L’evento inaugurale sarà caratterizzato anche da una sonorizzazione live a cura di Schnitt del video Marie88.
I lavori di Francesca Es sono riassunti dell’esperienza esistenziale, della parabola della vita di uomini, animali, piante, oggetti: reliquiae temporis acti.
L’artista raccoglie e porta nella sua “camera chiara” quanto la colpisce, quel che resta del vissuto. Il passare del tempo l’affascina, è colpita dalle tracce che esso lascia sulle cose, sugli oggetti come la bambola, un oggetto inquietante in cui è l’imitazione dell’afflato vitale, una bambola che ha trovato sulla spiaggia consumata dai lunghi trascorsi acquatici (Venere 2011); ma Francesca Es guarda anche alle tracce lasciate dal tempo sulla natura, sugli individui, così nel lavoro sulle famiglie, intitolato on being my mother.
Il suo è un lavoro esteticamente perfetto, di un’eleganza impeccabile in cui l’apparente imperturbabilità dell’atmosfera, tuttavia, non è tale. Anzi in ogni sua immagine, che si tratti di still life o di ritratto, la perfezione è pura apparenza. L’atmosfera che si viene a creare è innaturale, tutto appare studiato, finto. Da un momento all’altro ci si potrebbe trovare di fronte al vuoto. Quel vuoto che è nel suo studio in cui predomina il bianco, il colore del lutto per gli orientali, dove a ognuno è data la possibilità di perdersi.
In Bonneville del 2011 ha fotografato i fiori che coronano gli altari spontanei che sorgono al ciglio delle strade, nei luoghi dove sono accaduti incidenti mortali. Li ha asportati, portati in studio, fotografati e rimessi dove erano. Le sue sono testimonianze della precarietà dell’esistenza.
Per un altro gruppo di lavori (Disappearence 2011) si è servita dei soffioni, i fiori che crescono selvatici e che svaniscono con un soffio. È una sorta di Vanitas.
In mostra anche dei dittici On being still (2010) in cui ci propone una riflessione su natura morta e still life: parole opposte che assumono lo stesso significato. Nei dittici vita e morte sono speculari, l’immagine di una bambina con l’immagine di un teschio.
A Francesca Es interessa quella linea sottile che separa le cose, quello che sembra ma non è. È importante la relazione che si viene a creare fra i due soggetti. In On being suspended (2010) è la ricerca di un'identità sospesa fra ciò che esiste ma è invisibile e ciò che non esiste ma è visibile, in un tempo che non è oggi e in uno spazio che non è un luogo. Il battito delle ciglia è un momento esistente ma impercettibile, nel quale le persone sono sospese fisicamente fra luce e buio e metaforicamente fra Vita e Morte.
Es vuole, in qualche modo, rompere il circolo vizioso dell’esistenza per mettere fine all’ incubo che la vita si ripeta uguale a se stessa più volte.
La sua ricerca che presenta sicuramente delle forti impronte autobiografiche, anche se inconsce, in realtà non offre risvolti di natura intima, non si compiace di quanto è personale, la sua è una riflessione più ampia che comporta un rapporto con l’altro, un’indagine profonda del circostante che viene poi elaborata secondo il suo modo di procedere.
Il suo più recente lavoro, qui in mostra, presenta oggetti raccolti durante un breve quanto intenso viaggio a Buenos Aires e in Patagonia. È un lavoro su quanto rimane. Là ha raccolto ossa e resti di diverso genere. In quel luogo particolare tra Argentina e Cile, esistono poche strade, quasi tutte sterrate. È il luogo del chilometro 0, dove finisce o inizia la Ruta 40, che attraversa tutta l’Argentina e arriva sino alla Terra del Fuoco. Nelle sue immagini piccole cose trovate, resti di esistenza, scheletri di animali, piume, una grande di aquila, ossa di pecora, di guanaco, un animale simile al lama. Ma sono anche piume raccolte al Garage Olimpo, un centro di detenzione nel periodo della dittatura, dove sono stati reclusi parecchi dei cosiddetti desaparecidos. È un luogo dove sono ancora le presenze di quei momenti terribili, ma lei non ha fotografato nulla là. Ha solo preso dei resti e li ha portati nel suo studio, dove, unico caso, ha deciso di fotografarli con uno sfondo nero. Le loro sono storie di terrore, venivano bendati, vivevano al buio in celle anguste, disumane. Storie di morte violenta, obbligata. L’uomo è un crudele aguzzino, che somministra terrore e patimento ai suoi simili.
Un’immagine è dedicata alle bottiglie di plastica trovate nei pressi degli altari offerti alla Defunta Correa, che in Patagonia sono l’unico segno di presenza umana. Si tratta di una donna, vissuta nel XIX secolo, alla quale era scomparso il marito. Lei si era messa alla sua ricerca con il suo bambino neonato in braccio. La donna stremata a un certo punto era morta di fame e di sete. Ma la leggenda racconta che il bambino, abbeverandosi del latte della madre, fosse stato ritrovato ancora in vita. Si tratta di una sorta di miracolo. La gente, ancora adesso, mette sulle strade sterrate delle bottiglie d’acqua, nei pressi degli altarini spontanei dedicati alla sua memoria.
In un lavoro sono poche briciole di pane, i resti di una cena al Cafè Tortoni di Buenos Aires, in un altro i resti di un incidente stradale, che ci riporta ad un altro luogo, ad un’altra dimensione, forse al momento da cui buona parte di questa ricerca è partita.
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INAGURAZIONE sabato 14 aprile ore 18.00
ORARI 15:00-19:00 \ Festivi 10:00-12:00 15:00-19:00 \ lunedì chiuso
a cura di
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
www.casamasaccio.it
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Perché silenziosa?
Perché computers, amplificatori, altoparlanti emettono frequenze sinusoidali sub-audio al massimo 16 Hz; gli
altoparlanti vengono utilizzati solo per la loro capacità di generare/trasmettere movimento. La composizione,
quindi, prende in esame principalmente un parametro musicale, quella del ritmo.
Perché “composizione”? perché effettivamente il materiale è trattato come una composizione a tutti gli effetti,
sebbene le frequenze oscillino nel campo non udibile.
Descrizione:
Due o più lunghe scie di tessuto, e due pannelli, ognuno “vibrante”, cioè messi in movimento dagli altoparlanti
che trasmettono glissandi e frequenze sub-audio, secondo varie regole compositive.
Ad alcune strisce di tessuto, appese , è collegato un solo altoparlante. Per “collegato” si intende che la striscia
di seta è solidale col movimento dell'altoparlante. Il movimento avanti-indietro di quest'ultimo genera un'onda
che si trasmette alla striscia di seta. L'onda si trasmette alla striscia e su questa si muove, come un sasso
gettato nello stagno. La seta che si muove non produce quasi alcun rumore, fatta eccezione per un leggero
schiocco, come una frusta, quando l'onda arriva alla fine della striscia di seta.
Ad altre strisce sono collegati due altoparlanti, uno che muove avanti indietro la striscia , l'altra che muove la
seta da destra a sinistra. La risultante è una specie di movimento spiraloide della striscia stessa. A ritmi
composti e variabili.
Questa è l'installazione base.
In altro ambiente potrebbero essere collocati altri due oggetti “vibranti”, due pannelli.
Il primo pannello è composto, analogamente alla striscia di seta precedente da un pannello sul quale sono
incollate miriadi di fili di rafia, come un prato. Un altoparlante muove avanti e indietro il pannello, mentre un
secondo lo muove da sinistra a destra. La risultante è una specie di movimento ellittico, a seconda della
frequenza delle due sinusoidi riprodotte dagli altoparlanti. O movimento piatto, o solo avanti indietro. La rafia,
estremamente sonora produce un fruscio leggero. Come una chioma scarmigliata che si vuole risistemare con
un colpo di testa o passandoci le mani dentro.
Il secondo pannello è composto da due altoparlanti. Sugli altoparlanti sono incollate strisce ripiegate in due di
rafia. Ambedue gli altoparlanti spingono avanti indietro i “ciuffi” di rafia, che passano per un foro di dimensioni
inferiori a quelle dell'altoparlante. Il movimento ante-retro della rafia attraverso il foro, provoca un una specie di
sbocciamento del ciuffo di rafia attraverso il foro. Come un fiore, o un cuore che pulsa. Lo sfregamento della
rafia sul foro provoca un fruscio sottile e ritmico.
Questa installazione non disturba. E' una composizione che utilizza mezzi tecnologici e concetti traslati dalla
musica, ma produce essenzialmente effetti visivi. Ed un suono leggerissimo che in condizioni di estremo – quasi
un livello di soglia del paesaggio sonoro circostante – silenzio può essere percepito come segnale sonoro.
Un primo riferimento è quello relativo alla nostra capacità di ascolto non-cocleare.
Ci sembra un modo potente per indurre empatia e riflessione su quanto ci circonda. |
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Stazione Ceramica
INAGURAZIONE sabato 3 marzo 2012 ore 18.30
ORARI feriali 15-19, festivi 10-12/15-19
a cura di
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
www.casamasaccio.it
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Fernando Farulli, Remo Gardeschi, Alfredo Cappellini, Enzo Faraoni, Piero Guccione, Piero Plescan, Livio Della Ragione, Giangiacomo Spadari, Aldo Turchiaro, Antonio Armidelli, Carlo Posfortunati, Walter Fusi, Piero Leddi, Sirio Midollini, Alberto Cavallari, Sergio Scatizzi, Renato Guttuso, Leonardo Papasogli, Antonio Bueno, Venturino Venturi, Riccardo Guarnieri, Francesco Guerrieri, Rinaldo Frank Burattin, Alighiero Boetti, Giovanni Anselmo, Alberto Moretti, Carlo Cioni, Roberto Barni, Marco Fidolini, Jules Maidoff, Emilio Carvelli, Mario Callossi, Renato Bittoni, Nicola Pagallo, Giuliano Azzoni, Aziz Fuad, Gregg Wayatt, Paddy Campbell, Mauro Capitani, Bruni Sandra, Luca Alinari, Lou Tissen, Renzo Gerbino, Pasquale Prencipe, Alberto Garutti, Mario Airò, Massimo Bartolini, Marcello Maloberti, John Murphy, Avis Newman, Lucia Baldini, Nada Cingolani, Mauro Staccioli, Sergio Traquandi, Janet Mullarney, Walter Malandrini, Luca Brandi, Furio Castellucci, Marco Bolognesi, Gian Marco Montesano, Manuela Mancioppi, Giovanni Ozzola, Antonio Rovaldi, Maitree Siriboon, Francescaes, Carolina Saquel, Marinella Senatore, Robert Pettena, Paolo Meoni, Rendel Simonti, Giacomo Casprini, Wolfgang Kliege.
La storia di questa collezione si profila come un’attenzione che ruota fin dall’inizio intorno ad una speciale, precoce sensibilità ai fatti dell’arte, manifestata dalla città e che già nel corso degli anni Sessanta accreditava San Giovanni Valdarno come centro di iniziativa artistica pienamente calato nel contemporaneo, di cui rifletteva con dovizia fermenti , contraddizioni, utopie. In tale quadro si inscrive, del resto, la breve ma intensa storia del “Premio Masaccio” bruscamente interrotta alla sua sesta edizione – e forse non casualmente- del 1968: un concorso estemporaneo che diventa un crocevia di personalità ed esperienze che di lì a poco avrebbero indelebilmente marcato tutta l’arte a venire.
Basta ricordare solo alcuni nomi - Paolini, Anselmo, Boetti, Kounellis, Zorio, Nespolo, Moretti, Nigro, Farulli, Nannucci, Guarneri, Scatizzi per rendersi conto come i “Premi Masaccio” abbiano saputo documentare i sommovimenti di una tra le stagioni più fervide dell’arte italiana del dopoguerra. In anni più vicini a noi, l’attenzione verso le arti visive e la contemporaneità ha maturato nuove determinazioni che hanno condotto gradualmente Casa Masaccio ad attestarsi come spazio espositivo di alto profilo, capace di inserirsi a pieno titolo nel sistema internazionale dell’arte contemporanea. Queste sommariamente le tappe di quel percorso istituzionale e culturale che hanno presieduto alla formazione della Collezione comunale d’arte contemporanea. In questa occasione sarà presentata un’ampia selezione delle opere dagli anni ’60 ad oggi che saranno esposte in alcuni palazzi storici della città, Casa Masaccio, Casa Giovanni Mannozzi, palazzo d’Arnolfo e in alcuni spazi commerciali nel tessuto urbano della città, in una mostra dal titolo “ ZIG-ZAG”. Opere della collezione comunale d’arte contemporanea nel cuore della città.
Un titolo preso a prestito da una delle opere presenti in collezione di Alighiero Boetti, un omaggio ad uno dei protagonisti dell’arte povera, movimento che viene celebrato quest’ anno in diverse città ed istituzioni italiane.
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FILE ALLEGATI: MANIFESTO “ZIG-ZAG” ›
Orari:
Casa Masaccio
feriali 15-19, festivi 10-12/15-19, lunedi chiuso
Casa Giovanni Mannozzi
venerdi – sabato 15-19, domenica e festivi 10-12/15-19 lunedi chiuso
Villa Barberino, Sala dell’Allocco (Meleto–Cavriglia)
sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 18
da martedi al venerdi dalle ore 10 alle 18 su prenotazione
tel. 055 961321 / mobile 339 7586013
a cura di
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
www.casamasaccio.it
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Palazzo d'Arnolfo
San Giovanni Valdarno, Piazza Cavour 1
Giovedi 12 gennaio 2012 ore 17.00
in collaborazione con la Biblioteca Comunale Masaccio
Manifesto per la felicità. Come passare dalla società del ben-avere a quella del ben-essere
conferenza a cura del Prof. Stefano Bartolini
Docente di Economia politica e sociale Università degli studi di Siena
Con la conferenza del Prof. Stefano Bartolini continuano, a San Giovanni Valdarno, le attività promosse nell’ambito dell’iniziativa Contemporary_City. Una rassegna itinerante, progettata come una ricerca in progress, e definita come un laboratorio, uno spazio performativo nella Città, dove tutti quelli che partecipano e sono invitati ad intervenire, aggiungono un qualcosa, in una sorta di promemoria collettivo. Essenzialmente una zona temporaneamente autonoma.
Una rassegna che pone l’attenzione sulla nuova generazione artistica che ha bruscamente cambiato direzione di marcia e spostato la propria attenzione dai valori cromatici e narrativi – e dalle abilità tecnico-realizzative legate alla produzione dell’oggetto artistico – agli aspetti concettuali, contestuali e, appunto, relazionali (usando la felice espressione di Bourriaud), diventati elementi generativi delle opere di questi anni.
Se l’arte contemporanea viene messa in un museo ( dove ci si aspetta che sia), che senso ha?
L’arte non dovrebbero occuparsi di riempire spazi, ma di necessità e urgenze.
Nomadi del mondo dell’arte che creano corrispondenza tra arte, cinema, teatro, architettura, web e problematiche sociali su scala globale. Tutto questo produce comunità, unisce e interseca intelligenze, ogni azione si sdoppia creando riferimenti a spirale con altre generazioni, domini di intelligenza, bellezza, professionalità, sensibilità e prossimità.
La conferenza di Stefano Bartolini si presenta infatti come un’analisi delle opportunità offerte dalla ‘scienza della felicità’, recentemente sviluppatasi in molte scienze sociali, di valutare l’impatto sul benessere delle varie politiche economiche e sociali. Le ricerche mostrano che la crescita economica ha un debole impatto sul benessere e che altri fattori, in particolare la qualità della esperienza relazionale degli individui, hanno maggiore importanza. In particolare hanno grande importanza le relazioni intime, le relazioni inter-generazionali, quelle sociali, culturali e di lavoro.
Viviamo in paesi ricchi, ci siamo affrancati dalla povertà di massa e abbiamo accesso ai beni di consumo, all’istruzione, alla sanità, a una vita più lunga e sana. Eppure ognuno di noi avverte nell’aria il serpeggiare di un’insoddisfazione diffusa, di un malessere e un disagio psicologico che si esprimono in una dolente e ostinata litania che passa di bocca in bocca: la mancanza di tempo. Viviamo di corsa in mezzo a individui frettolosi. E a mancare è prima di tutto il tempo delle relazioni con gli altri, sacrificate sull’altare del benessere materiale, che conosce due soli imperativi: lavoro e consumo.
Siamo più ricchi di beni e sempre più poveri di relazioni. Ecco perché siamo sempre più infelici. È questo il quadro desolante confermato dagli studi di varie scienze sociali sulla «felicità» nei paesi a più alto grado di sviluppo, che in questa occasione ci viene presentato da Stefano Bartolini. Parte da queste considerazioni l’analisi e la proposta di un economista che da anni studia il tema della felicità nelle società avanzate.
Perché i paesi ricchi non sono riusciti e non riescono a coniugare sviluppo economico e benessere? Ad attenderci in questa occasione è dunque un viaggio attraverso le cause e le soluzioni dell’insoddisfazione contemporanea.
Il cuore del problema è che lo sviluppo economico si è accompagnato a un progressivo impoverimento delle nostre relazioni affettive e sociali. Questo tipo di sviluppo non solo non produce benessere ma crea anche enormi rischi per la stabilità economica, come la crisi attuale dimostra.
Essa infatti è il prodotto di un’organizzazione sociale che genera la desertificazione delle relazioni umane. Ecco dunque perché il nostro sistema economico e molti aspetti della nostra esperienza sia individuale che collettiva – la famiglia, il lavoro, i media, la vita urbana, la scuola, la sanità – hanno bisogno di un profondo cambiamento culturale e organizzativo. Governi e amministrazioni locali, partiti e movimenti politici, imprenditori, manager, genitori, docenti, medici, e noi tutti abbiamo la possibilità e la necessità di riprogettare il nostro mondo: coniugare prosperità economica e felicità è necessario e possibile. Cambiare la scuola. Cambiare le città. Cambiare lo spazio urbano. Ridurre il traffico. Ridurre la pubblicità. Sono alcune delle proposte concrete che compongono un vero e proprio manifesto per la felicità.
L'autore
Stefano Bartolini insegna Economia politica ed Economia sociale presso la Facoltà di Economia «Richard M. Goodwin» dell’Università di Siena. Ha pubblicato numerosi saggi sulle più prestigiose riviste internazionali.
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Incontro sulle politiche di transizione e di autonomia rivolte ai giovani.
Palazzo d’Arnolfo – San Giovanni Valdarno 16.12. 2011.
Il Comune di San Giovanni Valdarno, in collaborazione con la Provincia di Arezzo, la
Fondazione Sistema Toscana e con la partecipazione dell’Ufficio giovani sì della
Regione Toscana, organizza per il prossimo 16 dicembre 2011, una giornata
informativa e di riflessione dal titolo: Presente/Futuro_Valdarno#generazioni2.0,
dedicata alla creatività e alle politiche di transizione e di autonomia rivolte ai giovani,
con un focus speciale sul progetto regionale “GiovaniSì”, che prevede nuove linee di
intervento che sistematizzano le politiche regionali con le esperienze e le attività
promosse a livello locale e Provinciale. La giornata sarà strutturata sul format degli
eventi “ToscanaLab”, sui temi di “Internet Better life”, sui giovani e il lavoro ai tempi
del web 2.0 e sulla creatività giovanile. Saranno trattati argomenti diversi e
complementari, come ad esempio i giovani nella comunicazione web e l’ innovazione
tecnologica e comunicativa e presentate delle eccellenze locali legate al mondo di
internet e alla comunicazione web. Nel pomeriggio uno spazio dedicato ai giovani del
Valdarno, alle loro idee, alla loro voglia di fare, con delle Ignite che presenteranno
progetti nuovi e altri già avviati sul territorio. Il Comune di San Giovanni Valdarno
intende così’ creare un'occasione di informazione e di approfondimento su questi
temi nel Valdarno, coinvolgendo i Comuni della vallata, le scuole, il terzo settore, le
associazioni di categoria i sindacati e le associazioni giovanili.
Presente/Futuro
#generazioni2.0 @valdarno
16 Dicembre 2011 – San Giovanni Valdarno Palazzo d'Arnolfo, Piazza Cavour 1
Ore 09.30 – 13.00
- saluto del Sindaco di San Giovanni Maurizio Viligiardi e dell'Assessore alle
Politiche Giovanili della Provincia di Arezzo Francesco Ruscelli
- introduzione, dell'Assessore alle politiche Giovanili del Comune di San
Giovanni Valdarno Laura Camiciottoli
- intervento dell’ Assessore Provinciale alla formazione, al lavoro e alle pari
opportunità della Provincia di Arezzo Carla Borghesi: Progetti e azioni sul territorio
- Coffe break
- Internet Better Life
Mirko Lalli (responsabile Comunicazione e Marketing della FST)
- La Toscana per i giovani: a partire dal progetto Giovanisì? L’autonomia dei
giovani come motore di crescita e innovazione.
Carlo Andorlini, responsabile ufficio regionale “Giovanìsì”
- Buffet
Ore 14.30 - 18.30
#generazioni2.0@Valdarno
Powered by ToscanaLab
- Urban Experience - Carlo Infante
- I giovani e il lavoro ai tempi del web2.0 - Erica Donalato
- Geek mom - Chiara Ferretti
- Grow The Planet: un social network per far crescere il proprio orto 2.0
Leonardo Piras e Gianni Gaggiani
- Social Media for events - Costanza Giovannini
- Digital Press Design. Il ruolo del designer nel futuro dell'editoria
Francesco Terzini
- Speak _partecipazione, spazi e kreatività
Paolo Martinino (Progetto Giovani Valdarno)
- Storie, Storytelling e contenuti digitali - Camilla Silei
- la Toscana che suona
presentazione del progetto a cura della Fondazione Arezzo Wave
inserti musica live DVNO unplugged
Ignite
interamente dedicate alla creatività giovanile, alle loro idee, alla loro voglia di fare e alle eccellenze locali nella comunicazione web e alle iniziative legate al mondo di Internet: Hydra - The series, web serie girata e prodotta in Valdarno - Valdarno Post, Generacomunicazioni.tv, NEXT_Progetto Futuro
social media team
La comunicazione dell’iniziativa prevede l'attività online di un Socia Media Team, che avrà il compito di presentare la giornata sui Social Media e su Toscanalab, generacomunicazioni.tv e su alcuni blog socialfriends.
Il team sarà composto da una serie di giovani blogger e social media reporter, fotografi e video maker che trasferiranno in tempo reale le informazioni in rete e riporteranno nel dibattito impressioni e contributi sulla giornata che saranno pubbicati sui social media. Facebook, Twitter per veicolare contenuti durante lo svolgimento dell'iniziativa con hashtags, fanpages etc.., Flickrs per i content fotografici, Youtube per i video.
Info:
Comune di San Giovanni Valdarno
Assessorato alle Politiche Giovanili
Tel. 055 9126283
www.casamasaccio.it
www.generacomunicazioni.tv
Stazione_Ceramica
Utopia Station
temporary art center
16- 25 dicembre 2011
Inaugurazione venerdi 16 dicembre ore 18.30
San Giovanni Valdarno
Via Mannozzi (ex-ceramica/ex-opera)
the future is now [ the future is it]
Francescaes, Manuela Mancioppi, Giacomo Casprini, Janet Mullarney, Lucia Baldini, Silvia Baglioni, Sergio Traquandi
a cura di casa masaccio arte contemporanea
L'odore del legno bruciato
Postcards from Beirut / Gea Brown, Michelangelo Consani, Leone Contini, Fausto Falchi, Iacopo Seri
a cura di Vincenzo Estremo e Cristiano Magi - in collaborazione con casa masaccio arte contemporanea
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Eventi
ore 21.00
Hydra - The series
la web serie girata e prodotta in Valdarno
presentazione del progetto e dei giovani ideatori e creatori della serie.
ore 22.00
Tom Violence
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Ex-ceramica, Via Mannozzi
16- 25 dicembre 2011 -
Inagurazione venerdi 16 dicembre ore 18.30
La riconversione degli edifici fa parte della storia della nostra architettura, è un patrimonio del nostro modo di costruire. Riconvertire significa costruire, ed è ancora più interessante quando – come spesso accade – l’edificio riconvertito, viene adibito ad altre funzioni, come in questo caso, un’ ex-ceramica recuperata negli anni ottanta, ormai in stato di abbandono, prende nuova vita sotto forma di centro di aggregazione e come Temporary Art Center, sorta di vero e proprio centro d’arte e di relazione. Questo progetto che opera una riconversione, se pur temporanea, si trova a dover – in qualche modo- ricostruire un luogo, proprio come gli artisti che sono chiamati a ricordarci l’esistenza di questi luoghi o a dare forma alle proprie idee.
UTOPIA STATION
Stazione Utopia è un luogo di passaggio che produrrà, in tempo reale, un’attività ben più complessa di una semplice mostra. La sua struttura concettuale si presenta flessibile, ma la struttura progettata appositamente in questa occasione sarà anche materiale. Sorgerà sotto forma di una serie di contributi da parte di artisti e curatori di diverse generazioni, che daranno vita ad un progetto flessibile, che non si presenterà come un’opera finita ma come un progetto in divenire..
La Stazione diventerà un luogo di sosta, in cui fermarsi, riflettere, ascoltare e vedere, riposare, parlare e fare scambi, completata dalla presenza di persone e da un programma di eventi. Performance, concerti, video e film, contribuiscono a definire la Stazione, tanto quanto i suoi soggetti solidi. Nella Stazione, in questo periodo, verranno continuamente aggiunti oggetti di ogni genere; la gente lascerà delle cose e ne porterà via altre, ritornerà o non verrà mai più, ci saranno sempre persone che vorranno lasciare troppo e altre che non sapranno cosa lasciare o cosa dire. Queste sono le sfide per una Stazione Utopia allestita nel cuore di una città, dagli effetti imprevedibili, in cui qualcosa che manca si trasforma in qualcosa che eccede e il dubbio prodotto tra questi due qualcosa sarà tanto significativo quanto qualsiasi idea di utopia. Queste tensioni saranno le benvenute, come se si trattasse di ospiti.
La Stazione incorporerà materiali estetici, questioni estetiche, in un’altra economia che non considera l’arte come una cosa inevitabilmente dissociata, è qualcosa di più di un idea, per ricordarsi dell’esistenza di un’inevitabile relazione tra le arti e il resto delle attività sociali.
Per ora ci incontriamo e lasciamo circolare molte idee sull’utopia e su come sia necessario che essa ci sia, come un’elevazione, un’ulteriore crescita dell’anima.
Un luogo in cui l’immaginazione possa espandersi, un luogo di finzione come produttrice di realtà, qualcosa che proviene dall’esperienza stessa, conoscenza e azione riunite insieme in modo da diventare indistinguibili, l’insurrezione che si svuota nella costituzione. Usiamo l’utopia come catalizzatore, un concetto utilissimo come carburante, lasciando ad altri la definizione di utopia. Ci incontriamo per unire i nostri sforzi, motivati dal bisogno di cambiare il paesaggio internamente ed esternamente, dal bisogno di pensare, di integrare il lavoro di quegli artisti, intellettuali e operai che siamo noi in un modello di comunità più ampia, un altro tipo di economia, una conversazione allargata, un altro modo di essere. Questo teatro delle relazioni si avvolge attorno a visioni di mondi diversi ciascuno dei quali rappresenta un’isola, ognuno dei quali però è una realtà concreta, piena di natura e di forza.
Molte cose accadranno in quel luogo e ne provocheranno altre.
exhibitions
ore 18.30 opening
the future is now [ the future is it]
Francescaes, Manuela Mancioppi, Giacomo Casprini, Janet Mullarney, Lucia Baldini, Silvia Baglioni, Sergio Traquandi
a cura di casa masaccio arte contemporanea.
“Il futuro è ciò che costruiamo da ciò che ricordiamo del passato - Il presente è il tempo della rivelazione istantanea". Sezione a inviti dedicata ad alcuni artisti, che attraverso una serie di mezzi e tecniche espressive, come video, foto, installazioni luminose, creeranno uno stile visivo poetico che offre una lettura complessa della realtà contemporanea.
Una piattaforma di lancio per i nuovi talenti dell’ultima generazione artistica e un occasione per il pubblico e la critica di scoprire le nuove tendenze che caratterizzano la scena artista contemporanea del territorio.
L'odore del legno bruciato
Postcards from Beirut/Gea Brown, Michelangelo Consani, Leone Contini, Fausto Falchi, Iacopo Seri
a cura di Vincenzo Estremo e Cristiano Magi
La dismissione delle attività produttive riduce i valori economici e sociali di un territorio, drenando energie e vanificando le risorse presenti. L’odore del legno bruciato è un evento che occupa temporaneamente uno spazio e - attraverso la riflessione di alcuni artisti - invita a ripensare il futuro, partendo proprio dall'oggetto di quelle dimissioni. Gli spazi lasciati vuoti rivivono grazie a una riconversione temporanea. Entrare fisicamente all'interno di uno spazio significa prendere coscienza di uno stato di abbandono, misurarlo con i propri passi, farne risuonare le pareti. Una fisicità che amplifica l'attenzione sulla condizione attuale, senza far sì che questa scompaia all'interno dell'universo retorico sulla crisi. L'arte collima con la politica, si rivolge ai problemi della cittadinanza, contribuisce a rafforzare l'infrastruttura intellettuale, pur rimanendo legata a linguaggi universali. Un evento temporaneo, un' affresco vivido di un paesaggio in continuo smottamento e l'individuazione di una necessità: costruire un'alternativa concreta.
Orari mostre: feriali 15.00–19.00 – festivi 10.00-12.00/15.00-19.00
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ore 21.00 events
Hydra - The series
la web serie girata e prodotta in Valdarno. Presentazione del progetto e dei giovani ideatori e creatori della serie.
ore 22.00
Tomviolence
Il cinema del reale
Ex-ceramica, Via Mannozzi
16- 25 dicembre 2011
a cura dell’associazione culturale macma
Fuorimoda medio metraggio 50” ca
Il documentario racconta l’evoluzione del lavoro a Montevarchi a partire dal dopoguerra fino ai giorni nostri.
Sguardi su Montevarchi – [appunti visivi e backstage] cortometraggio 15” ca.
Il tema è il centro storico di Montevarchi affrontato da punti di vista diversi e insoliti, e della realtà quotidiana che lo circonda.
Orario: feriali 15.00–19.00 – festivi 10.00-12.00/15.00-19.00 |
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
www.casamasaccio.it
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talk open studios exibitions walk show
Una rassegna che guarda alla città come a una laboratorio. Una mostra che nasconde un ‘altra mostra, così come una città nasconde sempre un’altra città. Una città in movimento, dove le condizioni urbane, sociali ed economiche cambiano con estrema rapidità, un territorio che può darci radici ma, allo stesso tempo, differenziarsi in relazione agli altri, ospitare ed essere ospitata contemporaneamente.
Città in movimento, sempre mobili, sempre in pericolo, tuttavia capaci di prendersi cura di se stesse. Un’analisi critica della città come luogo del conflitto. La rassegna vuole rendere visibile tutto ciò, creando una piattaforma fuori dal contesto museale.
Contemporary city è una ricerca in progress, progettata come rassegna itinerante e definita come un laboratorio. Ogni sede è completamente diversa e la rassegna è vista come una possibilità per adattarsi alle circostanze locali. Una rassegna intesa come spazio performativo nella Città, essenzialmente presentata come una zona autonoma temporanea, piuttosto difficile da allestire, dove tutti quelli che partecipano e sono invitati ad intervenire, aggiungono un qualcosa, in una sorta di promemoria collettivo. In generale la rassegna si arricchirà grazie alle coincidenze, e sarà concepita come una rete, basata sul tempo, in luoghi limitati e zone mobili o sconfinate, una sequenza temporale che non si muove esclusivamente all’interno di un museo ma è dislocata in tutta la città e nel territorio circostante.
La dipendenza dal cambiamento, per la città contemporanea, è particolarmente importante, il tempo è l’elemento chiave, il tempo è la chiave, non solo nella elaborazione e presentazione delle idee, ma grazie al consumo reale di idee e immagini nel tempo, ne consegue che il valore reale del fare è una sorta di immediatezza, una consapevolezza del tempo che non è il corri e fuggi.
Una città che non cambia e non si riproduce è una città morta.
Una rassegna basata su attività, cambiamenti e connettività, che si caratterizza come un progetto di ricombinazione, che introduce al remix e al mash-up, favorisce un’arte della postproduzione, e si prefigge la creazione di spazi, nell’ ipotesi che si possa allargare il dominio della coscienza o dell'esperienza rispetto a spazi fisici e psichici che non sono stati ancora esplorati o considerati praticabili.
Non solo spazi che rivendicano la permanenza, ma per la maggior parte spazi non-permanenti. Opere collocate in contesti di vita reale, dove la separazione tra arte e vita in questa occasione è momentaneamente sospesa, nel tentativo di scardinare la divisione tra luoghi importanti e non-importanti : d’un tratto la periferia diventa centro.
L’idea che la rassegna non riguardi la città come rappresentazione, ma come spazio performativo, ci riporta alla nozione di caos, ma anche a quella di permanenza e instabilità.
talk
Palazzo d’Arnolfo
Piazza Cavour, 1
02 dicembre 2011 ore 17.00
Arte contemporanea e creazione di valore: l’efficacia di uno scambio fra globale e locale
Conferenza a cura della Prof.ssa Federica Codignola
Dipartimento di Scienze Economico-Aziendali
Università degli studi di Milano - Bicocca
Palazzo d’Arnolfo
Piazza Cavour, 1
12 gennaio 2012 ore 17.00
in collaborazione con la Biblioteca Comunale Masaccio
Manifesto per la felicità. Come passare dalla società del ben-avere a quella del ben-essere
Conferenza a cura del Prof. Stefano Bartolini
Docente di Economia politica e sociale
Università degli studi di Siena
Open studios
Come lavora un artista?
Quanto lo studio ci racconta le pratiche di lavoro dell'artista, e viceversa quanto l'artista può dire e comunicare all'interno del suo studio? Una possibilità di scoprire i luoghi dell’arte contemporanea attraverso le visite agli studi di alcuni artisti che vivono e operano nel Valdarno. Luoghi di lavoro privati e altrimenti inaccessibili si prestano ad accogliere quanti vogliano avvicinarsi al mondo dell'arte contemporanea, attraverso la conoscenza diretta dei suoi protagonisti, scelti tra diverse generazioni di artisti.
Sergio Traquandi
Visita allo studio e conversazione con l’artista
Villa Barberino
a cura di Andrea Rauch
Meleto - Cavriglia (Ar)
domenica 18 dicembre 2011 ore 15.00
Wolfgang Kliege
Helios_Elias, 2011
Visita guidata all’opera e conversazione con l’artista
Villa Barberino - Salone dell'allocco
Meleto – Cavriglia (Ar)
domenica 18 dicembre 2011 ore 16.00
Janet Mullarney
Visita allo studio e conversazione con l’artista
a irish coffee break to enjoy an intimate dimension
the work of irish contemporary artist
Via Poggi, 40 - Castelfranco di Sopra (Ar)
Sabato 7 gennaio 2012 ore 15
Lucia Baldini
Visita allo studio e conversazione con l’artista
Corso Italia, 74 - San Giovanni Valdarno
Domenica 22 gennaio 2012 ore 17.00
prenotazioni: Pro Loco tel. 055 943748
(da lunedi a venerdi ore 9.30 - 12.30 / 15.30 18.30)
Exibitions
ZIG-ZAG
Opere della collezione comunale d’arte contemporanea nel cuore della città
San Giovanni Valdarno
17 dicembre 2011 – 22 gennaio 2012
Inaugurazione sabato 17 dicembre ore 17.30 – Casa Masaccio
Casa Masaccio / Casa Giovanni Mannozzi/ Palazzo D’Arnolfo
Domestica / Caffe' Fiorenza / Bar Martini / MF Hair / Reporter Viaggi / Follie / Orolo' / Pasticceria Semplici Alessandro / Calzature Maurizio / Shopping Time / Massi Calzature
Villa Barberino, Sala dell’Allocco ( Meleto–Cavriglia)
Fernando Farulli, Remo Gardeschi, Alfredo Cappellini, Enzo Faraoni, Piero Guccione, Piero Plescan, Livio Della Ragione, Giangiacomo Spadari, Aldo Turchiaro, Antonio Armidelli, Carlo Posfortunati, Walter Fusi, Piero Leddi, Sirio Midollini, Alberto Cavallari, Sergio Scatizzi, Renato Guttuso, Leonardo Papasogli, Antonio Bueno, Venturino Venturi, Riccardo Guarnieri, Francesco Guerrieri, Rinaldo Frank Burattin, Alighiero Boetti, Giovanni Anselmo, Alberto Moretti, Carlo Cioni, Roberto Barni, Marco Fidolini, Jules Maidoff, Emilio Carvelli, Mario Callossi, Renato Bittoni, Nicola Pagallo, Giuliano Azzoni, Aziz Fuad, Gregg Wayatt, Paddy Campbell, Mauro Capitani, Bruni Sandra, Luca Alinari, Lou Tissen, Renzo Gerbino, Pasquale Prencipe, Alberto Garutti, Mario Airò, Massimo Bartolini, Marcello Maloberti, John Murphy, Avis Newman, Lucia Baldini, Nada Cingolani, Mauro Staccioli, Sergio Traquandi, Janet Mullarney, Walter Malandrini, Luca Brandi, Furio Castellucci, Marco Bolognesi, Gian Marco Montesano, Manuela Mancioppi, Giovanni Ozzola, Antonio Rovaldi, Maitree Siriboon, Francescaes, Carolina Saquel, Marinella Senatore, Robert Pettena, Paolo Meoni, Rendel Simonti, Wolfgang Kliege.
a cura di casa masaccio arte contemporanea
La storia di questa collezione si profila come un’attenzione che ruota fin dall’inizio intorno ad una speciale, precoce sensibilità ai fatti dell’arte, manifestata dalla città e che già nel corso degli anni Sessanta accreditava San Giovanni Valdarno come centro di iniziativa artistica pienamente calato nel contemporaneo, di cui rifletteva con dovizia fermenti , contraddizioni, utopie. In tale quadro si inscrive, del resto, la breve ma intensa storia del “Premio Masaccio” bruscamente interrotta alla sua sesta edizione – e forse non casualmente- del 1968: un concorso estemporaneo che diventa un crocevia di personalità ed esperienze che di lì a poco avrebbero indelebilmente marcato tutta l’arte a venire.
Basta ricordare solo alcuni nomi - Paolini, Anselmo, Boetti, Kounellis, Zorio, Nespolo, Moretti, Nigro, Farulli, Nannucci, Guarneri, Scatizzi per rendersi conto come i “Premi Masaccio” abbiano saputo documentare i sommovimenti di una tra le stagioni più fervide dell’arte italiana del dopoguerra. In anni più vicini a noi, l’attenzione verso le arti visive e la contemporaneità ha maturato nuove determinazioni che hanno condotto gradualmente Casa Masaccio ad attestarsi come spazio espositivo di alto profilo, capace di inserirsi a pieno titolo nel sistema internazionale dell’arte contemporanea. Queste sommariamente le tappe di quel percorso istituzionale e culturale che hanno presieduto alla formazione della Collezione comunale d’arte moderna e contemporanea.
Le opere presenti in collezione, infatti, appartengono in parte, alle acquisizioni degli assegnatari dei “ Premi Masaccio” dal 1963 al 1968 e in parte da donazioni, a testimonianza dell’attività svolta in Casa Masaccio dagli anni ‘80 ad oggi, di un nutrito gruppo di opere donate dai vari artisti che hanno esposto in Casa Masaccio.
In questa occasione sarà presentata un’ampia selezione delle opere dagli anni ’60 ad oggi che saranno esposte in alcuni palazzi storici, Casa Masaccio, Casa Giovanni Mannozzi, palazzo d’Arnolfo e in alcuni spazi commerciali nel tessuto urbano della città, in una mostra dal titolo
“ZIG-ZAG”. Opere della collezione comunale d’arte contemporanea nel cuore della città.
Un titolo preso a prestito da una delle opere presenti in collezione di Alighiero Boetti, un omaggio ad uno dei protagonisti dell’arte povera, movimento che viene celebrato quest’ anno con una rassegna antologica curata da Germano Celant, “Arte Povera 2011”, presentata in diverse città ed istituzioni italiane.
La linea guida sarà quella della divisione in sezioni dell’esposizione della collezione, un primo nucleo legato al Premio Masaccio, essenzialmente pittorico, le cui tematiche sono collegate alla vocazione mineraria, all'industria ed al paesaggio saranno esposte in Casa Giovanni da San Giovanni insieme ad alcune recenti sculture donate alla collezione, da Gregg Wayatt, Paddy Campbell e Sergio Traquandi e al progetto definitivo d’ installazione permanente delle “ruote” di Mauro Staccioli. Sempre in Casa Giovanni da San Giovanni saranno esposte le opere provenienti principalmente dall’attività di Casa Masaccio tra gli anni ottanta e novanta.
Un secondo gruppo di opere della collezione, sarà visibile in Casa Masaccio, e comprenderà alcune opere storiche della collezione, dedicate all'arte povera (Alighiero Boetti e Giovanni Anselmo) e all’arte concettuale. Sempre negli spazi della galleria saranno ospitate le recenti acquisizioni, tra cui opere di Giovanni Ozzola, Janet Mullarney, Antonio Rovaldi, Maitree Siriboon, Marco Bolognesi, Robert Pettena, Gian Marco Montesano, Francescaes e un significativo gruppo di lavori, site-specific, di Alberto Garutti, Mario Airò e Massimo Bartolini. Al piano terra di Casa Masaccio una mini personale di Venturino Venturi che presenterà un piccolo nucleo di opere dell’artista presenti in collezione.
Un terzo nucleo, essenzialmente opere video che sono state acquisite recentemente in collezione , saranno visibili negli spazi di Palazzo d’Arnolfo, tra cui opere di Carolina Saquel, Paolo Meoni, Marinella Senatore, Mitsunori Kimura. Sempre nel Palazzo saranno presentati alcuni documenti video realizzati in occasione di alcuni cantieri d’arte promossi da Casa Masaccio negli ultimi anni: Le isole del tesoro, La Città (in)Visibile. Vivere insieme nella città diffusa del Valdarno, Cantiere video-arte. Narrazione e convenienze del video, The Perspective of a Blind Eye / La prospettiva di un occhio cieco.
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ORARI MOSTRA:
Casa Masaccio 15:00-19:00 \ Festivi 10:00-12:00 15:00-19:00 \ lunedì chiuso
Domestica / Caffè Fiorenza / Bar Martini / MF Hair / Reporter Viaggi / Follie / Orolo' / Pasticceria Semplici Alessandro / Calzature Maurizio / Shopping Time / Massi Calzature
feriali e aperture festive 17- 19
Villa Barberino, Sala dell’Allocco (Meleto–Cavriglia)
sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.00
da martedi al venerdi – dalle ore 10.00 alle 18.00 su prenotazione
tel. 055 961321 mobile 339 7586013
INGRESSO: gratuito
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
www.casamasaccio.it
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Arte contemporanea e creazione di valore: l’efficacia di uno scambio fra globale e locale
conferenza a cura di Federica Codignola, Università degli Studi di Milano – Bicocca
Con la conferenza della Prof.ssa Federica Codignola prende avvio a San Giovanni Valdarno dal 2 dicembre 2011 al 22 gennaio 201, Contemporary_City, una ricerca in progress, progettata come rassegna itinerante e definita come un laboratorio. Uno spazio performativo nella Città, dove tutti quelli che partecipano e sono invitati ad intervenire, aggiungono un qualcosa, in una sorta di promemoria collettivo. Essenzialmente una zona temporaneamente autonoma.
L’intervento di Federica Codignola analizzerà quali possano essere i benefici in termini di “valore” quando si parla di arte contemporanea. Nella prima parte del suo discorso si osserveranno gli influssi della cultura e dell’arte contemporanea verso l’esterno, e cioè verso i soggetti beneficiari quali ad esempio un territorio, un pubblico locale o un’organizzazione. Nella seconda parte, invece, si approfondiranno gli influssi dell’ambiente esterno, in particolare quello della globalizzazione, sull’arte contemporanea.
Sarà un’occasione utile per sviluppare una riflessione sulla cultura come processo di creazione di valore economico e di sviluppo della città e del territorio. Una nuova economia basata sulla conoscenza, che trasformerà radicalmente il contesto dello sviluppo urbano, ridefinendo le priorità e gli obiettivi dell’intervento pubblico in seno alla città.
In ultima analisi si rifletterà sulla tendenza, oramai globale, di utilizzare l’arte contemporanea, come strumento di rinnovamento delle città.
Bio:
Federica Codignola è docente di Economia e Gestione delle Imprese presso la Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, dove insegna Comunicazione. Si interessa di cultura e arte in relazione alle dinamiche della globalizzazione, argomento di diverse sue pubblicazioni. All'esperienza accademica ha unito attività nel campo delle arti visive come curatrice e consulente.
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casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
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Se Borges ha potuto equiparare l’universo ad una biblioteca (di Babele) non è forse illecito pensare al tempo come ad un libro (infinito), qualcosa che è possibile leggere, interpretare, sfogliare con modalità sempre diverse...E’ a partire da questa azzardata ipotesi, che l’espressione idiomatica sfogliare il tempo ha finito per guadagnare il ruolo di sottotitolo dell’odierna edizione de L’evento immobile, una rassegna promossa da Casa Masaccio con la partnership del Museo Man di Nuoro, a cura di Cristiana Collu, Saretto Cincinelli e Alessandro Sarri.
La manifestazione, giunta alla sua V° edizione, si è incentrata quest’anno su un percorso plurale e intermittente, all’insegna della delocazione, articolandosi in vari eventi che, a partire dal mese di maggio si sono susseguiti in Toscana ed in Sardegna.
L’evento Immobile. Sfogliare il tempo si concluderà con l inaugurazione di una mostra dall’omonimo titolo che si terrà a San Giovanni Valdarno il 17 Settembre 2011 una mostra che, quest’anno -in una sorta di ritorno alle origini- ruota esclusivamente su opere cinematografiche e video e che spaziando da film mitici e seminali La jetée di Chris Marker e Nostalgia di Hollis Frampton, giunge, attraverso lavori storici di Ken Jacobs e Malcolm Le Grice, sino ai nostri giorni con opere di Jutta Strohmaier, Arnold von Wedemeyer, Ane Mette Hol, Alejandro Moncada, George Drivas, Katja Pratschke & Gustáv Hámos, Alexandra Navratil, Rob Carter, Margot Quan Knight, Paolo Meoni. Alexandros Papathanasiou, Katherine Segura Harvey, Kathrin Sonntag, Emanuele Becheri.
L’evento immobile. Sfogliare il tempo si propone di analizzare, attraverso la presentazione di opere video e cinematografiche, ciò che di permanente e di fisso resiste ed insiste in ogni immagine in movimento e, parallelamente, di indagare l’infinita disponibilità del tempo ad essere colto ed accolto nel proprio irriducibile intervallo. La manifestazione cerca così di delineare una sorta di tempo in stato vegetativo, una temporalità in stato d’arresto, in stallo, tale da non poter essere derubricata a semplice movimento o a semplice stasi.
Il 17 settembre la rassegna si conclude a San Giovanni Valdarno, dove a Casa Masaccio, alla Pieve di San Giovanni Battista e a Palazzo d’Arnolfo saranno presentate opere di Chris Marker ( ), Ane Mette Hol (N), Alexandra Navratil (CH), George Drivas (GR), Alexandros Papathanasiou (GR), Margot Quan Knight (USA), Jutta Strohmaier (A), Arnold von Wedemeyer (D), Katharine Segura Harvey(UK), Rob Carter (UK), Kathrin Sonntag (D). Katja Pratschke (D) e Guzstáv Hámos (H).
Calendario della giornata inaugurale:
Palazzo d’ Arnolfo
ore 17.00: proiezione de La Jetée di Chris Marker
ore 17,30: lo storico del cinema Rinaldo Censi e Sergio Vitale docente di Psicologia Generale all’Università di Firenze terranno una conferenza sul tema della mostra
Casa masaccio ore 18.30 inaugurazione della mostra
Pieve di San Giovanni alle ore 18,30; 19.00: 19.30: 21,00, 21,30
Proiezione di Rien ne va plus di Katja Pratschke e Guzstáv Hámos.*
Casa Masaccio:
opere di Alexandra Navratil, George Drivas, Alexandros Papathanasiou, Margot Quan Knight, Jutta Strohmaier, Arnold von Wedemeyer, Rob Carter, Kathrin Sonntag. Katja Pratschke e Guzstáv Hámos.
Palazzo d’Arnolfo:
opere di Ane Mette Hol, Emanuele Becheri, Paolo Meoni, Katharine Segura Harvey, George Drivas. Katja Pratschke e Guzstáv Hámos. **
* La proiezione alla Pieve di San Giovanni si terrà il solo giorno dell’inaugurazione
** Le opere proposte in Palazzo d’Arnolfo saranno visibili nell’orario di apertura della mostra unicamente nel periodo 17.09.2011- 24.09.2011
L’evento immobile Sfogliare il tempo ha avuto inizio a Prato il 5 maggio, con due eventi in contemporanea:
nello Spazio K, sede del collettivo teatrale Kinkaleri, è stata presentata Time out of Joint, una videoinstallazione di Emanuele Becheri (IT), mentre presso la galleria Gentili, sono stati proposti Breathless, di Katharine Segura Harvey (UK), Circa di Alejandro Moncada (MEX) e Rewind e Unbend di Paolo Meoni (IT).
la rassegna è proseguita a Firenze con due distinti appuntamenti:
Il 13 Maggio a Villa Romana, lo storico del cinema Rinaldo Censi ha tenuto una lecture sulla temporalità nel cinema sperimentale a partire da film di Ken Jacobs, Malcolm Le Grice e Hollis Frampton.
Il 17 giugno a EX3, è stata la volta del mediometraggio del filmmaker greco George Drivas: Empirical Data, già proposto in numerosi festival e rassegne internazionali ma inedito in Italia.
La penultima tappa di Sfogliare il Tempo si è tenuta in Sardegna, nella prima settimana di luglio, all’interno del festival letterario L’isola delle storie di Gavoi. Il festival, promotore nel 2007, in collaborazione con il museo Man, della prima edizione de L’evento immobile, ha dedicato una sezione di approfondimento all’opera video dell’artista statunitense Margot Quan Knight. |
ORARI MOSTRA:
Casa Masaccio 15:00-19:00 \ Festivi 10:00-12:00 15:00-19:00 \ lunedì chiuso
** Palazzo d’Arnolfo 15:00-19:00 \ Festivi 10:00-12:00 15:00-19:00 \ lunedì chiuso
INGRESSO: gratuito
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
www.casamasaccio.it
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THE PERSPECTIVE OF A BLIND EYE / LA PROSPETTIVA DI UN OCCHIO CIECO
a cura di Markéta Stará
Participating artists/Artisti partecipanti:
Tomá Dadon (SK),
Petra Herotová (CZ),
Eva Jiricka (CZ)
Curator/Curatore: Markéta Stará
Testo critico a cura di Markéta Stará
THE PERSPECTIVE OF A BLIND EYE
“The specific pre-appearance which art shows is like a laboratory where events, figures and characters are driven to their typical, characteristic end; this essential vision of characters and situations, inscribed in every work of art, presupposes possibility beyond already existing reality.”
(Ernst Bloch)
The point of departure for the exhibition is the collective endeavour to understand the local through the prism of the “other”. The Perspective of a Blind Eye, an exhibition project resulting from a one month residency of two Czech and one Slovak artist at Casa Masaccio, aims to comprehend and analyze the indigenous in order to scrutinize and elaborate on subjects connected to local modes, mechanisms and dynamics of contemporary life in the area.
Although the exhibition presents a different perspective up on local phenomena, it escapes the implementation of a definite and reductive understanding of local reality. Works introduced in the show should thus be perceived as a series of subjective impressions and personal points of view. Even though respective artists have conducted their own research and employed strategies characteristic for their artistic practice, the exhibition as whole should be understood as a collective project, where particular approaches meet and construct a “fragmented” view up on local reality.
Among other, works in the exhibition reflect up on subjects of urbanism, social modes of behaviour, inter-communal relations and various seemingly marginal specifics, characteristic for the area. While the process of mirroring the local plays a vital part in introduced works, the continuous awareness of the prospect of misinterpretation, paired with the sense of the “other” operating within the local, further stimulates the dialogue with the local public, initiated in the process of exploiting the project. This dialogical relationship with the audience aims to revise the position of the spectator; from passive observer to active mover. Only through this process of empowering the (local) public, can the perspective of the “other” embody a sense of value and “create possibility beyond already existing reality”.
LA PROSPETTIVA DI UN OCCHIO CIECO
"La specifica pre-apparenza che l'arte mostra è come un laboratorio in cui eventi, figure e personaggi sono guidati al loro tipico, caratteristico fine; questa visione essenziale di personaggi e situazioni, inscritta in ogni opera d'arte, presuppone altre possibilità oltre la realtà già esistente."
(Ernest Block)
Il punto di partenza per la mostra è il tentativo collettivo di comprendere il locale attraverso il prisma dell'"altro". La prospettiva di un occhio cieco, un progetto espositivo frutto della residenza di un mese a Casa Masaccio di due artiste ceche e di uno slovacco, mira a comprendere e analizzare gli abitanti del luogo al fine di verificare e approfondire temi legati alle abitudini locali, ai meccanismi e alle dinamiche della vita contemporanea della zona.
Anche se la mostra presenta una prospettiva differente sui fenomeni locali, essa rifugge l'implementazione di una conoscenza precisa e riduttiva di tale realtà. Le opere presentate nella mostra dovrebbero perciò essere percepite come una serie di impressioni soggettive e di punti di vista personali. Anche se gli artisti di questi paesi hanno condotto la propria personale ricerca e utilizzato le strategie caratteristiche della loro pratica artistica, la mostra, nel suo complesso, dovrebbe essere intesa come un progetto collettivo, in cui approcci particolari si incontrano e costruiscono una visione "frammentata" della realtà locale.
Tra i tanti temi toccati, le opere in mostra riflettono sull’urbanistica, sulle modalità di comportamento sociale, sui rapporti tra le comunità e su specificità apparentemente marginali, caratteristiche della zona. Mentre il processo di riflettere il locale gioca un ruolo vitale nelle opere presentate, la continua consapevolezza della possibilità di una errata interpretazione, insieme con il senso dell’"altro" che è tipico della dimensione locale, stimola ulteriormente il dialogo con il pubblico locale, avviato nel processo di valorizzazione del progetto. Questo rapporto dialogico con il pubblico si propone di rivedere la posizione dello spettatore, da osservatore passivo a protagonista attivo. Solo attraverso questo processo di potenziamento del (locale) pubblico, può far si che la prospettiva dell '"altro" incarni un senso di valore e "crei possibilità oltre la realtà già esistente".
WEB BLOG: http://casamasaccio.blogspot.com
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ORARI MOSTRA: 15:00-19:00 \ Festivi 10:00-12:00 15:00-19:00 \ lunedì chiuso
INGRESSO: gratuito
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
www.casamasaccio.it
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Il tema del progetto “spostamenti”, verte sull’esperienza
contemporanea della dislocazione, sia nei suoi connotati
psicologici e sociali di estraniazione e alienazione, sia
nelle accezioni di spostamento fisico, ma anche come
cambiamento in generale. Al centro, il ruolo dell’artista,
perfetto dilettante, come “agente” dello “spostamento”,
attore di movimenti e di passaggi di idee nelle comunità e la
messa in discussione (o meglio in vibrazione) degli spazi,
come confini all’interno dei quali si svilupperà il progetto.
Confini spaziali, relazionali, psicologici, linguistici, tecnici.
Lo “spostamento” determinato da quelle vibrazioni potrà
essere centrifugo, e andare verso l’altro (la comunità, il
foro) oppure centripeto, e andare verso il sé (il pensiero,
l’immaginario).
La compresenza reciprocamente trasparente dei due
sguardi, quello che va fuori e quello che va dentro, è
inevitabile nella ricerca artistica e nella determinazione di
una poetica legata all’uso ed in rapporto agli spazi, fisici,
mentali e di sistema.
“Spostamenti”, oltre a porsi una serie di interrogativi: quali
rapporti intrattiene l’arte con la società, la storia, la cultura?
Da dove proviene la nostra ossessione per l’interattività?
Dopo la società dei consumi e l’era della comunicazione
l’arte contribuisce ancora alle emergenze di una società
razionale? In che modo l’arte resiste all’omologazione
imperante?, si caratterizza come un progetto di
ricombinazione, che introduce al remix e al mash-up,
favorisce un’arte della postproduzione, e si prefigge la
creazione di spazi, nell’ ipotesi che si possa allargare il
dominio della coscienza o dell’esperienza rispetto a spazi
fisici, psichici o di sistema che non sono stati ancora
esplorati o considerati praticabili.
Il progetto “spostamenti”, oltre a presentare pratiche
artistiche e curatoriali ormai consolidate e modelli
di dispositivi “utopici”, finalizzati alla valorizzazione
dell’arte e della cultura contemporanea, alla creazione
e al consolidamento della rete per le culture della
contemporaneità, propone esperienze riconducibili all’arte
pubblica, all’arte relazionale e all’arte sociale.
Le realtà e i luoghi che saranno interessati dal progetto sono
intesi come spazi aperti alla ricerca, alla sperimentazione
e a nuove possibilità sistemiche e di rete. Le stimolazioni
innescate dalla curiosità, dal dubbio, dal confronto continuo
e dal dibattito critico sono gli strumenti che qui vengono
proposti.
Il progetto “spostamenti” nel suo complesso è inteso come
l’insieme di molti strati, ognuno dei quali si sviluppa con
velocità, momenti e luoghi diversi, sul territorio.
“L’arte potrebbe essere così concepita
come la disciplina
che ha al suo centro la pratica dello
spostamento
dello sguardo
nel luogo dell’altro”
(C. Pietroiusti)
GALLERIA FOTOGRAFICA: www.manuelamancioppi.com
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casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
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Dal progetto alla scultura: disegni, maquettes e fotografie dagli anni Settanta alla ricollocazione dei Tondi per San Giovanni Valdarno
A cura di Claudia Mennillo
Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea
San Giovanni Valdarno (Ar)
30 aprile – 29 maggio 2011
Inaugurazione sabato 30 aprile 2011, ore 18.00
Si apre al pubblico sabato 30 aprile, a San Giovanni Valdarno, la mostra documentaria “Mauro Staccioli. Ripensare l’urbano, dal progetto alla scultura”. Promossa da CASA MASACCIO arte contemporanea, l’esposizione, a cura di Claudia Mennillo, presenta disegni, maquettes e fotografie , delle opere di Staccioli, dagli anni Settanta e il progetto di ricollocazione, in un nuovo sito, delle “Ruote” realizzate dall’artista per San Giovanni Valdarno.
Una mostra che documenta l’attività artistica di Staccioli e ripropone i reportage dell’installazione, che fu realizzata in Corso Italia nel1996, (dalle fotografie di repertorio, alle interviste, agli articoli di giornale, al video “Giorni con Mauro” che fu girato nell’occasione). In questo modo i cittadini ma anche i visitatori e i turisti, potranno ‘entrare dentro’ l’opera, capire quali sono le modalità operative dell’artista e, soprattutto, capire come è nata la scultura per la città.
Staccioli elabora le sue forme in stretto dialogo con la società e lo spazio urbano, indirizzando il suo lavoro verso una “scultura-segno” che si pone in stretta correlazione con il luogo per il quale e nel quale è realizzata.
“L’arte oggi deve lavorare sull’ipotesi, deve interrogare ed interrogarsi, e in questo senso lo spazio pubblico, cittadino, in particolare la strada [...], sono il luogo più idoneo a sviluppare tale lavoro nella direzione di un coinvolgimento che superi il circolo ristretto degli specialisti.”
Mauro Staccioli, 1982
Nel 1996 San Giovanni Valdarno ha visto invadere Corso Italia da cinque grandi Ruote in cemento armato dello scultore volterrano. Le Ruote, immaginate in principio per vivere lo spazio più intimo della città, il Corso principale, fulcro della vita della comunità, saranno ricollocate definitivamente, in un nuovo contesto, nei prossimi mesi.
La pratica dell’installazione effimera è ricorrente sia nella carriera di Staccioli che nella collocazione di opere d’arte in luoghi pubblici: una ventata di novità, uno sconvolgimento temporaneo di un luogo precodificato che poi resta, però, solo un ricordo, un’immagine di repertorio. Credo, tuttavia, che nella memoria della comunità questi interventi seguitino ad avere vita. Questo ci dà la misura di quanto sia importante, oggi più che mai in una società dominata da un ipersemanticismo pubblicitario, che il cittadino si riconosca in un’opera d’arte, e che questa diventi un punto di riferimento della collettività.
Il progetto è riportare alla luce quelle Ruote (dopo un necessario intervento di restauro), che erano state appositamente pensate dall’artista per la città, e che a questa devono tornare.
Il nostro Paese, certamente tra i più ricchi al mondo sul versante storico-artistico, ha bisogno di rimarcare una linea di continuità col suo passato illustre. Per troppo tempo siamo stati impauriti, frenati, dal confronto con questa tradizione ma è arrivato il momento di ri-qualificare i luoghi (nel senso di connotarli nuovamente) e specificamente quelli del vivere quotidiano, attraverso l’arte del nostro tempo.
È questo l’approccio che, sin dagli anni Sessanta, porta avanti Mauro Staccioli. Con le sue opere va a tessere un fitto dialogo con l’ambiente circostante, come lui stesso dichiarava in occasione dell’installazione delle Ruote: “lavoro molto sull’idea di segnare il paesaggio, di usare la scultura come segno tangibile di un passaggio o come segno di possibile interazione con un luogo nei confronti del quale si instaura un rapporto di domanda/risposta, di dialogo”. Il luogo viene quindi interrogato, sollecitato, percepito diversamente ed infine ri-costruito, sulla base dei riferimenti culturali, storici, sociali.
La pregnanza e l’incisività dei suoi interventi sull’urbano è dimostrata dal fatto che le sue sculture non sono autoreferenziali ma vivono del rapporto col contesto, il quale diventa al tempo stesso contenitore e contenuto, vero e proprio elemento strutturale. Il suo è uno spazio pensato, interpretato, sulla base delle suggestioni che da questo si dipartono. È forse per questo che la dimensione più vera della sua scultura è, da sempre, quella collettiva, perché è con l’uomo e dell’uomo che la sua opera parla.
Le Ruote, immaginate in principio per vivere lo spazio più intimo della città, il Corso principale, fulcro della vita della comunità, vogliono ora essere ricollocate, ‘rotolare’ in un nuovo contesto. Il movimento, insito nella forma, ci rimanda ad un’idea dinamica, all’andare, al fare, ad una vita attiva in antitesi a quella contemplativa.
Dobbiamo avere la capacità di reinterpretare il passato attraverso gli occhi contemporanei, - per dirla ancora con Staccioli - bisogna avere “la forza e il coraggio di ripensare e di riconsiderare la storia attraverso una contemporaneità nella quale si possa essere in grado di immaginare una possibile trasformazione”.
L’idea di restaurare le Ruote di Staccioli e sistemarle in un nuovo sito ( uno spazio verde davanti all’area di S. Andrea, che funge da cerniera tra l'ex-Italsider - la nuova zona industriale e la nuova porta di accesso a nord della città, nel cuore di San Giovanni Valdarno) si pone in un quadro di riconoscimento del valore civico dell’arte contemporanea nel sistema-comunità. Un valore che da decenni questa si è guadagnata in tutto il mondo e da qualche anno anche in Italia.
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ORARI MOSTRA: 15:00-19:00 \ Festivi 10:00-12:00 15:00-19:00 \ lunedì chiuso
INGRESSO: gratuito
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
www.casamasaccio.it
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Riprende l'attività espositiva in Casa Masaccio a San Giovanni Valdarno, con la video esposizione caos termici.
Dopo la presentazione al MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, del progetto Docva celebre archivio milanese, nato dalla partnership tra CareOf e Viafarini, una delle eccellenze italiane per il sostegno della giovane arte, (dal 2006 CareOf è stato inserito dal Mibac tra gli archivi di rilevanza nazionale), viene proposta, da un team di giovani curatori, in casa masaccio a San Giovanni Valdarno, a cura di CareOf e casa masaccio arte contemporanea, una selezione di opere di 18 giovani artisti appartenenti all’archivio milanese.
La fisica definisce “caos termico” la compresenza in un corpo di diversi gradi di temperatura, che danno luogo a movimenti spontanei potenzialmente disordinati e tumultuosi. Se leggiamo questo assunto in termini metaforici, ci è facile rintracciare riferimenti a diverse situazioni politiche, che stanno ribollendo nelle rive del bacino Mediterraneo. A livello planetario poi, andando ad analizzare le condizioni del pianeta Terra, ci troviamo di fronte ad un quadro desolante, dove tutti gli elementi naturali della biosfera manifestano inquietudini che investono ogni elemento del regno animale, vegetale e minerale. Assistiamo ormai impotenti ai cambiamenti climatici che a tutte le latitudini provocano disastri irreparabili, ai movimenti tettonici che sconvolgono intere aree, a guerre esportate nelle zone marginali del pianeta, all'esodo di intere popolazioni del Sud del mondo verso approdi più ricchi e lontani dalla fame.
È urgente individuare modalità di scambio termico più sostenibili, che consentano di raggiungere equilibri più stabili e riducano le differenze fra la fame e l'opulenza, le democrazie e i totalitarismi.
Gli artisti da sempre funzionano come termometri, che rilevano le temperature in ogni parte del corpo sociale. Spesso nel lavoro degli artisti affiorano elementi di critica, di disagio, di sofferenza e di insofferenza per un contesto imbarbarito, che mina drammaticamente le regole e i valori della civile convivenza.
Abbiamo qui raccolto un campione significativo di opere che in diverse forme alzano un cartello di protesta contro un sistema che da troppo tempo, nella gestione delle relazioni individuali, non riesce più a promettere la crescita delle persone, a garantire la loro libertà e il diritto universale di immaginare un mondo migliore per tutti.
Come “biglietto da visita” della mostra o come riferimento storico e filosofico, viene proposto all'ingresso di Casa Masaccio un vecchio film di Guy Debord pensato nel 1967 e prodotto nel 1973. Manifesto del Movimento Situazionista, La Societé du Spectacle è infatti un lavoro profetico che risulta, all’alba del 2011, ancora di una spiazzante attualità. Christian Niccoli e Massimiliano e Gianluca De Serio ci introducono poi nella babele linguistica contemporanea, dove le facoltà di comprensione delle ragioni dell'altro sono messe in crisi da un modello comunicativo impersonale, in cui i drammi vissuti dal singolo non vengono più riconosciuti e condivisi dalla comunità. Spersonificata e gelida è anche la ricerca di Gabriele Pesci che, frugando negli interstizi della Rete, raccoglie ciniche testimonianze provenienti dalle campagne militari condotte dalle superpotenze occidentali in Medio Oriente. I due lavori di Enzo Umbaca, il primo del 1994, il secondo del 2009, costituiscono dei campanelli di allarme premonitori di quello che oggi ci troviamo ad affrontare sul piano politico e sociale. Stefano Lupatini e Stefano Collizzolli riflettono sulle fragili linee di confine che separano le culture, le nazionalità e i poteri. Il dramma delle migliaia di morti bianche, che ogni anno insanguinano i cantieri nostrani e non, è testimoniato invece dai fratelli De Serio e dal collettivo NoiSeGrUp. Mentre gli orrori della cronaca nera, cui siamo purtroppo assuefatti e anestetizzati, ci sono riproposti problematicamente nei lavori di Oliver Pietsch e di Silvia Levenson e Florencia Martinez. Gea Casolaro sviluppa poi una riflessione sulle modalità inutili e crudeli che caratterizzano la condizione detentiva del tutto inefficiente in vista del reinserimento nella società. Benjamin Lee Gordon e Ciro Vitale propongono dei lavori focalizzati sulla dimensione del tempo e sui cambiamenti socioculturali. Il collettivo Alterazioni Video, nella sua feroce ironia, denuncia infine le speculazioni edilizie e le centinaia di edifici incompiuti presenti nel sud Italia.
Nelle opere selezionate non incontriamo mai un approccio banalmente giornalistico, ognuno degli artisti si è sforzato di interpretare con il proprio linguaggio e la propria sensibilità i fatti e le notizie che ci ha voluto consegnare. Caos termici non è stata concepita come triste elenco di lamentele, ma come urgente necessità di risposta, ognuno con i propri mezzi e insieme con la volontà di manifestare il disagio e l'opposizione verso un sistema che non deve più avere futuro.
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Inaugurazione sabato 12 marzo 2011 ore 18.00
ORARI MOSTRA: 15:00-19:00 \ Festivi 10:00-12:00 15:00-19:00 \ lunedì chiuso
INGRESSO: gratuito
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
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Opere di: Artan Shabani, Lek M. Gjeloshi, Helidon Gjergji, Venera Kastrati, Armando Lulaj,
Alban Muja, Arta Ngucaj & Arben Beqiraj, Alketa Xhafa, Driant Zeneli, Fani Zguro.
La mostra “Doppio legame/Double bind” a cura di Valerio Dehò e Andi Tepelena, promossa da Casa Masaccio arte contemporanea/ Comune di San Giovanni Valdarno in collaborazione con la Galleria Carini e Donatini, dalla Provincia di Arezzo e dalla Regione Toscana, con il patrocino dell’Ambasciata della Repubblica di Albania in Italia e dal Ministero del Turismo, della Cultura, della Gioventù e dello Sport della Repubblica di Albania, presenta un interessante spaccato sull’arte albanese contemporanea.
Una scena artistica in fermento, che sta diventando uno dei punti di riferimento in Europa, grazie ai numerosi giovani artisti impegnati nella ricerca di nuovi contenuti e forme espressive.
Molti degli artisti nati negli anni ottanta della nazione mediterranea si sono costruiti un’immagine
dell’Occidente attraverso le visite in Italia o le trasmissioni televisive delle reti italiane.
Gli scambi Italia-Albania sono stati certamente privilegiati e si è creato un rapporto profondo
tra le due culture. Inoltre molti giovani artisti hanno studiato presso le Accademie di belle arti del nostro paese e per questo si è creato un doppio legame cioè uno scambio comunicativo stretto e intimo tra le due culture. Questo rapporto è così stretto che viene privilegiato nella lettura del mondo sociale ed economico occidentale. Da un lato è vero che molti artisti hanno preso le distanze dal vecchio mondo comunista che hanno trovato nel proprio paese, dall’altro sono estremamente critici rispetto all’immissione violenta del capitalismo nella propria cultura.
Nelle loro opere viene fuori una critica del potere che è contro ogni ideologia, lo svelamento di rapporti sociali e di potere che vengono denunciati con intelligenza nelle loro opere.
Quindi l’esposizione mette in evidenza questo doppio sguardo tra chi vive una realtà diversa da quella che gli è stata consegnata dalla tradizione o dalla propria storia, e la difficoltà di vivere una nuova condizione e stile di vita. L’arte giovane albanese vive in una doppia dimensione che consente una lettura critica del mondo attuale ma senza nessuna nostalgia per il passato.
Per questo emergono spesso critiche al potere esclusivamente economico e l’esigenza di creare
una coscienza critica nei cittadini , senza accettare acriticamente lo stile di vita europeo e occidentale.
A differenza della scena artistica albanese precedente negli artisti albanesi della rassegna non c’è nessuna volontà di rivendicare un contesto di appartenenza locale.
Emerge piuttosto quello di sottolineare su scala globale il confine tra poteri economici differenti e disparità
sociali. Temi come quello della xenofobia, rispetto ai processi di esclusione o integrazione, e la presentazione di una sorta di archivio mainstream del dissenso permanente.
L’arte conserva memoria delle origini ma è soprattutto sguardo critico, doppio legame che stabilisce
una sorta d’intesa tra lo spettatore e l’artista. Ogni supermento etnico-culturale è visto non in chiave
di un’ acritica accettazione dell’esistente, ma quello del confronto tra l’utopia del mondo seguente
al crollo del comunismo e la realtà effettiva dei rapporti di potere sempre più economici piuttosto che
ideologici o di alternative visioni del mondo.
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FILE ALLEGATI: CATALOGO › COMUNICATO STAMPA / INVITO ›
Inaugurazione sabato 13 novembre 2010 ore 18.00
ORARI MOSTRA: 16:00-19:00 \ Festivi 10:00-12:00 16:00-19:00 \ lunedì chiuso
INGRESSO: gratuito
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
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www.generacomunicazioni.tv
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Nell’ambito del Festival della creatività 2010, all’interno del
T.box Arezzo in Piazza S. Maria Novella, sarà allestito un punto
di ascolto e di visione a cura della web tv
Generacomunicazioni.tv. Un archivio dell’attività on line svolta da casa masaccio contemporanea,
dove saranno documentati i lavori realizzati
nell’ambito dei cantieri partecipativi promossi da casa masaccio
in questi ultimi anni:
Le isole del tesoro, 2006, cantiere di progettazione con IaN + 2
a cura di Image
Generacomunicazioni.tv, 2006/2007,cantiere di nuovi
processi comunicativi a cura di casa masaccio contemporanea
Performing media lab, 2007, cantiere sull’uso sociale e
creativo dei nuovi media, a cura di Carlo Infante
Mnemoteca, 2008, cantiere su memoria, reti, territorio a cura
di casa masaccio contemporanea
La città (in)visibile. Vivere insieme nella città diffusa del
Valdarno, 2009, cantiere video con Simone Muscolino a cura di
Image e di Richard Ingersoll
Narrazione e convenienze del video, 2010, cantiere di video
arte con Marinella Senatore a cura di Fiammetta Strigoli
Una linea di ricerca, progettata da casa masaccio contemporanea
che intende porre la questione del rapporto tra la “memoria
dell’avanguardia”, intesa come espressione creativa diffusa,
capace di sperimentare linguaggi e offrire chiavi teoriche per
interpretare le dinamiche del cambiamento, e il territorio: uno
sviluppo culturale delle reti come opportunità di nuova relazione
tra contenuti e relazioni sociali. Un contesto, quello del web, che attraverso le dinamiche
partecipative può permettere una ricomposizione dei frammenti
soggettivi per delineare scenari comuni, condivisi, capaci di
tracciare delle mappe tematiche delle comunità territoriali.
Una progettualità che tende ad avviare cantieri e workshop per
raccogliere e produrre audiovisivi e metterli in rete.
Una “mediateca possibile” intesa come luogo di sosta e di senso
del Festival della Creatiività, da cui trarre informazioni ad alto
tasso emozionale e cognitivo.
Set di produzione per videointerviste.
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instant blog dell’area t.box e del festival
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L’evento immobile. Annunciazioni
A cura di Cristiana Collu, Saretto Cincinelli, Alessandro Sarri
Opere di: Jennifer Allora & Guillermo Calzadilla, Massimo Bartolini, Emanuele Becheri, Elie Cristiani, Daniela De Lorenzo, Serge Domingie, Kim Sooja, Yaron Lapid, Megan e Murray McMillan, Noëlle Pujol, Luca Rento, Carolina Saquel, Ruth Scott
Si apre al pubblico sabato 2 ottobre, a San Giovanni Valdarno, la mostra L’EVENTO IMMOBILE. ANNUNCIAZIONI, che per la prima volta coinvolge due luoghi espositivi, Casa Masaccio e il Museo della Basilica di Santa Maria delle Grazie, dove è conservata l’Annunciazione del Beato Angelico.
Promossa da CASA MASACCIO arte contemporanea e dal Museo MAN di Nuoro, l’esposizione, a cura di Cristiana Collu, Saretto Cincinelli e Alessandro Sarri, si configura come la quarta edizione della rassegna L’evento Immobile che cerca di indagare attraverso molteplici modalità un evento ambiguo, sfuggente, inclassificabile, che sta tra il movimento e la stasi, tra il prima e il dopo, il già e il non-ancora.
Dopo le passate edizioni Contrattempi, Incantamenti, Lo sguardo ostinato: la mostra Annunciazioni (il plurale del termine non va sottovalutato) è il tentativo di declinare l’immobilità di un evento tramite il ricorso al topos pittorico dell’Annunciazione, tanto più tradizionale tanto più problematico e di difficile decriptazione in virtù della sua continua rielaborazione iconografica.
Nel corso dei secoli, la scena canonica dell’Annunciazione, è stata trattata pittoricamente, come una modalità di congiungimento fra la dimensione celeste e quella terrestre, un congiungimento che riposa su una invisibile sutura fra due mondi. Soprattutto durante il ‘400 e il ‘500 nella figurazione del tema gioca un ruolo essenziale la prospettiva. Contrariamente a quanto sostiene lo storico dell’arte Erwin Panofsky e secondo le interpretazioni di storici come Daniel Arasse e filosofi come Gerges Didi Hubermann, l’utilizzo della prospettiva sembra svolgere un ruolo decisamente diverso: la griglia prospettica è spesso utilizzata dai pittori del periodo per mostrare l’inadeguatezza di una visione razionale a manifestare l’incarnazione del divino nell’umano, dell’invisibile nel visibile, dell’immensità nella misura.
Le opere in mostra (video, fotografie, installazioni), la maggior parte inedite in Italia o site-specific, si misurano con il tema dell’Annunciazione non in maniera frontale e diretta ma tramite uno sguardo obliquo che nel luogo del confronto pare dissolversi, ritrarsi. Se infatti escludiamo il riferimento esplicito di Serge Domingie all’Annunciazione Martelli di Filippo Lippi, quello molto libero ma puntuale di Megan e Murray McMillan all’opera di Carlo Crivelli e l’implicito, duplice metaforico omaggio reso da Massimo Bartolini all’Annunciazione del Beato Angelico a San Giovanni Valdarno, nessuna delle opere in mostra appare geneticamente riconducibile a questo importante topos della storia dell’arte. Lo sguardo è quello selettivo di chi l’ha curata, offre un punto di vista che interroga un territorio anacronistico e inattuale che, al limite, sconfina, continuamente, in qualcos’altro e costringe costantemente a fare un passo indietro. A far da collante fra le opere resta la comune dimensione incoativa che collega indissolubilmente l’immobilità di un evento al suo annuncio.
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FILE ALLEGATI: COMUNICATO STAMPA › INVITO ›
ORARI MOSTRA:
Casa Masaccio 16:00-19:00 \ Festivi 10:00-12:00 16:00-19:00 \ lunedì chiuso
Museo della Basilica di S. Maria delle Grazie 10:00-13:00 \ 16:00-18:30 \ lunedì e martedi chiuso
INGRESSO: gratuito
casa masaccio / centro per l’arte contemporanea
52027 San Giovanni Valdarno
Corso Italia, 83
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it
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Ufficio Stampa
Ambra Nepi Comunicazione
Tel. 055 244217 - 055 242705 - 348 6543173
info@ambranepicomunicazione.it
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Enti promotori: Ministro della Gioventù, Comune di San Giovanni Valdarno (Assessorato alle Politiche Giovanili e alle pari opportunità, Assessorato alla Cultura), Regione Toscana, Provincia di Arezzo ( Assessorato alle politiche giovanili),
Associazioni: Associazione culturale Promere, Associazione Generacomunicazioni
Media partner: Generacomunicazioni.Tv, Filigrane- Giovani connessioni di comunità
A cura di Fiammetta Strigoli
Artista in residenza Marinella Senatore
Periodo 04/18 settembre 2010
Inaugurazione 4 settembre ore 18.00
Casa Masaccio Arte Contemporanea il 4 settembre alle ore 18.00, a conclusione dei lavori del Cantiere di video-arte “Narrazione e convenienze del video”, promosso nell’ambito del progetto sulle politiche giovanili “ Communitas”, presenta una mostra dell’artista-tutor Marinella Senatore e delle sette giovani artiste partecipanti.
Il cantiere si è contraddistinto come intensivo e in residenza, pensato come tutto al femminile. L’arte delle donne è stato un tema centrale del XX secolo, probabilmente per l’irrompere di media come la fotografia e il video, media “giovani” e “dinamici” che hanno permesso di accorciare il gap tra artisti e artiste in un tempo che si è dimostrato maturo per far emergere il concetto che l’arte è espressione individuale, personale, a prescindere dal genere. Nell’ambito della video arte il contributo delle donne artiste è stato ed è complesso, soprattutto per l’affrontare tematiche esistenziali e politico-sociali “a viso aperto”, espandendo e contraendo l’indagine tra limiti noti e ignoti.
Al Cantiere hanno partecipato 7 giovani artiste provenienti da tutta Italia (Paola Cappabianca, Melania Catteruccia, Tiziana Contino, Claudia Gambadoro, Helga Maestrini, Giusy Pirrotta, Vanessa Pollicina) e ognuna ha realizzato un proprio video come obiettivo tangibile di un coinvolgimento oggettivo, articolato tra obiettivi formativi, risultati dell’attività individuale di progettazione e realizzazione del lavoro.
La scelta di Marinella Senatore come artista/tutor in residenza ha corrisposto all’intenzione del curatore, Fiammetta Strigoli, di aprire alla conoscenza di format che riconducono al concetto di narrazione: un linguaggio che efficacemente permette l’emergere di “mondi” emotivi che attengono tanto alla memoria quanto al quotidiano. Dopodiché le giovani artiste hanno spaziato dalla documentazione di live-perfomance, alla docu-intervista, al video di montaggio costruendo un plot di associazioni visive e di pensiero, creando il proprio lavoro sollecitate da una tematica precisa: Nella situazione io mi trovo proveniente da un passato e proiettato in un futuro. L’enunciato ha permesso il distinguersi di argomentazioni legate tanto al proprio personale sentire quanto a ciò che attiene ai processi e ai mutamenti continui della società (sollecitata in diverse direzioni, l’immagine, quando si fa immagine-video, diviene esplorazione in continuum di dettagli di visione, combinazione di realtà in espansione... eventi che non si collocano come seguito di altri eventi).
Video presenti in mostra:
Marinella Senatore
Speak easy, 2009, musical, 15’
Il video è ambientato nell’America degli anni Cinquanta ed è stato prodotto da oltre 1200 cittadini madrileni attraverso la campagna di fundraising: “1 euro per essere produttore” - sistema di micro-credito proposto come alternativa economica socialmente responsabile per la produzione culturale.
Come nei precedenti lavori video l’elemento narrativo compone una trama complessa costituita dal montaggio, dalla fotografia e in questo caso soprattutto dalle musiche che entrano a far parte della narrazione. Un fare video che attiene ad una particolare modalità narrativa che è cifra del suo lavoro ed in cui sta tutta la capacità dell’artista di utilizzare il inguaggio cinematografico come citazione, come esaltazione delle proprietà visionarie di un medium che si distingue come strumento capace di interagire con differenti tipologie di sperimentazione estetica.
How do U kill the chemist, 2009, docu-fiction, 8’
Il video è stato realizzato durante la permanenza dell’artista presso l’Omi International Artist Residency Art di New York.
Marinella Senatore ha ricreato una successione di eventi basati su una storia reale, coinvolgendo altre sessanta persone che come lei non sono state testimoni dirette. Tra i partecipanti la presenza di un gruppo di rapper di Harlem che hanno collaborato sia come attori che come sceneggiatori. L’accaduto, avvenuto nella zona di Hudson, Stato di New York, risale agli anni Cinquanta. Perlopiù raccontata attraverso i testi di canzoni di un gruppo di rappers di Harlem, la storia riguarda il chimico Adrian Ghole, scopritore di una nuova mescola per pneumatici, ucciso dal suo factotum Bassil per motivi d’interesse. La narrazione di un fatto di sangue realmente accaduto è solo un pretesto che permette d’innescare il processo artistico, mostrandoci gli spazi interpretativi che quest’ultimo può rivelare, tra sequenze girate sul posto ed immagini di repertorio.
All the things I need, 2006, docu-musical, 15’
Ispirandosi alle piccole storie quotidiane del signor W. Bentley, il video traccia una sorta di “viaggio” nella vita dello scienziato conosciuto come lo scienziato dei fiocchi di neve. Sostenuto da un racconto polifonico, anche in questo caso vari sono i format e le tecniche prese a prestito, dai linguaggi del cinema, dell’arte visiva e della letteratura, quali il musical, il video clip, la ricostruzione scenica, l’uso della luce e della voce fuori campo e i differenti stili narrativi che li
caratterizzano. Un lavoro che rientra nella ricerca che da anni l’artista conduce, sulla contaminazione dei generi artistici e delle differenti modalità di linguaggio e approfondisce, in particolare, l’interesse specifico nei confronti della ricchezza contenutistica e delle sensazioni collettive che l’artista ritrova nelle microstorie quotidiane da lei stessa definite “inutili”.
Paola Cappabianca
Visioni, 3’, 2010
Portare l’attenzione sulla memoria come archivio di visioni differenti tra loro, continue e discontinue, è il tema che predomina “Visioni”. Video di montaggio, le riprese sono realizzate con la tecnica dello stop-motion (passo a uno) in quanto permette il blocco temporaneo tra i frames, frammentando la linearità dell’immagine in movimento. Per questo più congeniale all’evocare il ricordare come azione umana, come prelievo volontario dall’archivio costituito dai frammenti di memoria che la mente custodisce e trattiene. Nel video le persone, gli oggetti, le situazioni appaiono come catturate. L’interesse è rivolto al movimento, alla gestualità, al dinamismo provocato dal movimento di gambe, un movimento semplice, ma al tempo stesso affascinante e aperto alla costruzione di un’immagine che vive oltre il frame. Tutte le inquadrature si caratterizzano per la ripresa dal basso come se l’occhio che guarda fosse quello di un bambino, uno sguardo curioso e indagatore.
Melania Catteruccia
Fattore di riflessione, 5’57’’, 2010
Video intervista creativa con minimi movimenti di camera sui soggetti.
Le domande rivolte indagano la sfera personale dell’erotismo e dell’amore. Una sorta di “viaggio” psicologico, introspettivo ed estetico. Le persone intervistate sono tre, una ragazza e due ragazzi che si sono presentati sul luogo della ripresa dopo aver letto un’affissione pubblica, comunicante la ricerca di protagonisti per un video, posta nel centro storico di San Giovanni Valdarno.
L’idea che ha mosso il lavoro è il film inchiesta “Comizi d’amore” di Pier Paolo Pasolini di cui nel video vi è una minima citazione come segnale di appartenenza culturale.
Tiziana Contino
Di-Verso-Da Travelling, 3’, 2010
La struttura del video si sostiene sul montaggio di una live performance pubblica, realizzata in una delle piazze centrali di San Giovanni Valdarno. Sul selciato una carta geografica dell’Europa, stilizzata, di 3 metri x 2, dove risultano omessi i nomi degli Stati che ne fanno parte. Presenti solo le linee demarcanti i confini dei territori, confini inventati dall’uomo per ordinare spazi e culture. I passanti, invitati a praticare il gioco della “campana”, sovrapposto alla carta, danno vita ad una sorta di ri-scrittura geografica, apponendo nel delimite di ogni Stato una frase rappresentativa di una sensazione, di un desiderio, annullando il concetto di confine, politico e identitario. Ogni “luogo”, pertanto, diviene più semplicemente luogo in sé, risultato di un viaggio che partendo dal personale interpreta il mondo come spazio dell’universale. Dovendo esprimere in formula sintetica il fare di ognuno dei protagonisti della performance, l’idea è che il percorso DI (qualcuno) VERSO (un luogo) DA (raggiungere), talvolta proprio quel luogo è anche DIVERSO DA ciò che invece avremmo desiderato.
Claudia Gambadoro
Ritorno, 3’10’’, 2010
Video di montaggio, concettualmente muove dal passo di uno scritto di Fernando Pessoa che in un linguaggio simbolico, in una vulgata, riflette sull’esistenza: “La vita è un gomitolo che qualcuno ha aggrovigliato.” Tracce d’inchiostro nero si trasformano in una serie di segni disordinati che come appunti casuali si moltiplicano e si accumulano nello spazio di una casa, una casa semivuota dove sta per calare il silenzio. I segni si dipanano proprio come un filo di lana che si “aggroviglia”, si espande lungo un percorso che attraversa gli ambienti e un’anziana donna lo raccoglie in un’ordinata matassa. Nell’azione le mani e le vesti si tingono di nero: è inchiostro che trasuda come memoria che si fa materia, si fa storia, evocando alla continuità del futuro.
Helga Maestrini
Base, 3’, 2010
Girato in interno, il video si articola su tre diversi spazi di un antico palazzo.
Le riprese sono strettamente legate alla proiezione della luce pensata e
strutturata come elemento indispensabile a far emergere tre figure femminili che “trascorrono”, in maniera del tutto personale, il proprio “sentire” lo spazio. Agiscono su e con loro stesse, con l’atmosfera che vive intorno al proprio corpo: si liberano degli abiti per andare verso un nuovo modo di partecipare il luogo e l’umanità, umanità presente nella sua assenza.
Nell’idea di “maturazione del sentire” si può ricercare l’aspetto collettivo che può determinare, almeno in parte, un processo sensibile, atto a comprendere meglio gli spazi e la collettività.
Giusy Pirrotta
Light composition, 1’16’’, 2010
“Light composition” è un lavoro video pensato e realizzato per una
proiezione in doppio canale. I due video sono installati all’interno dello stesso spazio espositivo con audio in cuffia. Il concept è la luce analizzata in relazione alla musica e allo spazio. Una proiezione riguarda il video realizzato a camera fissa e si concentra su una figura completamente oscurata che suona uno strumento costituito da interruttori elettrici e lampadine. Le lampadine restituiscono il ritmo di una musica da banda illuminandosi e spegnendosi in una sorta di “costruzione” di intervalli di tempo, un tempo “visibile” in relazione al suono. L’altra proiezione dialoga con la precedente in funzione di una luminosità che invece esplora lo spazio: la luce artificiale ritaglia lo spazio indagato dalla video-camera, fino al buio totale.
Vanessa Pollicina
ComunicAzione, 3’, 2010
Il video è girato in un interno e si propone come una live perfomance
collettiva. Il proposito è quello di accentrare l’attenzione su uno degli aspetti del
comportamento umano, facendo leva sul rimando simbolico: la voracità come metafora dell’avere, del possedere ad ogni costo. L’azione che tre uomini e sei donne, immobili nella propria postazione compiono, è in sé usuale, come può essere usuale “divorare” un cono gelato, ma efficace a trasmettere il senso.
Il suono è in presa diretta, una scelta funzionale a sostenere il ritmo delle
immagini.
Marinella Senatore, vincitrice del Premio New York 2010-2011, è nata a Cava de’ Tirreni, vive attualmente a Madrid ed opera soprattutto attraverso la pratica video, senza però rinunciare alle ampie possibilità espressive offerte dall’intero ambito del visivo, dal disegno all’installazione al musical. Da tempo considerata uno dei nuovi talenti della giovane arte italiana si è formata nei settori belle arti e cinematografia, insegna linguaggio audiovisivo presso l’Università Complutense di Madrid e l’Università di Castilla-La Mancha. Ha esposto in importanti istituzioni pubbliche, tra le quali: il MADRE di Napoli, Palazzo Grassi a Venezia, Museum of Contemporary Art di Chicago, la Galleria Civica di Trento, il Museum Boijmans di Rotterdam, il Moderna Museet di Stoccolma e il MAR di Ravenna. |
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La Notte Bianca “Contemporanea”
“About_ The Utopian Display_Platform_[10]”
un progetto a cura di casa masaccio contemporanea
Sabato 26 giugno 2010 dalle ore 21, nell’ambito delle 5° edizione della Notte Bianca di San Giovanni, Casa Masaccio contemporanea presenta una rassegna sui linguaggi delle contemporaneità “About_ The Utopian Display_Platform_[10]” che si sviluppa attraverso un percorso di spazi aperti, tra piazze, vie e luoghi intorno a Casa Masaccio. La rassegna si configura come uno scenario di “identità culturali ibride”, una sorta di collisione/incontro tra ricerca, innovazione e creatività. In questa occasione saranno presentate diverse sfere di azioni culturali e artistiche: media art, architettura, sound e audio-visual, performance, video, cinema, teatro, web, social networking. La rassegna, ricca di eventi e di nuovi interpreti della contemporaneità, esprime la necessità di esplorare alcune fra le possibili contaminazioni tra nuovi e vecchi linguaggi, attraverso il mondo reale e la nuova dimensione digitale.
La rassegna si articola in quattro macro aree che si sviluppano nelle vie e nelle piazze del centro di San Giovanni Valdarno:
MIX MEDIA _ Contemporary Social Art
un progetto a cura di:
Marzia Lodi e Ilaria Castellino in collaborazione con Switch creative social network
Installazioni, video & sound design_Leonardo Betti
Presenta una serie di performance,installazioni, video e sound design urbano, che mettono in relazione l’arte contemporanea e alcuni luoghi del tessuto urbano della città, concentrando la propria attenzione sulle possibili relazioni tra ambito artistico e sfera sociale. Il risultato è un flusso costante di suoni e immagini che interrogano e ridefiniscono la relazione tra la multimedialità ed il pubblico, ponendo al centro della ricerca la contaminazione tra i linguaggi contemporanei e la tecnologia, tramite essenziale per costruire esperienze nello spazio fisico, sociale e digitale.
L’evento è il risultato di un incontro tra alcune realtà artistiche e professionali che in questo ambito operano e si muovono.
Attraverso la creazione di performance, installazioni ed ambienti sonori si mira a proporre nuovi stimoli per stabilire percorsi e connessioni fra le diverse parti.
Mixed media si propone come obiettivo fondamentale la crescita del dialogo intorno ai nuovi media, sempre più parte integrante del nostro quotidiano. Questo il programma e i luoghi di MIX MEDIA _ Contemporary Social Art: Coincidence 15 (Arco Via Giovanni da San Giovanni) installazione ambientale a cura di Leonardo Betti / Between trees installazione interattiva_ Nothing but the truth (nature will save us)#01 installazione sonora (casa masaccio giardino) a cura di Leonardo Betti/ Chill out on the road design urbano _Breathless installazione immersiva (Piazza S. Antonio) a cura di Switch, Leonardo Betti, SndSucker/ Tati rifiù plastique (Largo Andrea del Bello) performance a cura di Switch/ Mix Media Live_ (Corso Italia Sud) live dj set/ Luigi Mastrandrea “Paesaggi Sonori”/ LeonardoWorx/“BACK TO MONGOLIA”_Tradizione sciamanica / Ritualita' Elettronica_Telematik Guru
La rassegna continua con “SGV_ ELECTRIC CITY……… perché qui l’aria è elettrica, e crea fermento”
un’area dedicata ai codici sorgenti della contemporaneità, arte, performance, video, cinema, web e social media, un programma che si sviluppa sullo sfondo di una città che ormai parla molteplici linguaggi e produce azioni culturali tese a valorizzare e a contaminare il proprio patrimonio storico artistico e architettonico, le chiese, i palazzi, i giardini, i vicoli, le strade, le piazze e le risorse creative locali, sperimentando così proprie forme di resistenza culturale.
Nel programma The Fake Factory: ombre elettriche, dialogo architettonico fra luce e materia_ (Viale Diaz, Piazza della libertà, Corso Italia 14 Palazzo Panciatichi) installazioni Video a cura di the fake factory/ Caravaggio_#400 ( Pieve S. Giovanni Battista, Palazzo Corboli) film Caravaggio l’ultimo tempo di Mario Martone/ Il martirio di Sant’Orsola di Sandro Dionisio e Mario Martone/ Caravaggio un genio in fuga di Renato Mazzoli/Caravaggio di Derek Jarman/ The draughtsman’s contract_ (Corso Italia 14, Giardino Palazzo Panciatichi) performance Giulia Odori, Brunella Visca, maschere di Sergio Traquandi/ Art community movie_ (Vicolo Rossi) Casa Masaccio video Yael Davids/Seila Kameric/ Ange Leccia /Paolo Meoni /Robert Pettena/ Mark Lewis/Farid Rahimi /Sophie Whettnall /Kan Xua/Cyprien Gaillard/Guido van der Werve/ Michael von Ausswolff – Thomas Nordanstad/Sigurdur Gudjonsson/Connie Dekker/ Art in the twenty – first century_ (Foyer Teatro Bucci) Video Bill Viola.The Eye of the Heart di Mark Kidel.
L’ area successiva presenta CITIES ON THE MOVE _ la città come laboratorio
attraverso alcune micro rassegne video & strumenti multimediali, si propone una riflessione sui mutamenti in atto nella città contemporanea. City Vision propone lavori sulle trasformazioni in atto sul territorio realizzati durante i recenti cantieri d’arte pronossi da Casa Masacccio a cura di Image/Simone Muscolino/Francesca Scarselli/Manuela Mancioppi/Macma, Clip City_ presenta una selezione di opere video realizzate in occasione del festival internazionale di Video ed Architettura The Beyond Media Festival_Vision The che raccontano alcune tracce della cultura architettonica contemporanea, che parlano di architetture e di città e Asian City uno sguardo in Asia, dove le metropoli stanno diventando interessanti capitali d’arte, con opere video di Mizuno Katsunori/ Ine wo Ueru hito/ Liang Yuanwei.
Un laboratorio per il futuro che ha nelle città lo scenario più immediato di confronto e sperimentazione. Le città come luogo dove il genere umano dovrà misurare la propria crescita e puntare sulla creatività applicata per uno sviluppo sostenibile. Le città del futuro, il futuro della città. L'ambivalenza di questo concetto, rimanda, ad una univoca asserzione di base: la città è il luogo in cui la creatività diventa innovazione, produzione, sviluppo. La città come epicentro dei fenomeni dinamici dell'industria creativa, di quei processi che traggono forza dal net- working, che si nutrono di ricerca e sperimentazione, che si promuovono creando nuovi media, che generano economie innovative, che esplorano il nuovo generando futuro. Cities on the move_ allestita negli spazi restaurati di Palazzo D’Arnolfo, si presenta inoltre come occasione di visita del Palazzo e come opportunità di conoscenza della sua futura destinazione, attraverso una presentazione multimediale del progetto del Museo delle Terre Nuove.
Infine SOCIAL MEDIA, a cura di Chiara Ferretti, un cantiere aperto di comunicazione interattiva, per rilanciare nel web le parole chiave (tag) e le immagini della manifestazione durante il suo svolgimento, un front-office per promuovere la partecipazione attiva degli spettatori secondo le dinamica del web 2.0.
http://www.facebook.com/pages/Notte-Bianca-SGV/114891255202625 - http://nbsgv10.posterous.com
Dalle ore 21 EX CHIESA DELLA SS. NONZIATA (Via Giovanni da S. Giovanni) proiezione del film Back to the future_Rip! A Remix Manifesto un documentario canadese realizzato dal dj Brett Gaylor dopo 6 anni di lavoro colletivo. Si tratta di un compendio istruttivo di alcune delle principali problematiche e opportunità che il passaggio dalla cultura del copyright a quella del copyleft ha sollevato. La cultura del public domain contrapposta a quella del copyright, una dimostrazione di come l’arte si sia sempre basata su materiali già esistenti rielaborati in forme inedite.“Questo film parla di una guerra, una guerra sulle idee. Il terreno di questa battaglia è internet”.
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Il titolo di questa grande mostra di Gian Marco Montesano presso la “Casa di
Masaccio” di San Giovanni Valdarno, “Guerra e pace”, mette insieme i due poli
tematici dell’attività dell’artista italiano più significativo della svolta figurativa
degli anni Ottanta. La guerra e il periodo immediatamente seguente della
ricostruzione e del ritrovato benessere,, gli anni Cinquanta e Sessanta, sono stati
particolarmente indagati dall’artista torinese, che vive tra Bologna e Parigi. Gian
marco Montesano, di cui tutti ricordano la partecipazione al Padiglione Italia della
scorsa Biennale d’arte di Venezia, è un caso unico in Europa e nel mondo perché ha
saputo ridare senso alla pittura di storia. Sono celebri infatti i suoi ritratti dei
dittatori del secolo scorso, Hitler e Stalin, ma anche le sue innumerevoli e
straordinarie opere legate al rapporto tra la guerra e la gente comune, con
particolare attenzione ai bambini. L’artista sta creando da quasi 30 anni un grande
romanzo popolare attraverso una pittura ad olio classica originale nelle
inquadrature e nelle atmosfere.
La sua pittura dedicata al Novecento e ai suoi personaggi importanti, è presente in
mostra con parte dell’opera “Padiglionitalia” costituita da 200 lavori 40x30 con
cui ha partecipato alla Biennale. Personaggi illustri e meno noti, sono rappresentati
in una sorta di carrellata sul XX secolo, con particolare attenzione all’Italia, ma
sempre con uno sguardo sul mondo. Per Montesano l’arte è indagine della
memoria, fissazione di ciò che è accaduto attraverso l’eternità della pittura, ma
anche luogo in cui le culture si mescolano, in cui le immagini vengono poste in
sequenza per diventare un immenso film di ciò che è accaduto.
La mostra di San Giovanni presenta complessivamente un centinaio di opere tra cui
un magnifico trittico di 6 metri dal titolo “Credere, obbedire, danzare” del 2009 in
cui la fisicità del corpo, la leggerezza della danza, e l’immagine degli sport sotto la
dittatura nazista, sono giustapposti in un inno alla bellezza. Dal 1990 ad oggi
l”Guerra e pace” presenta un compendio molto ampio dei temi trattati dall’artista
nel corso della sua attività, dalle immagini della guerra fino alle copertine della
rivista di fotoromanzi Grand Hotel, dalle icone di un’Italia del boom economico
fino alle scene teatrali, si dipana un percorso antologico di grandi opere. Il curatore della mostra Valerio Dehò ha realizzato la prima monografia dell’artista
nel 1999 ed è uno dei critici italiani che maggiormente si è occupato del ritorno
della pittura dopo la stagione concettuale. Un catalogo viene edito per l’occasione
dalla galleria Carini & Donatini. |
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Inaugurazione sabato 22 Maggio 2010 ore 18:30
Dal 22/05/2010 al 04/07/2010
ORARI MOSTRA: feriali 16/19 festivi 10/12-16/19, lunedì chiuso
INGRESSO: gratuito
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Sin dal titolo No-where / now-here (In nessun luogo e, insieme, qui, adesso) cerca di mettere in luce
l’oscillazione tra luogo e non luogo. Questa indecidibilità sembra aggiornare e rimodellare, con sempre maggiori livelli di complessità, la possibilità d’interpretazione dell’odierna produzione artistica secondo parametri geografici. Se il mandato ricevuto dai curatori era quello di gettare una luce sull’attuale produzione artistica in Toscana, la contromossa è stata quella di allargare subito, nei limiti del possibile, e di concerto con gli artisti selezionati, l’orizzonte di riferimento.
La mostra cerca così di ottemperare al mandato ricevuto nell’unico modo possibile, vale a dire,
pervertendolo in una doppia modalità: da una parte, suddividendo lo spazio espositivo di Casa Masaccio in diverse aree, con l’intento di trasformare la mostra collettiva e, in un certo senso panoramica, richiesta in qualcosa di non omogeneo, un evento plurale e, dall’altra, perpetrare questa pluralizzazione invitando artisti ‘esterni’ a presentare singole opere video.
Selezionare artisti con ricerche perfettamente indipendenti come Daniela De Lorenzo, Paolo Meoni,
Margherita Moscardini e Cristiana Palandri, e invitare artisti ‘esterni’ come Carl Michael von Hausswolff - Thomas Nordanstad, Giovanni Oberti, Sigurdur Gudjónsson, a presentare singole opere video, non significa, semplicemente allargare il panorama ma creare soglie interne, rintracciare, inventare elementi indiretti di sinestesia, fra opere che vivono in una prossemica della lontananza.
Cercando di far scaturire un rapporto dalla dis-giunzione e dalla mancanza di rapporto No-where / now-here non si propone, tanto di avvicinare il lontano quanto di allontanare il vicino.
Risultato: Toscana finisce qui per valere come semplice cornice, indicazione di un luogo in cui nascono e si dispiegano linguaggi e poetiche capaci di misurarsi con il panorama artistico contemporaneo: si tratta evidentemente dell’invenzione di un confine, dal momento che, in un’epoca di velocizzazione delle esperienze come l’attuale, non esistono più da tempo, situazioni artistiche non solo regionali ma neanche tipicamente nazionali.
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ORARI MOSTRA: feriali 16/19 festivi 10/12-16/19, lunedì chiuso
INGRESSO: gratuito
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L’evento immobile (Incantamenti)
Organizzata dal MAN di Nuoro per il festival letterario l’Isola delle Storie di Gavoi, la mostra a cura di Cristiana Collu e Saretto Cincinelli che ha riscosso un incredibile successo, è riproposta con un nuovo allestimento negli spazi di Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno (Arezzo), nell’ambito di una proficua collaborazione tra le due istituzioni museali. |
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<PER NON DIMENTICARE IL TIBET>
Casa Masaccio contemporanea e il festival Orientoccidente 2008, per le loro caratteristiche di (pur parziali) testimoni degli eventi e delle culture del mondo, non possono non dedicare un importante spazio alla libertà culturale e alla richiesta di democrazia in Tibet. |
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Around the house
Mostra curata da Susanna Ragionieri. L’esposizione presenta i lavori dell’artista irlandese Janet Mullarney. |
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Italiani in vacanza
L'esposizione
presenta i lavori di cinque artisti italiani: Antonio
Rovaldi, Sabrina Mezzaqui, Giovanni Ozzola, Michelangelo
Consani e Robert Pettena. |
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Performing
Media.act
Due giornate di studio, performance ed interaction
design a cavallo tra la notte di S.Lucia delle visioni
e degli ascolti. |
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